Affitti sempre più difficili da sostenere, richieste considerate discriminatorie e crescenti ostacoli per giovani coppie, studenti fuori sede e famiglie in cerca di un’abitazione. È l’allarme lanciato dal Movimento Irpino Antiviolenza (MIA), che pone al centro dell’attenzione il tema dell’emergenza abitativa, fenomeno che, secondo l’associazione, sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti anche in città.
«Una generazione di giovani ha perduto le chiavi di casa», è il titolo scelto da MIA per il proprio comunicato, nel quale si evidenzia come la difficoltà di trovare un alloggio in affitto non riguardi più soltanto le fasce sociali tradizionalmente più fragili, ma coinvolga anche giovani coppie, lavoratori e studenti.
La presidente di MIA, Rita Nicastro, riferisce di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di persone e famiglie che incontrano grandi difficoltà nel trovare un appartamento in affitto, sia in città sia nelle aree limitrofe. A pesare, secondo l’associazione, sono soprattutto i costi delle locazioni e le condizioni richieste dai proprietari attraverso le agenzie immobiliari.
Nel mirino di MIA finiscono in particolare le procedure adottate per selezionare i potenziali inquilini. «Vengono poste condizioni assurde e discriminanti», sostiene l’associazione, riferendo di richieste che possono comprendere contratti di lavoro, dichiarazioni dei redditi e altre informazioni relative alla situazione economica personale, talvolta già nella fase preliminare della ricerca di un’abitazione.
Una situazione che, secondo MIA, penalizzerebbe ulteriormente i giovani lavoratori autonomi e con partita Iva, spesso considerati meno affidabili rispetto a chi dispone di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. In alcuni casi, viene inoltre richiesto l’intervento dei genitori come garanti.
«Per questo motivo – sottolinea MIA – tanti giovani restano a casa dei genitori e tante famiglie disagiate continuano a vivere in abitazioni precarie».
Il problema, secondo il Movimento Irpino Antiviolenza, si inserisce in un fenomeno più ampio che interessa diverse realtà, dalla Spagna all’Italia, e che riguarda anche l’impatto degli affitti brevi sulla disponibilità di abitazioni destinate alla locazione residenziale.
Da qui la richiesta rivolta all’Amministrazione comunale e alle associazioni di categoria di affrontare con urgenza la questione, promuovendo un confronto e individuando strumenti di regolamentazione capaci di tutelare sia i proprietari sia gli inquilini.
MIA chiede inoltre maggiore attenzione alle modalità con cui operano le agenzie immobiliari e alla crescita degli affitti brevi, ritenendo necessario individuare regole che consentano di garantire un più adeguato equilibrio tra domanda e offerta abitativa.
«Si parla sempre di voler dare un futuro e una dignità ai nostri ragazzi, a tante giovani coppie – conclude l’associazione – ma cosa si sta facendo per loro, visto che viene negato anche il diritto prioritario ad avere una casa, nel silenzio e nell’indifferenza generale?».
Una domanda che MIA affida al dibattito pubblico, chiudendo con un interrogativo destinato a far discutere: «Davvero il nostro non è più un Paese per giovani o per chi non è un possidente?».

