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Coordinamento Campano Acqua Pubblica: bene lo stop del Tar alla privatizzazione. Ora si pensi a modelli di gestione pubblica efficiente

Il Coordinamento Campano Acqua Pubblica accoglie con favore la decisione del TAR Campania di bocciare il bando sulla gestione idrica regionale, fermando di fatto la gara dell’acqua e mettendo a nudo gli errori d’impostazione della Regione a guida Vincenzo De Luca che, negli ultimi giorni del suo mandato, aveva cercato di blindare la privatizzazione. Il detto napoletano “A gatta pe’ jì ‘e pressa, facette ‘e figlie cecate”, mai come questa volta si è rivelato azzeccato.

“Il presidente uscente, nella fretta di accelerare sulla privatizzazione della risorsa, non ha fatto bene i conti ed il suo operato non è sfuggito alla censura dei giudici del Tribunale amministrativo regionale che hanno congelato l’intera procedura fino all’11.03.2026, data in cui è fissata l’udienza di merito. Prima di allora la gara non potrà proseguire perché rischierebbe di produrre nuovi contenziosi. In questo scenario, la ripartenza dovrà avvenire dentro il perimetro regolatorio appena tracciato da ARERA, che, con la delibera 347/2025/R/idr, ha approvato lo schema tipo di bando di gara per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato, destinato a diventare riferimento vincolante per tutte le procedure avviate dal 1° gennaio.

Per il Tribunale, la documentazione di gara non assicura ai concorrenti un quadro economico-finanziario chiaro e verificabile su cui costruire offerte sostenibili; le criticità riguardano la determinazione dei margini di remuneratività e, di riflesso, l’equilibrio complessivo dell’operazione, elementi indispensabili perché la competizione sia reale e non solo formale. I giudici amministrativi hanno sospeso il bando con cui Palazzo Santa Lucia intendeva riorganizzare la gestione della grande adduzione idrica regionale, accogliendo il ricorso di Acqua Campania S.p.A., società del gruppo Italgas e gestore uscente, che ha fatto ricorso con l’unico scopo di riconfermare i suoi ingenti profitti sulla risorsa idrica.

I comitati per l’acqua pubblica accolgono favorevolmente questo stop improvviso perché la sentenza apre nuovi spiragli per impedire la privatizzazione.

La nuova amministrazione regionale deve cogliere questa occasione per riscrivere le regole del gioco nel rispetto del referendum del 2011, votato da 26 milioni d’italiani, di cui il nuovo presidente è stato uno dei maggiori sostenitori. Fico ha adesso l’opportunità di concretizzare quanto promesso durante la campagna elettorale, adoperandosi per la ripubblicizzazione dell’acqua della nostra regione, sia proponendo la costituzione di una società regionale totalmente pubblica per la gestione della grande distribuzione, sia bloccando le società miste nei distretti di Caserta, Napoli Nord e Sannita. È questo il momento di fornire modelli di gestione pubblica ed efficiente, validi per tutto il mezzogiorno del paese, dove l’emergenza idrica sarà purtroppo una delle priorità dei prossimi anni”

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