Ancora uno stop per le Fonderie Pisano di Salerno. Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare urgente presentata dalla proprietà contro la precedente sentenza del Tar della Campania, confermando di fatto il blocco della produzione. Convalidato dunque il diniego dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) emesso dalla Regione Campania e rigettata la richiesta di sospensiva che avrebbe consentito la ripresa immediata delle attività. La decisione si fonda sulla necessità di tutelare il diritto alla salute e all’ambiente, messi in discussione dai rilievi tecnici che avevano già portato alla pronuncia sfavorevole del tribunale amministrativo regionale. La vertenza, intanto, è tornata al centro del confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un vertice che, al momento, non avrebbe prodotto ancora soluzioni concrete. Alla finestre oltre cento lavoratori che sperano di ottenere almeno il via libera per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
La vertenza Fonderie Pisano si intreccia, come noto, con l’operazione di rilancio che interessa lo stabilimento ex ArcelorMittal di Luogosano, per il quale il gruppo salernitano ha sottoscritto un preliminare di acquisto. Un’operazione osteggiata da buona parte del territorio per l’impatto ambientale che l’investimento potrebbe avere in un’area dedita all’agricoltura e alle produzioni di eccellenza. L’Asi di Avellino è infatti impegnata, in sinergia con il Consorzio di Salerno, nella ricerca di un sito alternativo che potrebbe sbloccare le proposte già in campo per il rilancio dello stabilimento irpino: quella della sannita Idroambiente, della TMM di Rocca San Felice e di EKD (Engineering, Know-how, Design) Project con sede a Flumeri e stabilimento proprio nell’area industriale di San Mango sul Calore.



