“Per fermare la criticità del depuratore ASI di Nusco occorre intervenire immediatamente sulla causa del problema: bisogna sospendere l’attività di depurazione conto terzi”. Così Giuseppe Morsa, segretario generale FIOM CGIL Avellino.
“Il trattamento di reflui provenienti da fuori dall’area industriale, nelle condizioni attuali dell’impianto, sta generando le problematiche ambientali e i cattivi odori segnalati dai cittadini, ai quali va la nostra vicinanza e il nostro sostegno.
È evidente che la quantità e la qualità dei reflui conferiti per il trattamento conto terzi abbiano ampiamente superato la capacità di sostenibilità degli impianti attualmente disponibili. Un depuratore non è un impianto di produzione: il suo compito è gestire e trattare correttamente i reflui generati dalle attività insediate sul territorio. L’introduzione di un modello basato sul trattamento di reflui provenienti dall’esterno dell’area industriale ha modificato profondamente la funzione dell’impianto, trasformando un servizio territoriale in un’attività complessa che richiede capacità tecniche, strutturali e gestionali adeguate.
Gli impianti oggi non sono nelle condizioni di gestire il conto terzi senza creare ulteriori disagi. Il depuratore deve essere utilizzato per garantire la corretta gestione dei reflui prodotti dalle aziende presenti nelle aree industriali di Nusco e Lioni, assicurando un servizio adeguato al territorio.
Non si comprende perché si sia dovuti arrivare a questa situazione, nonostante la criticità fosse stata rappresentata dalla nostra organizzazione sindacale all’ASI sia negli incontri svolti presso la Prefettura sia nella riunione del 31 luglio presso la sede ASI. Le segnalazioni erano state fatte con chiarezza e servivano risposte concrete.
È evidente che sugli impianti sia necessario un intervento strutturale: il finanziamento di 5 milioni di euro stanziato dalla Regione Campania dimostra che il sistema attuale non è adeguato a garantire il servizio senza criticità e necessita di una ristrutturazione. Non si prevederebbe un investimento di questa portata se gli impianti fossero già in grado di sostenere l’attuale carico di lavoro.
La gara per la ristrutturazione è già stata bandita e deve procedere rapidamente. Nel frattempo occorre sospendere il conto terzi, perché nelle condizioni attuali l’impianto non è in grado di sostenerlo senza creare ulteriori problemi al territorio.
Chiediamo al Presidente dell’ASI, Pisano, di assumere una decisione immediata e responsabile. Non servono contrapposizioni, ma collaborazione e confronto per arrivare a una soluzione definitiva che tuteli cittadini, lavoratori, imprese e ambiente”.



