Lunedì, 5 Ottobre 2026
21.08 (Roma)

Ultimi articoli

Dall’autonomia differenziata al separatismo

Dalla maggiore autonomia differenziata al separatismo, vero obbiettivo della Lega bossiana che, non a caso, si qualificava “per l’autonomia della Padania” il passo è breve. A questo fine, soprattutto oggi che non sta incontrando i favori al sud e che è divenuto più favorevole il contesto con la nuova maggioranza, si concentra l’attenzione di Salvini. Il ministro Calderoli, per aver dimostrato nel passato poco senso dello Stato unitario e perseguito, più di altri il separatismo della Padania, è stato nominato Ministro per le autonomie regionali. Ha subito assicurato che entro un anno il progetto sarà portato a compimento. Dalla sua, purtroppo, ha anche esponenti ed elettori democratici e perfino alcuni governatori delle Regioni del sud. In questo senso sono illuminanti l’intervista di Fassino – che è stato segretario del PDS-  rilasciata al Corriere della sera di una settimana fa e la posizione del governatore della Campania De Luca, notoriamente favorevole ad accentrare maggiori poteri.

Perché si è arrivati a questo punto? Le cause sono molteplici e complesse e su di esse sono stati scritti centinaia di libri, saggi, inchieste giornalistiche. La questione meridionale ha appassionato illustri sociologi e politici di vaglio da Nitti a Salvemini, da Dorso a Sturzo, da Gramsci, a Fortunato a De Viti De Marco, per citare solo i maggiori. La rivendicazione di una piena autonomia anche fiscale, che non fosse condizionata dall’arretratezza del sud, è figlia della questione meridionale. Alle Regioni, nel corso degli ultimi venti anni, con la modifica costituzionale del 2001, sono stati concessi molti più potere di quelli previsti dai Padri costituenti nella edizione originaria che dovevano rimanere circoscritti alla sezione amministrativa su materie determinate. Potere amministrativo e non politico come invece è andato modificamdosi.

La responsabilità di questa degenerazione non è solo dello Stato centrale ma colpevoli sono stati e sono anche molti Governatori del sud che, invece di far progredire le regioni da loro amministrate le hanno assoggettate a clientelismo, familismo, assistenzialismo, gestione del potere a fini personali, spreco enorme di denaro pubblico. Con l’aggravante della quiescenza se non la collaborazione, colpevole, di una classe dirigente inefficiente, incompetente, arrogante, finalizzata alla gestione del potere per fini di tornaconto personale, illecito arricchimento, privilegi; mai finalizzata all’interesse collettivo o al bene comune. Alcuni di loro hanno anche il coraggio di chiedere maggiore autonomia come De Luca, Presidente della Campania che ha creato un vero e proprio regime di potere personale e familistico accorpando in sé le maggiori deleghe (Cultura, Sanità, Trasporti), che gestiscono soldi e creano influenze e potere personale. Per conoscere meglio il potere di De Luca realizzato in Campania è molto istruttiva la lettura del saggio “V. De Luca, una questione meridionale IL MONARCA” scritto a più mani a cura di Massimiliano Amato e Luciana Libero e la prefazione di A. Musi per i tipi di Paper First 2022. In altre regioni del sud l’esempio De Luca è preso a modello.

Anche gran parte dei cittadini campani ci hanno messo del proprio con il tirare a campare, andando avanti alla giornata, mostrando scarso interesse per la cosa pubblica (tanto sono tutti uguali!), disinvoltura nessun senso civico, illegalismo, arte di arrangiarsi, senso di impotenza e rassegnazione, omertà e rassegnazione verso forme organizzate endemiche come la Camorra, la Ndrangheta e la Mafia che arruola molti proseliti nei giovani proletari disoccupati.

Qualcuno propugna un partito del Sud con il fine di portare all’attenzione del Governo e degli uomini di potere (del Centro Nord?) le necessità che un Meridione sviluppato sarebbe volano di sviluppo di tutto il Paese per la sua importanza strategica nel Mediterraneo. Un partito così fatto sarebbe pura utopia e velleitario. I meridionali devono riscoprire in loro stessi il senso del dovere civico e di appartenenza e fare da pungolo ad una classe politica inetta ed incapace. La cultura e il giornalismo devono combattere e indicare il cambiamento come unico mezzo per uscire da una endemica arretratezza.

di Nino Lanzetta

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

False residenze per le amministrative 2020 a Quindici: stamane sono stati ascoltati solo tre dei sei testi previsti. In aula…

Nove ammonimenti al mese: in nove mesi, in totale sono ottantuno i provvedimenti emessi per violenze domestiche e stalking. Il…

E’stata celebrata, stamattina, l’udienza di convalida del fermo di C. P. il 57enne di Ariano Irpino ritenuto il responsabile dell’accoltellamento…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

E’ stata l’occasione per una riflessione su diritti, inclusione e contrasto alle discriminazioni l’incontro “Oltre i confini: un mondo di possibilità”, tenutosi questa mattina all’Urban Center di Avellino, in via Clausura. Un momento di confronto sui temi dell’identità e della transizione di genere, della genitorialità e dei servizi attivi sul...

– di Egidio Leonardo Caruso– La crisi morde ogni giorno di più, i prezzi di carburante, energia elettrica, fertilizzanti alle stelle a farne le spese gli agricoltori e i consumatori, di tutto questo si è discusso lo scorso 4 ottobre a Flumeri presso la Dogana Aragonese, in occasione dell’assemblea pubblica...

“Con l’approvazione in Consiglio regionale del Documento di economia e finanza regionale 2027-2029 abbiamo fissato indirizzi molto importanti per il futuro delle aree interne della Campania e, in particolare, per l’Irpinia. Non dichiarazioni di principio, ma scelte che entrano nella programmazione regionale e che indicano con chiarezza la direzione da...

False residenze per le amministrative 2020 a Quindici: stamane sono stati ascoltati solo tre dei sei testi previsti. In aula sono stati ascoltati l’ex comandante della Stazione dei Carabinieri di Lauro, dove era giunta la prima segnalazione relativa alla vicenda dei presunti falsi residenti e un sottoufficiale della Polizia Locale...

Ultimi articoli

Attualità

E’ stata l’occasione per una riflessione su diritti, inclusione e contrasto alle discriminazioni l’incontro “Oltre i confini: un mondo di…

Mobilità sostenibile, la Provincia di Avellino si candida al Programma europeo LIFE con il progetto AIMS Apennine Inclusive Mobility Spine…

“La vicenda Stadio rappresenterà un vero e proprio Vietnam per questa amministrazione, che su questa questione sta combinando un pasticcio…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy