Tornare a raccontare la castagna come simbolo dell’identità di un territorio. E’ l’obiettivo della 48ª edizione della Sagra di Cassano in programma dal 16 al 18 ottobre. Il nome scelto quest’anno è quello di “Festa del Raccolto”, a partire dal legame ancora più stretto tra tradizione, gastronomia e valorizzazione delle produzioni locali.
La manifestazione è stata presentata ad Avellino Scalo nel corso di una conferenza stampa. A moderare l’incontro, Annibale Discepolo, che ha conversato insieme a Salvatore Vecchia, sindaco di Cassano Irpino; Alessandro Graziano, CEO di Visit Irpinia e founder di Irpinia Mood; Nico Mattia, proprietario di Maeba Restaurant e Vincenzo Vazza, chef di N’ata Luna Restaurant.
Presenti anche Armando Coppola dell’omonima Azienda Agricola, Flavio Rubino della Trattoria Braceria Due Nani e Arcangelo Gargano de “La Cascina”, altri protagonisti della tavola della Festa.
Non è mancata una dolce anteprima: Ornella Romano, della Pasticceria The Ship, ha portato i suoi dolci a base di castagna. Un assaggio di ciò che preparerà per il suo stand.
Tre giornate dedicate ai sapori dell’Irpinia, con le proposte gastronomiche dei ristoratori del territorio, la presenza di produttori e artigiani, musica e attività pensate anche per le famiglie. Ma soprattutto un progetto che punta a restituire alla castagna il suo ruolo di protagonista.
Cassano rilancia la sfida per conservare forte la sua cifra distintiva. Protagoniste saranno soltanto le realtà irpine, con particolare attenzione ai comuni limitrofi, mentre ogni ristoratore dovrà proporre almeno una ricetta nella quale la castagna rappresenti l’ingrediente principale.
Una scelta che nasce dalla volontà di evitare l’omologazione degli eventi e di riportare al centro il prodotto celebrato, valorizzando al tempo stesso il lavoro di chi lo coltiva, lo raccoglie e lo trasforma.
«Chi viene a Cassano per la sagra della castagna, lungo il tragitto ne incontra almeno altre tre o quattro. Perché dovrebbe scegliere proprio noi? La risposta deve essere il prodotto», ha sottolineato il sindaco Salvatore Vecchia, spiegando le ragioni della nuova impostazione.
«Negli anni molte sagre hanno rischiato di somigliarsi tra loro, al punto che a volte il prodotto celebrato passa in secondo piano. Per questo abbiamo scelto di innovare tenendo presente la tradizione e, grazie anche alla sensibilità di Alessandro Graziano di Irpinia Mood, di riportare la castagna al centro: ogni stand avrà almeno una portata realizzata con la castagna».
Il primo cittadino ha ricordato il valore di una manifestazione costruita in quasi mezzo secolo di storia dalla comunità locale, evidenziando anche la necessità di coniugare la partecipazione popolare con la qualità dell’offerta, la tracciabilità dei prodotti e le garanzie sanitarie. La sagra, inoltre, rappresenta un’occasione per i ristoratori di presentare la propria cucina a un pubblico più ampio e di farsi conoscere oltre i confini del territorio di provenienza.
Sulla stessa linea Alessandro Graziano, che ha illustrato il lavoro svolto per dare alla manifestazione un’identità riconoscibile e un filo conduttore coerente con la sua storia.
«Abbiamo accolto questo evento con grandissimo entusiasmo, come un’opportunità per misurarci con un format più popolare, capace di accogliere un pubblico ampio e trasversale», ha spiegato. «Negli ultimi anni il prodotto sagra si era decisamente omologato e molto spesso, partecipando a uno di questi eventi, non ci si rendeva conto di quale fosse il prodotto valorizzato».
La sfida, ha aggiunto, è stata quella di coinvolgere i ristoratori chiedendo loro di interpretare la castagna attraverso la propria cucina, trasformandola nel filo conduttore delle proposte gastronomiche. Anche la scelta del nome Festa del Raccolto richiama un momento significativo della vita agricola: la metà di ottobre, quando la raccolta delle castagne entra nel vivo e la tradizione contadina si accompagna alla condivisione e alla festa.
«Il momento del raccolto era una festa», ha ricordato Graziano, sottolineando come il nuovo titolo intenda recuperare proprio questa antica ritualità. Un percorso condiviso dai ristoratori coinvolti, chiamati a contribuire a un progetto che punta a rinnovare il format senza perdere il legame con le radici.
A fare da cornice sarà il borgo di Cassano Irpino, con il suo patrimonio architettonico e la sua capacità di accoglienza. L’obiettivo è fare della 48ª edizione non soltanto un appuntamento gastronomico, ma un’occasione per raccontare l’identità del paese, sostenere le attività locali e promuovere le risorse locali.

