Il fiume Sarno diventa una priorità strategica per la Campania. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione, condivisa da maggioranza e opposizione, che impegna la Regione ad accelerare gli interventi per la sicurezza idraulica, il risanamento ambientale e la qualità della vita delle comunità interessate dal bacino del Sarno.
L’obiettivo indicato nel documento è tradurre le risorse e gli strumenti già disponibili in tempi certi, opere realizzate e risultati concretamente verificabili. Al centro della risoluzione ci sono il completamento del sistema fognario-depurativo, il dragaggio del corso d’acqua, la realizzazione e il potenziamento del sistema integrato delle vasche di esondazione e laminazione, la manutenzione e la messa in sicurezza del bacino idrografico e la costruzione di un sistema integrato di sorveglianza ambientale.
La risoluzione arriva alla luce dell’accordo quadro quadriennale del valore di circa 407 milioni di euro, articolato in sette lotti e messo a gara dalla Regione Campania.
“Abbiamo fatto sintesi del lavoro svolto perché è prevalso il buon senso e l’interesse della comunità regionale per raggiungere l’obiettivo della sicurezza del fiume Sarno attraverso una logica di sistema”, ha spiegato il presidente della Commissione regionale Ambiente, Energia e Protezione civile, Salvatore Flocco, che ha dato lettura del testo condiviso tra maggioranza e opposizione.
Tra gli impegni contenuti nel documento c’è la realizzazione di un sistema integrato di sorveglianza ambientale dell’intero bacino del Sarno. La Regione dovrà inoltre attuare in tempi rapidi il sistema delle vasche di esondazione e laminazione già programmato, completando gli interventi, ripristinandone la piena funzionalità e, dove necessario, potenziandole lungo il corso del Sarno e dei suoi affluenti.
Un capitolo specifico riguarda il sistema fognario-depurativo. La risoluzione chiede di completare, d’intesa con l’Ente Idrico Campano e con il gestore del servizio idrico integrato, il programma di risanamento avviato nel 2020, arrivando alla chiusura dei nove scarichi fognari residui, localizzati principalmente nel territorio di Scafati.
Previsto anche un monitoraggio degli scarichi industriali classificati in base al rischio e un coordinamento permanente tra le autorità competenti, con l’obiettivo di garantire una visione unitaria dell’intero bacino idrografico e un controllo costante del corso d’acqua.
La Regione dovrà inoltre predisporre, d’intesa con il Consiglio regionale, le eventuali modifiche al quadro normativo regionale necessarie a definire i principi fondamentali del nuovo sistema di monitoraggio.
La risoluzione impegna poi l’amministrazione regionale a garantire la massima trasparenza sull’andamento dei programmi e a individuare ulteriori finanziamenti per la definitiva messa in sicurezza e il risanamento del bacino.
Particolare attenzione viene riservata al monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi. Alla VII Commissione consiliare permanente, Ambiente, Energia e Protezione civile, dovrà essere trasmessa almeno ogni sei mesi una relazione dettagliata sullo stato di attuazione delle opere. Il documento dovrà indicare, tra l’altro, lo stato delle progettazioni, gli interventi affidati, i lavori conclusi, l’avanzamento delle opere, la situazione del dragaggio e delle vasche di laminazione e lo stato del sistema di sorveglianza ambientale.
La Commissione Ambiente sarà inoltre chiamata a mantenere alta e costante l’attenzione istituzionale sul risanamento del bacino, monitorando l’attuazione della risoluzione approvata dall’Aula.
Il provvedimento è stato approvato al termine della seduta straordinaria monotematica dedicata al “risanamento e la messa in sicurezza del Fiume Sarno: analisi dello stato attuale, monitoraggio degli interventi, proposte strategiche”, promossa dai gruppi della minoranza.
Il dibattito è stato aperto dal capogruppo di Riformisti e Moderati-Lista Cirielli-ECR, Sebastiano Odierna, ed è proseguito con gli interventi dei consiglieri regionali Luca Cascone, Roberto Celano, Giovanni Maria Cuofano, Carlo Ceparano, Nino Simeone, Giorgio Zinno, Salvatore Flocco, Massimo Pelliccia e Giuseppe Barra.
Sono intervenuti anche il vicepresidente della Giunta regionale, Mario Casillo, l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro e il presidente della Giunta regionale Roberto Fico.
“Il fiume Sarno è una priorità per questa Giunta regionale, che ha stanziato 400 milioni di euro, e sta proseguendo velocemente nei lavori, sulla base dell’importante lavoro fatto dalla Giunta precedente”, ha dichiarato Fico. Il presidente della Regione ha ricordato il bando aperto per gli interventi e ha assicurato particolare attenzione al contrasto agli sversamenti nel fiume.
“Saremo implacabili contro quegli imprenditori che sversino nel fiume Sarno”, ha detto Fico, aggiungendo che la Giunta regionale intende completare il progetto avviato dall’amministrazione precedente. “Realizzeremo la parte conclusiva di un progetto che aveva iniziato la Giunta precedente e riconsegneremo alla Campania il fiume Sarno definitivamente pulito e restituito alla popolazione”, ha concluso.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, per l’approvazione unanime della risoluzione.
“Sono molto orgoglioso e soddisfatto per il lavoro svolto oggi dal Consiglio regionale della Campania, insieme con la Giunta regionale, presieduta da Roberto Fico, e per l’approvazione di una Risoluzione, condivisa da maggioranza ed opposizione, per la sicurezza e il risanamento del fiume Sarno”, ha affermato Manfredi.
Secondo il presidente dell’Assemblea legislativa campana, il documento rappresenta un punto di sintesi tra le diverse forze politiche su un tema che riguarda l’ambiente, la sicurezza, la vivibilità delle popolazioni e lo sviluppo economico della regione.
“Grazie alla forte sinergia tra Giunta e Consiglio e al lavoro di tutte le forze politiche e di tutti i Consiglieri – ha aggiunto Manfredi – la realizzazione del Grande Progetto Fiume Sarno sarà oggetto di un monitoraggio costante e di una forte sinergia con il territorio e con le amministrazioni locali”.

