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Francesco e l’urlo dei giovani

 

I fatti più rilevanti, riportati dai mezzi di comunicazione – dall’effetto «rimbalzo» di sei punti per Hillary Clinton per la violazione del server dei democratici da parte degli hacker russi, alla presenza nelle chiese italiane e francesi delle delegazioni musulmane per esprimere solidarietà ai cristiani, all’ennesimo scandalo dei rifiuti a Roma – probabilmente hanno non sufficientemente evidenziato il significato profondo del grande evento della Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. 3Nel momento attuale di crisi globale, umana civile e politica – un milione e 600 mila ragazzi, provenienti da tutto il mondo, animano la grandiosa veglia del campus Misericordia e di Cracovia, presieduta da Papa Francesco. Ma qual’é la risposta più significativa della «generazione Gmg» per cambiare il mondo, sollecitata da Francesco? Certamente è la consapevolezza del loro ruolo di "titolare in campo" nel difficile sforzo di cambiamento di un mondo alla deriva, attanagliato dal terrorismo, dal prevalere degli interessi economici, dagli equilibri sempre più precari, dalle migrazioni di intere generazioni verso luoghi senza guerre e violenze di ogni genere. Questo immenso popolo globale di ragazzi ha, senza retorica e senza dubbio, offerto a tanti adulti, reggitori di popoli, una grande lezione e un concreto impegno di «cittadinanza attiva e consapevole». Sono ragazzi provenienti dalle parrocchie di tutto il mondo, formati da sacerdoti e volontari che incarnano quotidianamente e nella complessità dei conflitti esistenziali il messaggio evangelico dell’impegno solidale e permanente. Non sono certamente «giovani da divano» che dedicano ore al «mondo dei videogiochi davanti ad un computer» che con i loro comportamenti creano affanno e preoccupazione alle famiglie che si sforzano di finanziare ogni loro esigenza, come se fossero polli di allevamento. Ci sono anche giovani che hanno avuto la capacità di uscire dalla droga, modelle che hanno abbandonato ambienti che mercificavano il loro corpo, ragazzi sfuggiti all’orrore delle guerra: sono testimoni che hanno dimostrato cha la loro missione non è impossibile. La loro risposta-testimonianza non è solo rivolta a Papa Francesco, ma a tutto il mondo incapace di costruire futuro: dai loro volti puliti irradia luce di speranza che ci conforta, abituati come siamo ad assistere ad immagini di orrore, di adulti, giovani e persino bambini. Il mutuo scambio di doni e saluti, la frugalità dei pasti, i canti scaturiti dal cuore, gli abbracci, il dialogo senza tracce tematiche preconfezionate, hanno mostrato al mondo che c’è una generazione che cresce capace di costruire muri e di abbattere ponti: questa è la grande lezione, la preziosa testimonianza e la decisa volontà di sperare in un mondo migliore che ci proviene dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

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