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Falernum: il tocco unico dell’affinamento sottomarino

Non solo in cantina, il vino o liquore come in questo caso specifico del “Falernum Elexier può essere affinato anche negli abissi marini.

 

Avete mai visto una cantina completamente immersa nell’acqua? Affinare il vino nelle acque del mare sta diventando un trend sempre più diffuso sia in Italia che all’estero. Beh! Non nascondo che sino a qualche anno fa avevo anch’io delle perplessità in merito ma… avendo partecipato a degustazione ed anche operazioni di immersioni e ripescaggio degli stessi, come dire mi sono tuffata in mondo sconosciuto ed affascinante al contempo. Devo ringraziare un produttore campano. Andrea Petrone che da anni seguo perché un maremoto di idee, tutte lodevoli. Torniamo un attimo indietro, ribadendo un concetto importante. Quindi, non solo in cantina, il vino può essere affinato anche negli abissi marini.

Sono sempre di più i produttori, sia in Italia che all’estero, che si affidano all’acqua del mare per la maturazione delle loro bottiglie. Si tratta di vere e proprie cantine sottomarine create nei fondali, incastonate tra gli scogli o addirittura nascoste all’interno di relitti di navi affondate. Sì proprio così, tutto ciò ha del surreale, invece è pura realtà e il tutto ha un fascino inaudito. La domanda nasce spontanea, perché affinare sott’acqua? Domanda che ho rivolta ad Andrea Petrone che è al suo secondo esperimento e non ancora in commercio, visto che sono solo 450 bottiglie, immerse per 377 giorni a 11 metri di profondità in un fondale molto particolare, come questo di Mondragone (Ce) ed unico rispetto ai fondali che entrano in gioco per altri produttori. In questo studio ricerca è coinvolta l’Università ed anche il Ministero.  Inoltre sottolineo che questo del “Falernum Elixier è l’unico liquore al mondo, che si sappia esser stato inabbissato per più di un’anno. Andrea ritiene come altri promotori del “metodo di affinamento marino” che il particolare microclima che si viene a creare con temperatura costante, assenza totale di luce e di ossigeno, a cui si aggiungono il movimento delle correnti e delle onde che cullano le bottiglie e il completo riparo dalle fasi lunari, fa sì che si creino le condizioni ottimali per la maturazione del vino. Inoltre sottolinea che seppur l’affinamento sott’acqua viene utilizzato per creare vini speciali, eccelsi, vini da collezionepezzi unici.

Tutto ciò dettato anche dai costi di operazione di immersione/emersione pertanto alla fine dello studio si dovrà fare una legge che regolamenti la produzione di questi vini. Vuoi mettere il fascino che ha una bottiglia incrostata di mare, scolpita da elementi corallini e conchiglie? Non possiamo nascondere che inizialmente si trattava per lo più di un’operazione di marketing territoriale, col passare degli anni, l’interesse crescente verso questo metodo di affinamento ha portato alcuni produttori italiani a creare l’Undersea Wines, un consorzio per la tutela del metodo di affinamento subacqueo del vino per approfondire scientificamente l’effetto che l’immersione provoca sui vini. Per adesso la nostra regione con Andrea Petrone è coinvolta in questo mondo sommerso con un vino speciale categoria dei liquorosi in particolare con il – Falernum Elixier -, un prodotto che porta addosso la storia millenaria del vino. Ovviamente dopo aver terminato le operazioni di recupero cassa non poteva mancare la degustazione di questo “gioiello marino” tal quale ed in comparazione col vino non immerso. Behhhhhh meraviglie delle meraviglie! Un cantico da sirena a dir poco ipnotico per qualche istante che inizia a farti fluttuare in mondo diverso da quello terrestre e soprattutto ti fa fare un salto nel futuro di qualche anno, rendendolo elegante, sottile pur non trascurando la texture genetica ed identitaria, come dire un territorio in un bicchiere di due mondi paralleli e opposti. E con grandissimi potenzialità di abbinamento non scontate ma che col prodotto terrestre non sarebbe possibile. Come dire si apre una strada ad altri mondi, quello marino. Altre realtà simili li troviamo dalla Liguria alla Sardegna, dall’Emilia Romagna alla Grecia e Croazia, racconti di cinque aziende vinicole che affinano il vino sott’acqua.

Nei prossimi mesi la nostra Regione si prepara ad assistere ad un altro esperimento di “vino speciale sommerso”.

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