La Digos della Questura e il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Benevento hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari interdittive, emessa dal GIP del Tribunale sannita, al termine degli interrogatori preventivi dello scorso 5 giugno.
Il provvedimento ha disposto, per la durata di un anno:
La sospensione dai pubblici uffici e servizi per un alto dirigente del Comune di Benevento.
Il divieto temporaneo di esercitare la professione di consulente e di ricoprire ruoli direttivi in imprese per il gestore di fatto di un consorzio economico.
Entrambi sono indagati per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti in relazione a una procedura di gara pubblica.
Nell’inchiesta è coinvolto anche il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) della stessa gara: per lui la Procura aveva chiesto una misura cautelare ma il GIP, pur confermando la gravità degli indizi, ha ritenuto assenti le esigenze cautelari necessarie al suo arresto o sospensione.
L’oggetto dell’indagine: una gara “cucita su misura”
L’inchiesta, supportata da intercettazioni e minuziosi riscontri documentali, ruota attorno al bando del Comune di Benevento per l’affidamento del “servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e di reintegro delle matrici ambientali compromesse da incidenti stradali”.
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avevano stretto un accordo preliminare per assegnare l’appalto a un preciso consorzio di imprese. Attraverso frequenti incontri e telefonate, avrebbero:
Manomesso il disciplinare di gara, inserendo criteri specifici studiati per favorire il consorzio e tagliare fuori le ditte concorrenti.
Condiviso informazioni riservate: l’imprenditore veniva costantemente aggiornato dal dirigente e dal RUP sullo stato della procedura e sui motivi per escludere i rivali.
La presunta tangente e l’annullamento della gara
Secondo i pubblici ministeri, l’alto dirigente comunale avrebbe alterato deliberatamente la parità tra le imprese concorrenti dietro la promessa di una somma di denaro.
La gara in questione non è comunque andata a buon fine: dopo che lo stesso dirigente aveva sostituito il RUP, il nuovo responsabile del settore subentrato successivamente ha rilevato gravi irregolarità procedurali, decidendo di annullare il bando in autotutela e far ripartire da zero l’intera procedura.


