La Sardegna fa squadra tra Regione, Anci e parlamentari per contrastare a Roma gli effetti della legge Calderoli, che ha escluso 102 comuni sardi dallo status di comune montano. Durante l’incontro convocato a Cagliari, l’assessore regionale agli Enti locali, Francesco Spanedda, ha lanciato un appello per un’azione unitaria volta a correggere parametri considerati inadeguati, poiché basati prevalentemente su altitudine e pendenza anziché sulle reali specificità territoriali.
Intanto si registra l’asse Sardegna-Campania. Le due regioni hanno portato congiuntamente in Conferenza delle regioni una proposta per correggere le sperequazioni nel riparto del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, chiedendo di attribuire un peso maggiore alla superficie territoriale.
In commissione politica, la Regione Sardegna ha scelto di astenersi sul riparto del fondo per marcare il dissenso contro la riduzione delle risorse, evitando al contempo un voto contrario che avrebbe bloccato del tutto i trasferimenti ai comuni.
Per mitigare i tagli, la giunta regionale ha stanziato un fondo integrativo di 2 milioni di euro destinato a tutti i comuni isolani (sia del vecchio che del nuovo elenco), definendolo un supporto concreto ma insufficiente a sostituire una politica nazionale mirata.



