Mercoledì, 2 Settembre 2026
22.27 (Roma)

Ultimi articoli

A due giorni dalla ricorrenza della Festa della Repubblica le Istituzioni subiscono pesanti schiaffi. Il clima che si respira nel Paese è di tale irresponsabilità che si ha difficoltà anche ad immaginare che possa essere reale. La democrazia è in pericolo. Le Istituzioni repubblicane sono sottoposte a violenti attacchi che ne minano la credibilità. Nella capitale un ex generale dei Carabinieri, Antonio Pappalardo, chiama a raccolta in piazza i “gilet arancioni” senza mascherine e fomenta una “rivoluzione” contro le regole anti-covid. La destra neofascista organizza manifestazioni di protesta in tutte le piazze d’Italia. Obiettivo: la caduta del governo Conte e il tentativo di imporre “l’uomo forte”. Ora più che mai occorre reagire. Ripristinare la legalità e difendere lo Stato democratico contro un certo fanatismo che si nutre, purtroppo, anche di alcuni ritardi in settori vitali del vivere civile: dalla sanità alla giustizia, ad esempio. In questo scenario, ma con motivi incomprensibili, direi di pericolosa goliardia che mortifica le coscienze, si colloca ciò che è accaduto l’altra sera nella città di Avellino, insignita della medaglia d’oro per il contributo dato alla Resistenza, la città che ha dato i natali, tra tanti illustri intellettuali, al meridionalista di grande prestigio Guido Dorso. Il personaggio- sindaco è noto per le sue sue sortite sempre originali e discutibili. Il primo cittadino, Gianluca Festa, ha così dato uno schiaffo alla civile tradizione di Avellino, dimostrando tutta la sua superficialità nel rispetto delle regole democratiche, alla sua tradizione civile, al suo popolo. Non mi ergo a giudice. Non strumentalizzo la caduta di stile del primo cittadino. Tuttavia non trovo un solo motivo per giustificare il suo comportamento: contro la legalità, le regole per combattere il coronavirus, e, soprattutto, indecente dal punto di vista educativo delle giovani generazioni. E’ evidente che il gesto del sindaco è contro la legalità. Il primo cittadino non può non fare finta che quello che è accaduto sotto i suoi occhi, anzi da lui stesso provocato, ha violato le norme che stabiliscono il non assembramento e l’utilizzo della mascherina a tutela della propria salute e quella altrui. Le immagini diffuse dai social in queste ore parlano da sole. Le centinaia di reazioni che il gesto ha suscitato, oltre ad essere contro Gianluca Festa, ricadono sulla città di Avellino. Ciò accade mentre il capoluogo esce da una terribile crisi per effetto della pandemia che ha seminato lutti e tragedie che meritano grande rispetto. Forse questo, al di là dell’episodio grave, è l’aspetto più inquietante. Ed è per questo che il sindaco Festa deve chiedere pubblicamente scusa alla città e al suo popolo.

di Gianni Festa

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Anche stamattina scuole chiuse nei comuni della valle Caudina, in provincia di Avellino, interessati dalla nube sprigionatasi ,lunedì pomeriggio, dall’incendio…

Nel tardo pomeriggio di ieri a Quindici (Avellino), i poliziotti del Commissariato PS di Lauro hanno tratto in arresto un…

Valter Lavitola è stato aggredito nel carcere di Rebibbia nel quale sono ristretti, dal 30 giugno scorso, anche gli irpini…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Ci sono volti che raccontano in modo speciale Avellino e la sua essenza di garbo, serietà, competenza e tradizione . E uno di questi è Vincenzo Apicella, il gioielliere noto per la sua eleganza innata e la proverbiale pacatezza, che all’incrocio tra via Matteotti e Corso Vittorio Emanuele, aveva fatto...

di Michele Vespasiano Christian Raimo, gigioneggiando tra valli e colline, ha ritratto il paese-museo del degrado: alcolismo, maschilismo, razzismo, chiese e fontane a secco. Dall’altra parte, antropologi difendono il paese-rifugio, ultimo baluardo di autenticità contro l’omologazione metropolitana. Entrambe le visioni condividono lo stesso vizio: guardare il territorio rurale non per...

Anche stamattina scuole chiuse nei comuni della valle Caudina, in provincia di Avellino, interessati dalla nube sprigionatasi ,lunedì pomeriggio, dall’incendio che ha distrutto un deposito di materie plastiche ad Airola (Benevento). L’Arpac ha posizionato un laboratorio mobile nel comune di Rotondi per rilevare l’eventuale presenza di diossine e altri inquinanti:...

Si è tenuto nel pomeriggio odierno un nuovo incontro in videoconferenza per fare il punto della situazione sulle attività di spegnimento e sulle conseguenze ambientali dell’incendio verificatosi lo scorso lunedì presso un impianto di trattamento dei rifiuti situato nel territorio comunale di Airola, in provincia di Benevento. All’incontro, presieduto dal...

Ultimi articoli

Attualità

di Michele Vespasiano Christian Raimo, gigioneggiando tra valli e colline, ha ritratto il paese-museo del degrado: alcolismo, maschilismo, razzismo, chiese…

Si è tenuto nel pomeriggio odierno un nuovo incontro in videoconferenza per fare il punto della situazione sulle attività di…

A sollevare il nodo delle condizioni degli edifici scolastici alla vigilia della ripartenza dell’anno scolastico 2026/2027, con l’emergenza caldo che…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy