Sceglie di raccontare le trasformazioni urbanistiche della città, a partire dal tempo sospeso delle periferie, dal mancato riammagliamento con il centro, la mostra “Greetings from Avellino. Cartoline da un tempo immobile” di Luigi Cipriano, nell’ambito di PORTFOLIO – Fotografia d’Autore, la rassegna ideata e realizzata dal Museo Irpino per promuovere la fotografia contemporanea e valorizzare autori capaci di interpretare il territorio e la società attraverso il linguaggio delle immagini. Sono immagini che raccontano un’Avellino non certo da cartolina, che ha finito per pagare il prezzo di una progettazione urbana che ha creato una separazione netta tra le diverse aree della città, dalle colline dei Liguorini e dei Cappuccini ai lotti agricoli lungo il Fenestrelle fino all’immobilità delle periferie o all’area industriale alla Ferrovia. E’ Giovanni Menna a sottolineare come nelle immagini di Cipriano le “periferie catturano un paesaggio immerso nel verde ma allo stesso tempo evidenziano un tessuto urbano segnato dal tempo e dall’abbandono, offrendo una critica costruttiva alle politiche di sviluppo che hanno plasmato il paesaggio urbano di Avellino”. L’artista porta avanti la sua ricerca antropologica e documenta l’espansione urbanistica di Avellino dal secondo dopoguerra fino agli anni successivi al terremoto del 1980, attraverso immagini che consegnano squarci di periferie troppo spesso abbandonate all’incuria evidente nella pensilina cadente di un autobus, nella discarica improvvisata, nell’erba alta che cresce indisturbata davanti ad un condominio, in una strada, in un’edicola votiva o in ciò che resta di una fontana. Così anche la natura sembra farsi specchio del degrado che caratterizza strade ed edifici, alberi spogli, ingrigiti, senza foglie come se la desolazione avesse travolto luoghi e piante. “La mostra – spiega Cipriano – nasce dalla volontà di lanciare un messaggio forte a chi governa il capoluogo, ai cittadini, alle associazioni perchè le periferie tornino ad essere parte integrante del capoluogo, bastano piccoli miglioramenti per farle rinascere, favorendo la nascita di centri di aggregazione e culturali poichè la cultura aiuta a vivere. Queste cartoline sono diventate strumento per mandare messaggi alla città per ribadire come Avellino debba essere una città vivibile in tutti i suoi luoghi. Ho immaginato dei turisti che avessero attraversato la città e volessero inviare un messaggio”
La mostra è curata dal Prof. Giovanni Menna e si inserisce tra le attività del progetto Paesaggi in Transizione, finanziato dalla Regione Campania nell’ambito della Legge Regionale 19/2019 per la Promozione della Qualità dell’Architettura. Attraverso il contributo della fotografia contemporanea, il progetto intende stimolare una maggiore consapevolezza dei processi di trasformazione che interessano il territorio e favorire una riflessione collettiva sul futuro delle città e dei paesaggi campani.



Fotografo documentarista e autore di numerosi progetti dedicati al paesaggio contemporaneo, Luigi Cipriano sviluppa da anni una ricerca focalizzata sul rapporto tra territorio, memoria e identità urbana. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive e ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali nell’ambito della fotografia d’autore.
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