Morto per choc anafilattico dopo due settimane di ricovero in gravi condizioni: condannato M.S., il datore di lavoro del 36enne Angelo De Simone originario di Monteforte, ma residente a Forino. Il tribunale di Avellino ha emesso sentenza di condanna a due anni di reclusione per M.S. difeso da Maria Luisa Macchia, per l’accusa di omicidio colposo. Il giudice monocratico del tribunale di Avellino, Vincenza Cozzino, inoltre ha condannato l’uomo al risarcimento delle parti – costituite e rappresentate dagli avvocati Cesare Fiorentino e Nello Pizza – da quantificarsi in separata sede.
Il decesso
Il processo si riferiva alla morte del trentaseienne di Forino Angelo De Simone, titolare di una ditta individuale ma, come scoperto dalle indagini dopo la denuncia dei familiari, operaio presso l’impresa boschiva dell’imputato. Il 20 settembre 2017, mentre era intento a svolgere attività lavorativa, l’operaio era stato aggredito da uno sciame di calabroni. Il gravissimo shock anafilattico lo aveva mandato in coma al Moscati di Avellino, dove era deceduto dopo alcuni giorni di agonia. Le indagini coordinate dal pm Paola Galdo avevano portato al rinvio a giudizio dell’imprenditore, che avrebbe omesso di valutare i rischi specifici per la sicurezza dei lavoratori nel settore della silvicoltura. In particolare, nel caso specifico, un’adeguata formazione sui rischi di punture di insetto e sulla modalità di allertamento dei soccorsi, oltre anche ad una preparazione in caso di autosomministrazione di farmaci. Era contestata anche l’omissione di dotazione di presidi specifici per la protezione.Il giudice ha disposto che la decisione sul risarcimento dei danni sia trattata in sede civile, condannato alle spese legali e rigettato la richiesta di provvisionale avanzata.



