di Amalia Leo
Ingredienti:
Gelato artigianale alla nocciola e al cioccolato
pan di spagna
liquore Strega
granella di nocciole
pezzetti di cioccolato fondente
Procedimento:
In uno stampo a forma di cupola, stendere il gelato alla nocciola sul fondo e sui bordi ,aggiungere poi quello al cioccolato lasciando uno spazio al centro. Distribuire pezzetti di cioccolato fondente e nocciole tritate e riempire lo spazio con pezzetti di pan di Spagna inzuppati di liquore. Coprire con gelato al cioccolato livellando bene. Coprire con pellicola trasparente e mettere in freezer per almeno 3 ore affinché il dolce si compatti bene .trascorso il tempo passare lo stampo sotto acqua calda per staccare il gelato, capovolgerlo sul piatto di servizio e tagliare in 8 spicchi. Servire subito in piattini individuali.
Abbinare passito di Fiano, un vino dolce e armonico con sentori di fiori, frutta e una tipica sfumatura di frutta secca in grado di ben armonizzarsi con gli ingredienti dello spumone a creare una rotonda esperienza di gusto.
Curiosità:
Lo spumone è un dolce, a metà tra un gelato e una mousse, in cui gli strati di gelato si stringono ad un cuore morbido oppure croccante tipico della Campania, Calabria, Puglia, e Sicilia. Esistono molte varianti: dalla crema cannella e caffè a nocciola e cioccolato o pan di spagna con una goccia di liquore Strega e gelato cassata. Tra le declinazioni più riconoscibili c’è quella di Conversano, in Puglia, diventata nel 2024 il primo prodotto locale con Denominazione Comunale d’Origine. Ha forma di un tronco di cono, distinguendosi dallo spumone napoletano e da quello salentino che hanno forma di cupola ; gli ingredienti sono gelato alla nocciola e al cioccolato, panna fresca, mandorle tostate e caramellate, cioccolato fondente e liquore San Marzano. L’origine dello spumone è da ricercare nell’Ottocento napoletano, quando i monsù di corte (i cuochi delle case nobiliari)inventarono questo dessert per arricchire i banchetti dei nobili. Dalla nobiltà napoletana questa delizia si diffonde molto rapidamente, attraversando confini regionali, Pellegrino Artusi codificò questo dolce nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene “ del 1891 includendo una variante rispetto alla ricetta tradizionale descrivendolo come lo “spumone di thè”.
Lo spumone nasce non come gelato, ma come dessert da servire a fine banchetto . Il nome “spumone” deriverebbe dal verbo “spumare”, per la sua consistenza leggera e spumosa creata da un mix di uova, panna e aromi ma altri lo collegano al termine francese “spume”, che significa schiuma. Lo spumone si fa riposare in stampi a cupola, poi congelati per dare vita a un “pezzo duro” che si serve tagliato ricavandone generalmente 8 spicchi. Tradizionalmente è il dolce della festa dell’Assunta ad Avellino. Il 15 agosto la Statua della Madonna dell’Assunta dal duomo viene portata in processione per le strade cittadine ed è consuetudine consumare in serata ai tavoli dei bar del Corso una fetta di spumone magari con amici e parenti tornati in città per un rito che profuma di ricordo, fede, convivialità, curiosità e dolcezza.



