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Nonostante il caldo estivo, il mondo politico è attraversato da fibrillazioni come da tempo non accadeva. La minoranza dem ha avanzato formalmente una proposta di nuova legge elettorale. E il berluschino ha detto (aria fritta o qualcosa in piu?) che in materia il Parlamento è sovrano. Insomma, l’incertezza sull’esito del referendum, accresciuta dalla mobilità elettorale dimostrata dalle recenti amministrative, produce un infittirsi di manovre e di intrighi, di cambi di casacca e di inciuci. Al cui centro, per uno dei paradossi della politica, appare l’ex Cavaliere.

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Il premier, infatti, sembra sempre più incerto sulla linea da seguire. Una cosa ha però chiara: ha bisogno di sponde politiche. E’ determinato a vincere la sfida autunnale,masi rende conto che il solo fronte con alfaniani, centristi e verdiniani non basterà a garantirgli la vittoria. Ncd, iper-rappresentato in Parlamento, ha raccolto pochi voti. La composita area centrista è quella più soggetta a fibrillazioni, come dimostrato dall’abbandono dello stesso leader di Scelta Civica, Zanetti, ora approdato ad Ala. Il berluschino, dopo il disastroso esito amministrativo, è stato costretto a smentire clamorosamente quanto aveva affermato per mesi: la sua dichiarazione che il Parlamento, se vorrà, potrà modificare l’Italicum è apparsa come una dimostrazione di debolezza! Sembra lo smemorato di Collegno: non ricorda che per la prima volta nella storia repubblicana un ddl in materia elettorale è stato sostenuto dal governo con ripetuti voti di fiducia! Nei conciliaboli più riservati, pare abbia promesso ad Alfano la modifica che farebbe scattare il premio di maggioranza per la coalizione. Ma (per assicurarsene il voto favorevole) solo dopo il referendum! Sul fronte di Verdini (già in contatto con il Cavaliere) analoghe promesse, con l’elemento nuovo costituito dl fatto che ora Ala, con il transfuga vice-ministro Zanetti, è al Governo! Un bel gioco di prestigio, no?
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Queste promesse, per quanto interessanti, è difficile che bastino a un negoziatore nato come l’ex Cavaliere. Forse addirittura non del tutto ex, se è vero che la Corte europea dei diritti avrebbe chiesto delucidazioni al governo italiano sulla legge Severino, all’origine della sua decadenza da senatore. E che molto potrebbe dipendere dalle risposte della Presidenza del Consiglio. Si sente dire che se le posizioni fossero morbide… Questo certamente potrebbe costituire un’ottima base di partenza per una trattativa verso un nuovo Nazareno, stavolta in chiave anti-Cinque stelle! Finora l’ex Cavaliere è apparso costretto a fare da spettatore o a giocare di rimessa. Per il bene delle sue aziende è stato ben attento a non innervosire il suo preferito, ma vendicativo figlioccio di palazzo Chigi, fino al punto di fare scelte politiche discutibili che Fi ha pagato elettoralmente! Ora morde il freno, si dichiara per il no alla riforma costituzionale, ma dietro questo paravento come sempre c’è altro. L’ala più politica e intransigente del suo partito vorrebbe partire lancia in resta. Le fanno però da contrappeso gli esponenti più vicini personalmente al leader e i suoi vecchi consiglieri di sempre. Secondo questi sarebbe difficile, per un Renzi battuto al referendum, riprendere il filo di un governo politico aperto ad altri. Con ogni probabilità, infatti, si andrebbe nella direzione di un governo tecnicoistituzionale, con i soli compiti di armonizzare le regole del gioco e di adottare alcune (impopolari) misure economiche. Un Renzi vincitore, a maggior ragione non sentirebbe il bisogno di essere attento verso chi ha tentato di ostacolarlo. Quindi, tutte la carte dovrebbero essere giocate dal Cavaliere prima! Significativo l’invito di Letta ad un uso "intelligente" del voto….
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L’elemento nuovo è comunque che la minoranza dem per la prima volta sembra fare sul serio. La sua proposta di nuova legge elettorale infrange lo storico tabù del doppio turno con ballottaggio, tradizionale cavallo di battaglia Pd. Prevede, sì, un sistema maggioritario, ma con un premio minore rispetto all’Italicum. E senza ballottaggio. Sarà musica per le orecchie berlusconiane, da sempre nemico dei ballottaggi? E i Cinquestelle come la prenderanno? L’estate è lunga…. Tuttavia, poiche’ gli schieramenti al referendum fotograferanno quasi certamente quelli futuri di governo, sarà tutta una corsa a posizionarsi!
edito dal Quotidiano del Sud

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