– di Egidio Leonardo Caruso–
La crisi industriale morde l’Irpinia oltre allo stabilimento Menarini di Flumeri un altro fronte caldo è la Denso di Pianodardine, proprio martedì scorso in occasione di un incontro tra azienda e sigle sindacali di categoria presso la sede di Confindustria Avellino, è stata confermata l’intenzione di prorogare di ulteriori dodici mesi il contratto di solidarietà proseguendo con gli esodi volontari a mobilità incentivata, a pesare è la crisi generale che coinvolge il settore automotive aggravata ulteriormente dalla scelta di accelerare il passaggio dell’industria automobilistica ad una mobilità più sostenibile in cui l’elettrificazione dei veicoli fa “la parte del leone”, senza però preoccuparsi sufficientemente di governare tale processo anche e soprattutto, per quanto riguarda le pesanti ripercussioni sul piano occupazionale.
Abbiamo provato a capirne di più sul destino di uno degli insediamenti industriali più importanti della nostra provincia, da diversi anni in crisi profonda con una sempre più consistente riduzione della forza lavoro, con Gaetano Altieri Segretario Provinciale UILM Avellino-Benevento.
“Il settore relativo alla produzione dei sistemi termici per auto, di cui si occupa la Denso, ha fatto registrare una drastica contrazione dei volumi produttivi e della quota di mercato, con la conseguente riduzione del fatturato, che l’azienda sta cercando di gestire mediante accordi che prevedono incentivi alla mobilità volontaria cui hanno aderito circa 205 lavoratori, ciò nonostante è stata manifestata la necessità di procedere ad ulteriori 100 esuberi, da qui la scelta di rinnovare per tutto il 2027 l’attuale contratto di solidarietà in scadenza il 12 dicembre prossimo.
Nell’attesa da un lato di un’auspicata ripresa del mercato dell’automotive, dall’altro di una profonda riflessione a livello di politica europea, circa i tempi e le modalità di gestione della transizione alla mobilità sostenibile magari tornando a più miti consigli, non abbandonando del tutto la produzione degli attuali veicoli a combustione (endotermici). Va detto anche che il Gruppo Stellantis, oggi si trova a competere su scala globale con marchi che sono più avanti in tema di elettrificazione dei veicoli oltretutto, un ulteriore fattore non trascurabile all’interno di questo discorso riguarda la presenza sempre più crescente e pervasiva nel mercato italiano dei marchi provenienti dalla Cina, che attualmente ha conquistato una quota di mercato pari al 12%.
Quanto descritto porta inevitabilmente ad accumulare delle perdite pari per il nostro stabilimento a qualche milione di euro, a fronte di una situazione generale riferita alla Divisione Italia Denso, in controtendenza in cui non si registrano tali perdite.
Attualmente la forza lavoro all’interno dello stabilimento si attesta attorno alle 635-640 unità circa, nel corso dell’incontro abbiamo espresso chiaramente all’azienda la nostra posizione: al netto delle difficoltà assolutamente non determinate dalla direzione aziendale, c’è la necessità di investire in questo stabilimento la strategia non può essere puntare unicamente sulla mobilità volontaria incentivata, non possiamo assolutamente accettare che si continui ad indebolire una realtà industriale storica e molto rappresentativa per il territorio irpino. Per questo riteniamo indispensabile che l’azienda si adoperi in fretta per individuare leve e strumenti necessari a fermare questa emorragia di esodi, innovando processi e/o prodotti, portando delle lavorazioni in questo stabilimento, così da poter in qualche maniera compensare le perdite che si stanno registrando.
I nostri clienti storici di riferimento sono: la Sevel di Atessa, Melfi che pure vive delle difficoltà, Pomigliano dove attualmente forniamo la Pandina, e non sappiamo se faremo lo stesso per la nuova Panda e i nuovi modelli Leapmotor e anche Cassino è quasi ferma, in particolare dalla crisi degli stabilimenti italiani di Stellantis derivano le difficoltà produttive che stiamo attraversando.
Sul fronte dell’unità sindacale possiamo rivendicare di essere la prima organizzazione sindacale all’interno dello stabilimento, e credo che ciò testimonia il fatto che stiamo lavorando bene, chi molto spesso cambia le proprie posizioni, mostrandosi incoerente, non siamo certo noi, devo ammettere che l’unità sindacale scricchiola, per quanto ci riguarda abbiamo una linea molto precisa: chiediamo chiarezza sulle cose, non abbiamo condiviso assolutamente che dei lavoratori nostri iscritti siano stati di fatto spiati, mentre probabilmente altri godevano….
Fra i lavoratori si respira un’aria pesante di grande sfiducia, tensione occorre recuperare quell’armonia che ha sempre caratterizzato lo stabilimento, abbiamo bisogno di investimenti e lavoro per la crescita e lo sviluppo di Denso-Avellino.”

