Domenica, 5 Luglio 2026
18.58 (Roma)

Ultimi articoli

Implacabile l’epidemia continua la sua corsa. Le statistiche ci informano che in Italia abbiamo superato la soglia di un milione di casi totali e che questa settimana abbiamo avuto un picco di decessi giornalieri (623) che ci ha fatto superare tutti gli altri paesi europei, compresa la Russia. Dagli ospedali arrivano allarmi per la crescita delle degenze che sta diventando insostenibile. Il numero totale dei ricoverati (29.444) alla data dell’11 novembre ha superato il picco di 29.010 ricoverati registrato il 4 aprile quando ci trovavamo al culmine della prima fase dell’epidemia, mentre cresce inesorabilmente il numero dei ricoverati in terapia intensiva (3.081). Molte strutture ospedaliere sono prossime al collasso, in molti ospedali è stato chiuso il pronto soccorso per l’impossibilità di ricevere nuovi ammalati ed in molti casi gli ammalati restano parcheggiati sulle barelle per più giorni. Un drammatico filmato girato all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli ci mostra una situazione di criticità della struttura e di sofferenza estrema dei ricoverati. Dappertutto si denuncia l’impossibilità di incrementare i posti letto e l’assistenza per la carenza di medici e di personale infermieristico.

In questo quadro fosco l’esigenza di attuare delle misure più o meno drastiche di contenimento della diffusione dell’epidemia è stata sfibrata dalla cacofonia istituzionale esplosa dopo l’emanazione del DPCM del 3 novembre, col quale sono state istituite tre zone con livelli crescenti di restrizioni a seconda della gravità della situazione. Un coro polifonico di critiche si è levato dai c.d. “governatori” delle Regioni che hanno contestato le misure imposte, giudicate al tempo stesso sia troppo restrittive, sia troppo poco restrittive, se non addirittura discriminatorie a causa dei diversi livelli territoriali stabiliti. In questi giorni abbiamo toccato con mano la vacuità di questo ridicolo balletto che ha portato le Regioni prima a rivendicare autonomia decisionale, poi a pretendere l’intervento dello Stato, quindi a lamentarsi delle misure adottate.

Con la pandemia ormai fuori controllo, di fronte ad una crisi sanitaria, economica e sociale così grave ci sarebbe bisogno di saldezza delle istituzioni, non di questa scandalosa competizione di potere fra Governo nazionale e “governicchi” regionali. Se c’è una prima lezione da trarre dagli eventi straordinari con i quali ci siamo dovuti confrontare è il fallimento del sistema di regionalismo spinto instaurato con la riforma del titolo V della Costituzione approvato nel 2001. Non abbiamo bisogno di 20 sistemi sanitari locali, con differenti livelli di efficienza/inefficienza e differente capacità di tutela dei diritti/bisogni fondamentali dei cittadini. Tantomeno abbiamo bisogno di 20 sistemi scolastici differenti, o di frazionare le ferrovie, le autostrade, i porti.

La prima preoccupazione che abbiamo in questo momento è di fermare l’epidemia ma il piano sanitario e quello istituzionale non sono separabili. Oltre le patologie naturali ci sono le patologie politiche.  Il progetto dell’autonomia differenziata, di cui sono capofila Lombardia e Veneto (appoggiati dall’Emilia Romagna), che pretende di attribuire a queste Regioni la competenza su ben 23 materie, di cui alcune di competenza esclusiva dello Stato, come le norme generali sull’istruzione e la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, delegherebbe un potere normativo troppo pervasivo alle Regioni su aspetti che attengono necessariamente alla competenza dello Stato centrale, accrescendo disuguaglianze difficilmente gestibili, come l’emergenza Covid ha reso evidente. In questo modo si aprirebbe un processo disgregante del bene pubblico dell’unità nazionale che porterebbe alla nascita di ministati e alla balcanizzazione dell’Italia.

E’ assurdo che in questa situazione nella Nota di aggiornamento al DEF 2020 il Governo abbia ribadito l’impegno a portare avanti il processo di attuazione del federalismo differenziato inserendo fra i provvedimenti collegati alla decisione di bilancio il ddl “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata di cui all’art. 116, 3 comma, Costituzione”, che pretende di stabilire i binari lungo i quali si dovrà svolgere il processo di autonomia differenziata. A parte l’inutilità di tali disposizioni che non hanno valore costituzionale e possono sempre essere derogate dalle leggi di attuazione delle intese fra lo Stato e le Regioni, è mai possibile che nessun partito si sia chiesto se c’è proprio bisogno in questo momento di spingere sull’acceleratore di un progetto che ci porta alla disgregazione?

Di fronte alla patologia sanitaria ed alla patologia politica, vale un’unica invocazione: fermatela!

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Momenti di paura nel centro di Terracina, dove il calciatore Armando Izzo è stato vittima di una rapina. Secondo le…

Una donna di nazionalità ucraina, di circa 34 anni, sarebbe stata soccorsa nella notte ad Avellino nei pressi del tunnel…

Attacca sui social per ben undici volte l’ex presidente della Provincia di Avellino, Rizieri Buonopane: il 10 novembre per un…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Si è spenta l’ultima nota, ma l’emozione è rimasta nell’aria di Summonte. Ieri sera, 4 luglio 2026, Piazza Alessio de Vito si è trasformata in una sala da concerto a cielo aperto: protagonisti cinquantadue giovani musicisti irpini, dagli undici ai diciotto anni, che hanno chiuso con un concerto di grande...

FORINO – Torna uno degli appuntamenti più attesi dell’estate irpina. Dal 9 al 12 luglio, Forino ospiterà la XIX edizione di “Sera Passaie… Luglio a Forino”, la rassegna organizzata dall’Associazione Culturale Libertas che negli anni è diventata un punto di riferimento per gli amanti della musica, dell’enogastronomia e delle tradizioni...

Luci e ombre nella Notte dei Saldi tenutasi ieri nel centro città, lungo Corso Vittorio Emanuele e le strade parallele con i negozi aperti fino alle 23. Tante le famiglie che hanno scelto di fare shopping fino a tarda ora, nel primo giorno dei saldi con offerte, in alcuni negozi,...

E’ stato un militante appassionato, in prima linea nelle battaglie in difesa del territorio, a volte controcorrente pur di restare fedele alle sue idee. Si è spento Andrea Forgione, infermiere per anni in servizio al Pronto Soccorso, poi presso il Distretto Sanitario di Sant’Angelo dei Lombardi, storico esponente del Pd,...

Ultimi articoli

Attualità

Luci e ombre nella Notte dei Saldi tenutasi ieri nel centro città, lungo Corso Vittorio Emanuele e le strade parallele…

E’ stato un militante appassionato, in prima linea nelle battaglie in difesa del territorio, a volte controcorrente pur di restare…

«Rigenerare il quartiere per rilanciare Avellino». È questo il messaggio che ha accompagnato il taglio del nastro della seconda edizione…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy