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Festival del paesaggio di Durazzano, Morelli: necessario il coinvolgimento delle comunità

Raccontare le nuove sfide legate alla tutela del paesaggio, a partire dalla necessità di puntare su uno sviluppo sostenibile. E’ l’idea da cui ha scelto di partire Festiva del paesaggio di Durazzano, promosso dal Comune di Durazzano e dall’associazione Bottega delle Mani con il patrocinio della Regione Campania,  inaugurato ieri mattina  dal seminario “Il Paesaggio governato – norme, cultura, educazione” che ha visto il sindaco di Durazzano,Alessandro Crisci, confrontarsi con Carmen Cioffi (Facoltà Architettura – Università degli Studi di Napoli “Federico II”) , Antonio Campese(Presidente Camera di Commercio Benevento), Alberto De Chiara (Dipartimento Giurisprudenza – Università degli Studi della Campania “Vanvitelli”), Emanuela Fellin (Pedagogista clinica), e Ugo Morelli (Master UNESCO Trento), coordinati da Regina Milo di Anci Giovani Campania che sostiene il Festival. Ed è proprio Morelli a ribadire come “Due sono, tra gli altri, gli aspetti che connotano le scelte necessarie in termini di vivibilità e paesaggio: la partecipazione attiva e responsabile della popolazione, e la formazione e l’educazione per favorire apprendimento e cambiamento verso il futuro. È noto, infatti, che nessun provvedimento normativo potrà bastare ad affrontare i problemi globali e controversi relativi alla biodiversità, al paesaggio e alla vivibilità”. Di qui la necessità di contare su una “sempre più ampia azione diffusa da parte della popolazione, con l’esigenza di cambiare atteggiamenti e comportamenti verso un agire sostenibile. Per questo l’educazione delle nuove generazioni e la formazione di tutti sono, forse, tra i fattori strategici principali. Le resistenze al cambiamento sono diffuse e impegnative e richiedono un’attenzione educativa particolare”. Un festival che chiama alla partecipazione giovani architetti, pianificatori e tecnici del futuro selezionati dagli ordini professionali di Avellino e Caserta, partner dell’iniziativa, sono tra i protagonisti della Summer School in corso di svolgimento nell’ambito del Festival. Tanti gli appuntamenti che si sono alternati nella giornata di ieri, dal laboratorio Valore Paese: cammini e percorsi, un progetto dell’Agenzia del Demanio promosso da MIBACT e MIT che punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi al seminario Paesaggio Trasformato, con la partecipazione di Adele Picone (DiARC – Università di Napoli “Federico II”), Giuseppe Bruno (Presidente Confindustria Avellino), Generoso Picone (giornalista e saggista), Emanuela Fellin (pedagogista clinica) e Ugo Morelli (saggista, psicologo, Master UNESCO Trento). Oggi riflettori puntati sulla mostra di fotografia “Non finito calabrese” e sullo “strano caso” della ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, da realtà dismessa a eccellenza turistica, con Pietro Mitrione e Valentina Corvigno. Di valorizzazione del territorio discuteranno invece, a partire dalle 18 nella Cappella di San Rocco, Mario Pagliaro (curatore #FdP2018), Mario Ferraro (Presidente Associazione Nazionale Costruttori Edili – Benevento), Gennaro Scogliamiglio ( Presidente UNCI agroalimentare), Giampaolo Basile (Universitas Mercatorum). Diversi i momenti artistici e di svago che animeranno il centro storico di Durazzano fino al 2 settembre. La Compagnia Teatrale Clan H darà vita, in via Roma, in tre diversi momenti alla “Strada della parola”, una performance di interazione teatrale con il pubblico. Improvvisazione a mò della commedia dell’arte. Alla località Mortelle, il teatro all’impiedi (ore 21 – 23), con una lettura scenica di un racconto di Salvatore di Giacomo, “La Taglia” a cura di Salvatore Mazza e la partecipazione di Antonietta Abbatiello, Rocco D’Addio, Giovanni Fusco, Ida Iadevaia, Simona Iadevaia, Sara Iadicicco, Marco Panico. A chiudere l’edizione 2018 del Festival di Paesaggio, che ingloba la Summer School diretta da Ugo Morelli, domenica 2 settembre sarà il soft trekking guidato da Mario Pagliaro attraverso il Ponte della Valle di Durazzano, uno degli elementi dell’acquedotto Carolino protetto dall’Unesco.

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