Dopo il tavolo di ieri pomeriggio con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e gli assessori Eduardo Cosenza e Pier Paolo Baretta – richiesto unitariamente nei giorni scorsi – i rappresentanti sindacali hanno posto al centro del confronto la centralità e la gestione pubblica di Acqua Bene Comune (Abc).
In una nota congiunta, Raffaele Paudice e Andrea Pastore (segreterie Cgil e Filctem Napoli e Campania), insieme ai segretari generali Nicola Ricci e Lella Messina, hanno comunicato di aver ricevuto garanzie precise: è esclusa qualsiasi partecipazione di quote private, in linea con quanto già avviene per le altre società in house comunali (Anm, Asia e Napoli Servizi). Inoltre, è stato assicurato che tutti gli utili societari verranno reinvestiti esclusivamente in interventi di sostenibilità ambientale e sociale per l’azienda stessa.
I sindacati considerano fondamentale che questo passaggio societario sia accompagnato da un piano industriale incentrato sulla valorizzazione dei lavoratori e sull’espansione dei servizi.
Per questa ragione, Cgil e Filctem hanno evidenziato la necessità di aprire un dibattito a livello regionale sugli assetti del sistema idrico integrato, a undici anni dalla legge campana 15/2015, per valutarne gli esiti e promuovere lo sviluppo industriale di realtà locali come Abc.
Un altro punto critico sollevato riguarda la carenza di organico, ridotto ormai ai minimi termini: per le sigle sindacali serve una risposta immediata sul fronte occupazionale attraverso turnover e nuove assunzioni.
Infine, i vertici di Cgil e Filctem hanno accolto con favore l’impegno del Comune a coinvolgere i sindacati e le Rsu subito dopo il via libera alla delibera, sia per la riscrittura dello Statuto sia per i successivi adeguamenti normativi di Abc. Pur dicendosi soddisfatti per l’esito del vertice, i rappresentanti dei lavoratori mantengono alta l’attenzione, dichiarando che vigileranno sul rispetto degli impegni presi e sul pieno coinvolgimento sindacale nelle prossime, delicate fasi evolutive dell’azienda.



