di Egidio Leonardo Caruso
Il dibattito pubblico sulla giustizia comincia negli anni ’80 sulla scia del clamore suscitato dal caso Tortora. Il legislatore recependo l’esito del referendum abrogativo del 1987, interviene con la legge n. 117/1988 (cd. Legge Vassalli), recante disposizioni in materia di: Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati. “In tali casi il cittadino potrà esperire l’azione legale di risarcimento, per il danno subito contro lo Stato, il quale a sua volta, eserciterà una rivalsa nei confronti del magistrato (responsabilità indiretta del magistrato)”.
Nel 1992 le inchieste di “Mani Pulite” provocano un terremoto politico devastante, accendendo il confronto sull’indipendenza della magistratura da un lato e il “protagonismo giudiziario” dall’altro. Nel 1994 con la discesa in campo di Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia, cui segue pochi mesi dopo la vittoria alle elezioni governative, lo scontro politica-magistratura diventa sempre più infuocato anche perché, a porre fine al primo governo Berlusconi, contribuiscono vicende giudiziarie. Nel corso di un vertice internazionale il Presidente del Consiglio, viene raggiunto da un invito a comparire dalla Procura di Milano, con l’accusa di corruzione nei confronti di ufficiali della Guardia di Finanza, nelle indagini su Mondadori, Mediolanum e altre società del Gruppo Fininvest. Da quel momento l’espressione “giustizia a orologeria”, entrerà a far parte del gergo politico-mediatico e diversi governi in diverse forme, metteranno mano al dossier giustizia. Certo è che per tutto il centrodestra, ma in particolare per quello a trazione berlusconiana, questa è stata ed è, la madre di tutte le battaglie.
La legge n.150/2005 (cd. Legge Castelli), interviene sulla separazione delle funzioni, introducendo una verifica psicoattitudinale ad inizio carriera, utile ad indirizzare la scelta di funzione (inquirente o giudicante), rende più stringenti i provvedimenti disciplinari sottoposti ad azione obbligatoria e non più discrezionale, da parte degli organismi preposti, inoltre istituisce la Scuola Superiore della Magistratura, prevedendo l’obbligo di frequenza di corsi di formazione, ogni cinque anni. Successivamente tali disposizioni sono state in parte modificate o abrogate.
Nel 2022 il Comitato referendario Giustizia Giusta, costituito da Lega e Partito Radicale Transnazionale, ha raccolto le firme per un referendum abrogativo presentando cinque quesiti, ma il tentativo di modifica del sistema è fallito per il mancato raggiungimento del quorum.
La legge n. 134/2021 (cd. Riforma Cartabia), riduce i tempi dei processi, digitalizza gli atti, interviene sull’iter processuale penale, con l’obiettivo di accorciare la durata media del processo penale del 25% entro il 2026.
La riforma della giustizia promossa dall’attuale guardasigilli Carlo Nordio, legge n. 114/2024, (cd. Legge Nordio), approvata in via definitiva dalla Camera, il 10 Luglio 2024, recante: “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare“.
Nello specifico: abolisce il reato di abuso d’ufficio previsto dall’articolo 323 del codice penale, e modifica l’art. 346-bis c.p. che disciplina il reato di traffico di influenze illecite. “I rapporti tra il mediatore e il pubblico ufficiale devono essere esistenti e intenzionalmente diretti allo scopo di procurare o promettere indebitamente, a sé o ad altri, denaro o altra utilità economica per remunerare un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322-bis, in relazione all’esercizio delle funzioni ad ognuno attribuite, ovvero per realizzare un’altra mediazione illecita”.
Informazione di garanzia: l’Avviso dovrà contenere una descrizione sommaria del fatto sul quale si indaga, e la notifica dovrà avvenire con riservatezza.
Intercettazioni e tutela del terzo estraneo: No alle conversazioni di soggetti coinvolti nelle indagini, se non sono rilevanti per il procedimento, si lavora ad una riforma organica in materia.
Contraddittorio e misure cautelari: Prima di disporre la misura cautelare, in fase di indagini preliminari, il giudice dovrà necessariamente procedere all’interrogatorio dell’indagato.
Collegialità e misure cautelari: Nasce un organo formato da tre giudici chiamati a decidere sulla custodia cautelare in carcere, attualmente disposta da un giudice monocratico.
Limiti all’appello: Vengono introdotti dei paletti per il PM, per l’appello contro le sentenze di assoluzione di I grado, restano esclusi i reati più gravi.
Ulteriori misure sono contenute nel disegno di legge costituzionale n. 253/2025, approvato in seconda lettura dal Senato, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 30 ottobre 2025, che introduce modifiche dell’ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, che stanno suscitando un acceso dibattito fra le forze politiche, e verranno sottoposte a Referendum popolare il 22 e 23 marzo prossimi.


