AVELLINO – Dall’Irpinia alla ribalta della cardiologia europea. Angelo Cianciulli ed Emanuela Nuccio, dottori di ricerca in Sanità Pubblica della provincia di Avellino, originari di Calabritto e Avellino, saranno protagonisti all’ESC Congress 2026 di Monaco di Baviera con uno studio dedicato a una delle sfide decisive dell’emergenza cardiovascolare: ridurre il tempo che separa l’arresto cardiaco dalla prima defibrillazione efficace.
Il lavoro, realizzato con la collaborazione scientifica del prof. Ercole Vellone dell’Università di Roma Tor Vergata, introduce l’Early Defibrillation Gap (EDG), un nuovo modello che supera il tradizionale concetto di “response time” per misurare quanta possibilità di sopravvivenza viene progressivamente perduta prima del primo shock.
Il principio è semplice quanto decisivo: nell’arresto cardiaco ogni minuto ha un diverso peso biologico e il tempo non rappresenta soltanto un indicatore organizzativo, ma una vera variabile clinica.
«Non vogliamo sapere soltanto quanto velocemente arriva il soccorso, ma quanta possibilità di salvare il paziente resta nel momento in cui viene erogata la defibrillazione», spiegano i ricercatori.
L’EDG si inserisce in un programma più ampio dedicato alla defibrillazione precoce, ai modelli di risposta all’arresto cardiaco e allo sviluppo di nuove soluzioni organizzative e tecnologiche.
La partecipazione al congresso della European Society of Cardiology porta così l’Irpinia in uno dei più importanti palcoscenici scientifici internazionali, mostrando il volto di un territorio capace non soltanto di formare professionisti, ma anche di produrre ricerca e innovazione.
Da Avellino a Monaco con una domanda destinata ad aprire nuove prospettive: quando arriva il primo shock, quanta possibilità di salvare quella vita abbiamo già perso?


