Lunedì, 7 Settembre 2026
09.59 (Roma)

Ultimi articoli

Dall’autonomia differenziata al separatismo

Dalla maggiore autonomia differenziata al separatismo, vero obbiettivo della Lega bossiana che, non a caso, si qualificava “per l’autonomia della Padania” il passo è breve. A questo fine, soprattutto oggi che non sta incontrando i favori al sud e che è divenuto più favorevole il contesto con la nuova maggioranza, si concentra l’attenzione di Salvini. Il ministro Calderoli, per aver dimostrato nel passato poco senso dello Stato unitario e perseguito, più di altri il separatismo della Padania, è stato nominato Ministro per le autonomie regionali. Ha subito assicurato che entro un anno il progetto sarà portato a compimento. Dalla sua, purtroppo, ha anche esponenti ed elettori democratici e perfino alcuni governatori delle Regioni del sud. In questo senso sono illuminanti l’intervista di Fassino – che è stato segretario del PDS-  rilasciata al Corriere della sera di una settimana fa e la posizione del governatore della Campania De Luca, notoriamente favorevole ad accentrare maggiori poteri.

Perché si è arrivati a questo punto? Le cause sono molteplici e complesse e su di esse sono stati scritti centinaia di libri, saggi, inchieste giornalistiche. La questione meridionale ha appassionato illustri sociologi e politici di vaglio da Nitti a Salvemini, da Dorso a Sturzo, da Gramsci, a Fortunato a De Viti De Marco, per citare solo i maggiori. La rivendicazione di una piena autonomia anche fiscale, che non fosse condizionata dall’arretratezza del sud, è figlia della questione meridionale. Alle Regioni, nel corso degli ultimi venti anni, con la modifica costituzionale del 2001, sono stati concessi molti più potere di quelli previsti dai Padri costituenti nella edizione originaria che dovevano rimanere circoscritti alla sezione amministrativa su materie determinate. Potere amministrativo e non politico come invece è andato modificamdosi.

La responsabilità di questa degenerazione non è solo dello Stato centrale ma colpevoli sono stati e sono anche molti Governatori del sud che, invece di far progredire le regioni da loro amministrate le hanno assoggettate a clientelismo, familismo, assistenzialismo, gestione del potere a fini personali, spreco enorme di denaro pubblico. Con l’aggravante della quiescenza se non la collaborazione, colpevole, di una classe dirigente inefficiente, incompetente, arrogante, finalizzata alla gestione del potere per fini di tornaconto personale, illecito arricchimento, privilegi; mai finalizzata all’interesse collettivo o al bene comune. Alcuni di loro hanno anche il coraggio di chiedere maggiore autonomia come De Luca, Presidente della Campania che ha creato un vero e proprio regime di potere personale e familistico accorpando in sé le maggiori deleghe (Cultura, Sanità, Trasporti), che gestiscono soldi e creano influenze e potere personale. Per conoscere meglio il potere di De Luca realizzato in Campania è molto istruttiva la lettura del saggio “V. De Luca, una questione meridionale IL MONARCA” scritto a più mani a cura di Massimiliano Amato e Luciana Libero e la prefazione di A. Musi per i tipi di Paper First 2022. In altre regioni del sud l’esempio De Luca è preso a modello.

Anche gran parte dei cittadini campani ci hanno messo del proprio con il tirare a campare, andando avanti alla giornata, mostrando scarso interesse per la cosa pubblica (tanto sono tutti uguali!), disinvoltura nessun senso civico, illegalismo, arte di arrangiarsi, senso di impotenza e rassegnazione, omertà e rassegnazione verso forme organizzate endemiche come la Camorra, la Ndrangheta e la Mafia che arruola molti proseliti nei giovani proletari disoccupati.

Qualcuno propugna un partito del Sud con il fine di portare all’attenzione del Governo e degli uomini di potere (del Centro Nord?) le necessità che un Meridione sviluppato sarebbe volano di sviluppo di tutto il Paese per la sua importanza strategica nel Mediterraneo. Un partito così fatto sarebbe pura utopia e velleitario. I meridionali devono riscoprire in loro stessi il senso del dovere civico e di appartenenza e fare da pungolo ad una classe politica inetta ed incapace. La cultura e il giornalismo devono combattere e indicare il cambiamento come unico mezzo per uscire da una endemica arretratezza.

di Nino Lanzetta

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

” Ho atteso prima di affidare a queste parole il mio pensiero, nella convinzione che, in un momento così delicato,…

Ha fatto irruzione nell’abitazione della sua ex compagna, una 28enne, e si è scagliato contro di lei colpendola ripetutamente con…

​Facendo seguito agli incontri avviati nell’imminenza del rogo sviluppatosi nella zona industriale di Airola, in una riunione a Montesarchio, nel…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

E’ stata la consegna del riconoscimento intitolato a Carlo Gesualdo, a concludere questo pomeriggio, nella chiesa del Rosario, la Summer School 2026 “Dalla modernità a Gesualdo. Percorsi internazionali di studi letterari, storici e artistici”, promossa da Edizioni Sinestesie e Università degli Studi di Salerno, con la Provincia di Avellino, l’Associazione...

CALITRI – Quale futuro per l’Alta Irpinia? È la domanda al centro dell’incontro “Una nuova generazione, una nuova governance”, in programma venerdì 11 settembre alle ore 17.30 in piazza S. Scoca a Calitri. Un appuntamento che punta a mettere a confronto istituzioni, amministratori, realtà sociali e rappresentanti del territorio sulle...

Il ritorno sui banchi, che prende il via in queste ore a partire da Bolzano e si estenderà progressivamente al resto d’Italia, può portare con sé il cosiddetto back to school blues, una fase di transizione e malinconia che in alcuni casi si trasforma in vera e propria ansia. Secondo...

La campanella del nuovo anno scolastico 2026-2027 suona ufficialmente a Bolzano, inaugurando il rientro in classe per quasi 8 milioni di studenti in tutta Italia. I residenti della provincia autonoma sono i primi in Italia a varcare la soglia degli istituti (oltre 85mila ragazzi, tra cui 22.080 nelle scuole in...

Ultimi articoli

Attualità

Il ritorno sui banchi, che prende il via in queste ore a partire da Bolzano e si estenderà progressivamente al…

La campanella del nuovo anno scolastico 2026-2027 suona ufficialmente a Bolzano, inaugurando il rientro in classe per quasi 8 milioni…

L’estate 2026 si avvia verso una brusca conclusione. Dopo mesi di temperature record che potrebbero aver superato persino quelli della…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy