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Lavoratori ex ArcelorMittal senza futuro, sindacato in pressing su Asi e Regione

Un tavolo con la Regione per chiudere al più presto la vertenza Pisano e trovare una nuova soluzione per lo stabilimento ex ArcelorMittal. È questa la linea emersa al termine dell’assemblea tra i lavoratori e i segretari di Fim, Fiom, Uilm e UglM

Un tavolo con la Regione per chiudere al più presto la vertenza Pisano e trovare una nuova soluzione per lo stabilimento ex ArcelorMittal. È questa la linea emersa al termine dell’assemblea tra i lavoratori e i segretari di Fim, Fiom, Uilm e UglM, pronti a tornare in pressing sul Governatore Fico e la sua giunta. “Fonderie Pisano non va bene?”, attacca il segretario della Fiom Cgil Giuseppe Morsa. “Nessun problema, ma si trovi una soluzione alternativa, coinvolgendo la proprietà che, come ormai noto e accertato, è lo stesso gruppo salernitano. A noi non interessa chi sia l’imprenditore, vogliamo solo che si riprenda a lavorare al più presto”. Insieme alla Regione, Morsa chiama in causa anche l’Asi. “Lo ripeto molto sommessamente, come peraltro già detto al Presidente Pisano, che ci sono tre aziende (la sannita Idroambiente, la TMM di Rocca San Felice e la EKD Project di San Mango sul Calore) pronte ad investire sul nostro territorio. Si sono fatte avanti per l’ex ArcelorMittal, ma credo che siano pronte anche ad investire altrove. Indipendente dal luogo e dall’area industriale individuata, si tratta di un’opportunità importante per la nostra provincia. Lo sviluppo e l’occupazione dovrebbero essere una priorità, e invece non vedo in campo adeguate politiche industriali”.

Poi torna sul futuro di Fonderie Pisano: “L’Asi, insieme alle amministrazioni che fino ad oggi hanno detto no, si faccia carico di trovare un sito alternativo a quello di Luogosano. È fin facile opporsi ad ogni ipotesi e dire sempre no, ma ora serve una soluzione per i lavoratori. Bisogna fare sistema e pensare allo sviluppo e alla crescita della nostra provincia”. Il Segretario della Fim Cisl Luigi Galgano guarda all’Alta Irpinia per individuare una soluzione alternativa per le Fonderie Pisano. “Ci sono aree industriali lontane dai centri abitativi e da coltivazioni di pregio, crediamo che si debba andare in questa direzione”. Galgano immagina anche un coinvolgimento diretto dell’Irpinia al tavolo del MIMIT sulla vertenza Fonderie Pisano e, in particolare, sullo stabilimento di Salerno, attualmente fermo dopo il no della Regione al rilascio dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e la successiva decisione del Tar di Salerno. “Vogliamo investire le segretarie nazionali anche della nostra vertenza, chiedendo la partecipazione delle rappresentanze sindacali irpine al tavolo ministeriale. Così come immaginiamo – conclude Galgano – anche il coinvolgimento delle nostre confederazioni a livello regionale, in vista del prossimo tavolo in Regione”.

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