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Emergenza idrica, il Comitato Uniamoci per l’acqua rinnova l’appello a Piantedosi e Rotondi: “Ora azioni concrete”

Grottaminarda – A margine del convegno di questa mattina nella cittadina ufitana, in cui  si sono  celebrati i sessanta anni dell’autostrada Napoli-Bari, è intervenuto anche il Comitato “Uniamoci per l’acqua”, impegnato dall’inizio di quella che, probabilmente, è stata l’emergenza idrica peggiore per il territorio irpino. E che ancora non è terminata.

Ma il comitato, però, continua il suo percorso e cerca il dialogo con le istituzioni. Stamattina ha letto un appello rivolto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e all’onorevole Gianfranco Rotondi, entrambi irpini. Intanto Irene Masciola, che ha fatto questa ennesima richiesta di aiuto ed attenzione al problema che dall’estate scorsa attanaglia le comunità di questa provincia, ha ringraziato tutti per l’opportunità che si è presentata stamattina, “per intervenire in un contesto così prestigioso”.

Quella dell’autostrada, ha continuato Masciola,”è un’opera che ha segnato lo sviluppo del nostro Paese. Noi oggi siamo qui per ribadire che nessuna crescita è possibile senza l’acqua ovprivantizzandola gestione della risorsa idrica, bene primario”.

Ed ha aggiunto:”L’Irpinia è in agonia. E non è sola. Un Sud assetato e dimenticato si trova a fronteggiare un momento senza precedenti”. Un deficit idrico che è del 48 per cento, con l’ombra del ragionamento si questo bene primario.

“I dati dell’Osservatorio di Montevergine – aggiunge la componente del comitato “Uniamoci per l’acqua” – parlano di una inquietante parentesi sub-climatica. Mentre la natura ci mette alla prova, decenni di incuria ci hanno consegnato tubature colabrodo e impianti fatiscenti.

E amministrazioni che, per troppo, hanno ignorato il problema”. E la politica, evidentemente, è stata a guardare. Ma il comitato irpino”non è solo”in questa battaglia.”Anche la Puglia, la Basilicata ed il Molise si sono mobilitate perché stanno vivendo la nostra situazione drammatica”, dice Masciola.

“Comunità intere sono a rischio di rimanere senz’acqua”. Ed è giunto il momento di fare, davvero, qualcosa.
“Non possiamo più permetterci -sottolinea il Comitato – di assistere al prosciugamento della nostra terra. Non possiamo più accettare che i nostri rubinetti si secchino mentre i nostri responsabili si rimbalzano le colpe”.

Quindi riconosce al ministro di aver preso atto, nei giorni del G7 di Mirabella Eclano, di aver preso atto”dell’esistenza di un documento condiviso dai sindaci di diversi schieramenti politici, uniti nella richiesta di affrontare l’emergenza idrica”.

E che lo stesso Piantedosi, in quell’occasione, aveva definito quel problema “un paradosso che colpisce una regione ricca di questa risorsa ma che soffre di gravi carenze nella distribuzione dell’acqua”. Il Comitato, quindi, aggiunge che “la situazione sta diventando un problema di ordine pubblico. Le difficoltà idriche, che non riguardano solo il diritto essenziale all’acqua, mette a rischio famiglie, l’agricoltura, le imprese e l’intero tessuto sociale del Sud”.

Le comunità sono all’esasperazione. E Irene Masciola ribadisce: “La rabbia cresce, come dimostrano le tensioni in Basilicata, nella Capitanata di Foggia, e presto potrebbero degenerare”. Ed esorta le istituzioni a muoversi perché “non possono permettersi di restare immobili. Servono risposte concrete per prevenire disordini e garantire la stabilità sociale”.

Quindi, rivolgendosi a Rotondi lo ringrazia per aver presentato un ordine del giorno sull’emergenza idrica alla Camera dei Deputati. E gli ribadisce “la necessità di azioni concrete”. Per il comitato, sopratutto, quella “di rimodernare la rete idrica. Però adesso servono i fondi”. E colmare questo”gap” per procedere al rifacimento di tutte le reti”che portano alla dispersione dell’acqua”. Sedile governo ha riconosciuto la gravità della situazione”.

“Uniamoci per l’acqua”chiede”interventi urgenti, in particolare diciamo NO alla privatizzazione. In più-continua Irene Masciola-rifacimenti immediati della rete, gli acquedotti perdono oltre la metà dell’acqua trasportata. Poi finanziamenti certi, il potenziamento della gestione delle risorse idriche ed il Commissario straordinario per l’emergenza idrica del Mezzogiorno. Perché serve una figura che coordini per accelerare gli interventi senza burocrazia”.

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