Martedì, 4 Agosto 2026
23.57 (Roma)

Ultimi articoli

Giovani e povertà: quante bugie 

L’ennesimo impietoso report sulla condizione dei giovani senza lavoro in Italia e nel Mezzogiorno, quasi sette su dieci che tra i 18 e i 34 anni vivono ancora della paghetta di genitori e nonni… meriterebbe una collocazione di rilievo, che non si intravede, nella sincopata e prevedibilmente brutta campagna elettorale che da queste ore entra nel vivo. In attesa di verificare l’impatto delle misure comprese nel pacchetto “Resto al Sud”, le politiche dei governi sul lavoro sembrano non aver aiutato più di tanto la riemersione appena significativa di risorse potenzialmente preziose che restano invece sommerse. Il profilo della nuova occupazione creata, un milione di posti la cui metà è a tempo determinato, è di scarsa o comunque insufficiente qualità, come ammette lo stesso governo se annuncia l’impegno a mettere in sicurezza quei contratti, a partire da quelli a termine, e a convertirli gradualmente in buona occupazione, difendendo però il punto di partenza: era importante dare comunque un segnale che rompesse la stagnazione del mercato del lavoro. Una intenzione a cui sembra dar ragione l’analisi di Coldiretti, secondo la quale almeno la metà del 56% di giovani senza lavoro sarebbe pronta ad accettare il posto di operatore ecologico pur di affrancarsi dall’inedia sociale nella quale si trova confinata. Comunque la si voglia pensare, va detto e riconosciuto che gli interventi per creare occupazione non sono stati fatti in deficit, finendo cioè per gravare sul già insostenibile debito pubblico. Non possiamo dire se quella del Jobs Act è la strada giusta da allargare e su cui continuare. Possiamo però sapere quali sono le strade da non prendere: tutte quelle che portano a politiche da finanziare con il deficit. Non si tratta di consegnarsi ineluttabilmente o peggio scioccamente ai paletti posti dall’Unione Europea che en passant, giova ricordarlo, sono stati concordati ed accettati. Più semplicemente, le politiche finanziate dal deficit sono insostenibili per le nostre attuali risorse, durerebbero lo spazio di qualche mese, esporrebbero il Paese alle tempeste speculative, farebbe schizzare in alto i tassi di interesse a partire da quelli sui mutui a tassi variabili che toccano da vicino milioni di redditi medi. Torneremmo cioè a rivedere le ombre della bancarotta a cui siamo andati molto vicini nel 2012-2013 e si materializzerebbe il commissariamento da parte della Trojka. Resta il problema: come aggredire le disuguaglianze sociali che permangono e si sono allargate in questi anni e come tirar fuori i giovani dallo sprofondo della disoccupazione soprattutto al Sud? Dare risposte dovrebbe essere un impellente dovere della politica e di chi si candida a governare il Paese, a condizione però di non barare. Tra sconti fiscali, aiuti ai disoccupati, abbassamento dell’età per accedere alla pensione, aumenti degli assegni previdenziali minimi a mille euro, che sono i principali filoni sui quali è partita la caccia al consenso elettorale, la spesa stimata per difetto già supera i 130 miliardi, ai quali se ne aggiungerebbero altri 140 se si cancella la legge Fornero: nessuno dice con quali certe risorse, se non quelle aleatorie dell’aliquota fiscale unica per tutti, e con quali priorità. Le sparano così grosse nella consapevolezza che lo scenario del dopo voto potrebbe non consegnare vincitori certi. Nel pantano soprattutto le promesse più accattivanti affogheranno e torneranno buone per la prossima campagna elettorale. A cominciare dal reddito di cittadinanza, versione M5S, o reddito di dignità, versione Forza Italia, con un costo che va dai 15 ai 17 miliardi. Comunque lo si voglia chiamare, il Fmi da tempo esprime un giudizio spietato: costoso, poco efficace, non sostenibile specie in Paesi, come l’Italia, che non hanno capacità di manovra di bilancio a causa dell’elevatissimo debito pubblico. Il reddito di cittadinanza, dimostra il Fiscal Monitor del Fmi prendendo a riferimento altri 8 Paesi europei, funziona in Paesi emergenti dove il welfare è poco efficace mentre in quelli cosiddetti ricchi funzionano meglio politiche progressive tese a calmierare le diseguaglianze. Per stare alla campagna elettorale, stupisce che il candidato premier Luigi Di Maio annunci che il ministro dell’Economia del suo governo verrà proprio dal Fmi guidato da Christine Lagarde! Passata la sbornia, dovremo tutti tornare con i piedi per terra. In aprile, chi sarà a Palazzo Chigi dovrà mettere mano ad una correzione di bilancio pari a 4-5 miliardi e subito dopo appostarne altri 10 destinati alla prossima legge di Stabilità: risorse vere e certe che andranno ricavate da tagli alla spesa pubblica, dagli sprechi, dall’efficientamento dei principali servizi, partendo da sanità e trasporti. Sia pure dentro questo angusto spazio di manovra ci sono margini per interventi di contrasto alle povertà e alla disoccupazione giovanile. Sapendo però che la realtà è questa e la si potrà cambiare gradualmente soltanto con riforme tanto coraggiose quanto realistiche.

di Norberto Vitale edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

La Polizia di Stato di Avellino ha tratto in arresto un 36enne pregiudicato, residente nella provincia di Avellino, condannato a…

Sono 57 gli edifici dichiarati inagibili e 395 le abitazioni sgomberate. Le attività dei vigili del fuoco sono tuttora in…

È stata fissata per il 15 settembre l’udienza preliminare – davanti al gup del tribunale di Napoli – per…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Nella nuova segreteria regionale di Progetto Civico Italia, l’Irpinia è rappresentata dal sindaco di Flumeri Angelo Lanza: a lui affidate le deleghe alle Aree Interne e Agricoltura. Il battesimo campano di questo nuovo progetto politico c’è stato oggi a Napoli, presso la Galleria Toledo. Si tratta del partito fondato e...

Stamattina un migliaio di persone — famiglie, attivisti e comitati — hanno bloccato per un’ora il porto di Pozzuoli. Chiedevano interventi immediati: ci sono zone senza acqua da venerdì sera e gli sfollati sono saliti a 700. La protesta si è sbloccata solo dopo l’annuncio che il ministro dell’Interno Matteo...

Grottaminarda – Una ventina, tanti sono stati i partecipanti, che hanno animato il torneo di Scacchi “Città di Grottaminarda” a cura dell’A.S.D. Circolo Scacchistico di Montella con il patrocinio del Comune di Grottaminarda. L’iniziativa, valevole per la seconda tappa del Grand Prix Estate 2026, è stata una nuova occasione per...

Un percorso artistico che celebra il profondo legame tra l’uomo, il paesaggio e la memoria delle tradizioni, attraverso dipinti che raccontano scorci di vita quotidiana, scene rurali e composizioni ispirate ai frutti della terra. E’ la mostra “Arte e Natura” del Maestro Domenico Lonardo, in programma dal 10 al 15...

Ultimi articoli

Attualità

E l’Anief a sottolineare le non poche criticità nella ripartizione dei posti in deroga per Docenti, Sostegno e ATA. «I…

Avellino -Un saluto istituzionale, ma non di circostanza. SOS Impresa Avellino accoglie con favore l’arrivo di Franca Fico alla guida…

In merito a quanto accaduto ieri pomeriggio ad Avellino, durante la forte grandinata che ha colpito la città e che…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy