Un grido d’allarme e un appello formale che dalle comunità locali punta ad arrivare fino ai palazzi del Governo italiano e della diplomazia internazionale. L’On. Fabio Porta (eletto nella Circoscrizione America Meridionale) e il Sindaco di Santo Stefano del Sole, Gerardo Santoli, si fondono in un’azione congiunta per chiedere l’immediato intervento delle istituzioni sul caso di Daniel Echenagucia Vallenilla, cittadino italo-venezuelano di 48 anni con radici nel comune irpino di Santo Stefano del Sole, arbitrariamente recluso in Venezuela dal 2 agosto 2024.
La vicenda di Echenagucia presenta risvolti drammatici. Prigioniero politico, arrestato con pesanti accuse di natura politica mai provate, nei suoi confronti il tribunale competente ha emesso una formale boleta di scarcerazione il 19 gennaio 2026. Ciononostante, le autorità carcerarie del penitenziario di massima sicurezza Rodeo I ne impediscono la liberazione, mantenendolo in condizioni detentive inumane: fino a 23 ore di isolamento al giorno, impossibilità di ricevere adeguate visite consolari o d’eleggere un avvocato di fiducia.
Ad aggravare il quadro è il precario stato di salute dell’uomo, affetto fin dall’infanzia da asma cronica, ipertensione e artrosi, condito da una drastica perdita di peso (circa 30 chili) e dall’episodio dello scorso 14 aprile 2026, quando è stato vittima di violente percosse e recluso in una cella di punizione senza alcuna assistenza medica.
“Non possiamo permettere che il silenzio cali sulla sorte dei nostri connazionali in Venezuela”, si legge nell’appello. “La Repubblica Italiana ha il dovere morale e istituzionale di tutelare i propri cittadini all’estero. Daniel Echenagucia non è solo un nome su un faldone: è un padre strappato ai suoi due figli e un cittadino che ha il diritto di tornare libero, come già stabilito da una sentenza di un tribunale.”
” Tra pochi giorni il Venezuela rischierà nuovamente di scomparire dall’attenzione dell’informazione e dell’opinione pubblica. Proprio per questo ritengo sia nostro dovere fare in modo che il dramma di ben Daniel insieme ad altri undici cittadini italo-venezuelani non venga relegato al silenzio. Il terremoto non può diventare l’occasione per dimenticarli; al contrario, deve rafforzare il nostro impegno affinché, in una fase tanto delicata, continui ad essere alta l’attenzione sulla loro sorte e si intensifichino gli sforzi per ottenere il rispetto dei loro diritti fondamentali e il loro ritorno in libertà. “
Con questa iniziativa si chiede al Governo Italiano e al Ministero degli Affari Esteri (Farnesina) di intensificare le pressioni diplomatiche affinché sia garantito il rispetto del provvedimento giudiziario di scarcerazione e l’immediato accesso dei funzionari consolari italiani.



