Federico Perna, ex consigliere comunale delegato all’istruzione e membro attuale del consiglio di istituto IC Serino/Forino.
Dopo il sisma di domenica 8 marzo, qualche polemica viaggia a Forino, epicentro del sisma, sulla scuola e su come l’amministrazione affronta le emergenza
Sulla scuola di Forino credo che negli ultimi anni non siano stati fatti passi avanti sotto nessun aspetto. Nello specifico della recente scossa sismica, domenica 8 marzo, nutro numerosi dubbi su diversi episodi. Premetto che sono consapevole che viviamo in zona sismica e il terremoto dovrebbe rientrare nelle possibilità di accadere, ma quel che non comprendo è la superficialità con la quale si affrontano le crisi, nella misura in cui esse accadono.
Nel senso che sono stati superflui i controlli data la modestia della scossa e che è stata azzardata la chiusura delle scuole?
Assolutamente No. La sicurezza prima di tutto. Seppur la scossa è stata di breve durata e di bassa intensità, è sempre doveroso verificare. L’amministrazione, però, poteva tranquillamente scomodare i tecnici del comune e supervisionare le scuole nella stessa giornata di domenica; data l’emergenza non credo avessero trovato obiezioni, invece di chiudere le scuole il lunedì successivo per precauzione (solo a Forino). Per carità, la prudenza non è mai troppa, ma un po’ di buon senso va adottato, assieme a un metodo che purtroppo l’amministrazione non ha.
Però il Sindaco è stato premuroso come sempre sulla sicurezza.
Ci mancherebbe altro. Nessuno mette in dubbio la bontà delle azioni. Ma il Sindaco domenica mattina afferma (sui social) che non ci sono danni a persone e cose; perché subito dopo chiude le scuole per il lunedì, per fare le verifiche? Perché non farle subito? C’era tempo stesso domenica e bastava un po ‘di volontà.
C’è da dire che comunque l’amministrazione Olivieri ha investito molto sugli edifici scolastici in questi anni, dunque anche sulla sicurezza e l’efficientamento energetico.
L’amministrazione Olivieri non ha mai avuto una visione di scuola in questi 5 anni, ma ha solo adottato palliativi e colto opportunità spesso insufficienti alle reali necessità.
A cosa si riferisce? Perché mi risulta anche un intervento importante di ristrutturazione sul plesso infanzia Rodari
Mi riferisco al fatto che non avendo una visione di scuola, l’amministrazione Olivieri ha solo voluto mettere toppe all’ordinario, su edifici di 70 anni. Per quanto riguarda il plesso Rodari, oggetto di un restyling di 1,2 mln di euro, anch’esso rimane un edificio di 70 anni, ma con un vestito nuovo. Se si spendono tutti questi soldi su una scuola vecchia, cambiandole solo il vestito, viene forse ringiovanita?
Però almeno è sicura al cento percento
Vede, proprio per la sicurezza, sulla Rodari sono stati spesi 1,2 mln di euro. Siamo d’accordo che la prudenza richiede verifiche, ma neanche questo investimento ci mette al sicuro da una scossa di pochi gradi e qualche secondo? Dunque, perché non verificare stesso domenica? Avrebbero fatto tutto velocemente. Per non parlare poi di tutto quello che è peggiorato dopo che hanno riaperto la “nuova” Rodari.
A cosa si riferisce?
Il plesso Rodari è stato riaperto con più di un anno di ritardo sui lavori. Ritardo che non è bastato, perché la fretta di riaprire ha peggiorato le cose. Nella “Nuova Rodari” al primo temporale, praticamente l’acqua piovana sgorgava dal soffitto e penetrava da sotto la veranda che dà sul giardino. Per non parlare del locale mensa trasferito al piano superiore, dove i bambini non riescono a pranzare tutti assieme, ma solo la metà di loro. L’altra metà pranza in classe ( la vecchia Rodari aveva la mensa al piano terra e pranzavano tutti assieme). Per non parlare dell’umidità che sta risalendo a macchie dalle pareti perimetrali. Tutto questo dopo aver speso 1,2 mln di euro? È una follia!
Gli altri plessi scolastici però non presentano particolari criticità, o sbaglio?
L’infanzia Celzi è oggetto di ritinteggiature annuali perché l’umidità risale puntualmente. La Primaria Laudati, plesso efficientissimo didatticamente, soffre della mancanza di spazi adeguati, della carenza di una mensa adeguata e da ciò ne derivano tanti sacrifici che le docenti e il personale scolastico fanno, per fare fluire tutte le attività. La Primaria Vespucci forse è quella che nei decenni ha avuto più attenzioni ma nonostante questo i problemi non mancano mai. Poi c’è la ciliegina sulla torta: La scuola secondaria B. Picella e la tanto attesa riapertura della palestra chiusa da più di tre anni. Su questo punto va spesa una parola in più. Ad agosto 2024 scrissi al Sindaco Olivieri una nota in cui elencavo le mie personali osservazioni per alcuni disservizi tra i quali la palestra chiusa. Il Sindaco di rimando mi rispose che mi avrebbe invitato all’inaugurazione della palestra e della Rodari a Natale (non specificó di quale anno). Per non dilungarmi, la Rodari ha riaperto a settembre 2025, la palestra è ancora chiusa, nonostante le rassicurazioni che ho avuto a settembre scorso su un imminente riapertura. Ma sono fiducioso: prima o poi riaprirà. Intanto i nostri ragazzi non fanno ginnastica per il quarto anno scolastico consecutivo. Mi chiedo se la palestra la stiano aggiustando o la stiano cercando.
Detto questo, immagino che voglia lanciare un appello al Sindaco e all’amministrazione comunale?
Io credo che il tempo degli appelli sia terminato. L’amministrazione attuale si è rivelata impreparata e mediocre non solo rispetto alla scuola, ma rispetto a tutti i settori della comunità forinese, perché priva di visione politica e carente di metodo. Tanto per restare sul concreto, anche palazzo Marconi è una scuola, che sta lì a marcire come un cadavere esposto al pubblico ludibrio e non hanno trovato soluzione alcuna. Anche il plesso Padiglione della frazione Petruro era una scuola. Fu chiusa e su di essa pendono fantomatici progetti di ricostruzione, pseudo finanziamenti stanziati e lunghissime graduatorie. A tal proposito, l’amministrazione Olivieri non è stata in grado di restituire questo edificio alla comunità locale neanche destinandolo ad altri usi, dunque perché si burla dei petruresi promettendo di ricostruire la scuola? Ma e’ una fandonia. Il Padiglione non ha più codice meccanografico scolastico e seppur volessero ricostruire una scuola, ci dicano quali plessi chiuderebbero al suo posto, perché la platea studentesca forinese quella è!
Per concludere, cosa vede per il futuro amministrativo, dato che manca poco più di un anno alle elezioni?
Precisiamo che il mandato naturale termina ad ottobre 2026. La proroga adottata di altri sei mesi e’ un di più, che non fa altro che allungare l’agonia dei forinesi e dell’attuale amministrazione che non sa come riproporsi e con quale compagine. Penso che presto il sindaco ci illuminerà su tale questione. Quello che è certo è che non è vero che non c’è nulla in alternativa. I forinesi sono stanchi di cinque anni di mediocrità. C’è ahimè chi già va in giro con calcolatrici e fantomatici candidati, ma questo è una dinamica comune, che però non appartiene a chi vuole andare verso una Forino che rinasca all’insegna del bene comune.



