Dai riti alla vita quotidiana, dalle feste di comunità ai ricordi privati che diventano testimonianza preziosa, documento delle trasformazioni sociali e culturali che hanno attraversato l’Irpinia e il paese. E’ il senso del lavoro portato avanti dall’Archivio Audiovisivo Irpino promosso dall’amministrazione provinciale. Un lavoro che prende forma concreta nel corso dell’incontro “Echi di Memorie-Segni, riti, volti”, un percorso audiovisivo dedicato alle persone, ai gesti quotidiani e alle immagini di famiglia che raccontano la memoria dell’Irpinia, in programma questo pomeriggio, alle 18, al Museo Irpino. E’ Luigi Cuomo, responsabile dell’Archivio Audiovisivo a spiegare come “Si tratta del primo evento pubblico per l’Archivio Audiovisivo Irpino, la prima restituzione ufficiale del lavoro portato avanti da quando è partito il progetto. Sarà un percorso tra reperti archeologici e beni immateriali, attraverso la proiezione di tre spot, in tre diversi luoghi. Il primo spot “Segni” racconterà i beni storici e antropologici, da musei a santuari, il secondo ‘Riti’ sarà dedicato a feste, processioni e tradizioni e dunque all’identità della terra irpina. Il terzo ‘Volti’ ci accompagna alla scoperta della vita quotidiana, dalla tavola apparecchiata ai video di compleanno girati in famiglia, con una sonorizzazione live di Luis Di Gennaro. Sarà un’attrice ad accompagnare i visitatori in questa passeggiata, a partire dal valore della memoria e del progetto dell’Archivio”. Cuomo sottolinea come “la risposta della comunità irpina sia stata bellissima, tanti i video, i materiali che ci sono stati inviati. La difficoltà è legata, però, ai diversi formati che li caratterizzano, diventa, dunque, complicato talvolta acquisire questi materiali. Sono immagini che raccontano come è cambiata l’Irpinia, il nostro modo di vestirci, di organizzare matrimoni e feste di famiglia, le nostre abitazioni. Si va dalla festa di carnevale in un centro sociale ad un compleanno, da una sfilata ad immagini dell’Avellino di una volta. Anche il materiale che inizialmente era stato scartato dai cineamatori o da chi aveva girato il video assume per noi un’importanza decisiva. Le storie private vengono restituite alla memoria collettiva e diventano spazio per comprendere come siamo cambiati, come si è trasformata la comunità”.



