“Giustizia e Pace si baceranno”: l’esperienza indimenticabile del Campo Scuola a Paliano
A conclusione delle attività formative estive del GrEstate 2026 “SMAK”, 50 ragazzi della Parrocchia dei Santi Biagio e Stefano (insieme alla Parrocchia Santa Lucia) hanno vissuto cinque giorni di crescita, fede e fraternità presso il Convento dei Padri Passionisti, guidati dalla magia e dagli insegnamenti del film Encanto.
Un’estate da vivere insieme
Si è conclusa con un bagaglio colmo di emozioni, sorrisi e profonde riflessioni l’esperienza del Campo Scuola estivo 2026, che dal 20 al 24 Luglio ha visto protagonisti 50 bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni. A fare da cornice a questo intenso percorso formativo ed umano è stata la suggestiva ed accogliente struttura del Convento dei Padri Passionisti di Paliano (FR), immersa nel verde e nel silenzio della natura a pochi chilometri da Roma.
L’iniziativa ha rappresentato il culmine del cammino estivo parrocchiale targato GrEstate 2026, sviluppato attorno allo slogan e al tema centrale del percorso diocesano: “SMAK – Giustizia e pace si baceranno!”. La comunità della Parrocchia dei Santi Biagio e Stefano, unita in questo cammino alla Parrocchia di Santa Lucia, ha risposto con grande entusiasmo, affidando i propri giovani a un’équipe educativa affiatata e motivata.
Il filo conduttore: la magia e il messaggio di Encanto
Ad accompagnare ogni giornata, come una vera e propria parabola moderna, è stata la storia del film d’animazione Disney Encanto. I ragazzi sono stati immersi nelle vicende della straordinaria famiglia Madrigal, che vive in una casa magica tra le montagne della Colombia, dove ogni membro riceve un dono speciale a cinque anni: la forza gigantesca di Luisa, la capacità di Isabela di far fiorire splendidi fiori, il potere di mamma Julieta di curare con i suoi piatti o la facoltà dello zio Bruno di prevedere il futuro.
Al centro dell’attenzione dei ragazzi c’è stata soprattutto Mirabel, l’unica della famiglia a non aver ricevuto alcun potere magico. Proprio lei, che a volte si sente diversa o messa da parte, si accorge che la casa magica sta iniziando a creparsi e che la magia rischia di sparire per sempre. Senza superpoteri, ma con un cuore grandissimo e un profondo coraggio, Mirabel affronta ogni paura per scoprire la verità e salvare la sua famiglia.
L’insegnamento di Encanto è diventato il cuore pulsante delle attività: non servono i superpoteri per essere speciali e preziosi. Il dono più grande che ciascuno possiede è la capacità di voler bene agli altri, essere sinceramente sé stessi e prendersi cura delle relazioni.
Una guida spirituale e il valore della vocazione
A guidare le giornate è stato Padre Marco Masi, sacerdote Passionista, la cui presenza costante e premurosa ha offerto ai ragazzi preziosi momenti di catechesi, ascolto e preghiera.
Accanto a lui, una figura di grande riferimento per i ragazzi è stata quella del postulante passionista Carmine Urti, attualmente in cammino di discernimento vocazionale per diventare frate. La testimonianza diretta di Carmine ha toccato da vicino il cuore dei giovani partecipanti: proprio come Mirabel nel film, Carmine ha mostrato l’importanza di mettersi in ascolto del proprio cuore e della propria vocazione, dimostrando che la vera bellezza sta nel mettersi con semplicità e gioia al servizio degli altri e del Signore.
I valori guida: Famiglia, Pace e Giustizia
Attraverso la metafora della casa dei Madrigal, i laboratori creativi, i grandi giochi di squadra all’aperto e i momenti liturgici, il programma del Campo Scuola ha declinato tre pilastri fondamentali per la crescita dei ragazzi:
1. La Famiglia come Casa e Accoglienza: Le crepe della casa nascevano nel momento in cui i membri soffrivano per la pressione di dover sembrare perfetti. I ragazzi hanno riflettuto sull’importanza di sentirsi parte di una grande famiglia parrocchiale e umana, dove le fragilità non vengono giudicate e dove ogni diversità è un dono.
2. La Costruzione della Pace: Come Mirabel supera i pregiudizi e va a cercare lo zio Bruno per ascoltarlo e riaccoglierlo in casa, la Pace è stata presentata non come un’idea astratta, ma come un “cantiere aperto” fatto di piccoli gesti quotidiani: saper chiedere scusa, perdonare, abbattere i muri ed eliminare le emarginazioni.
3. La Giustizia Sociale: Richiamando la ricostruzione finale della casa fatta insieme da tutta la comunità senza gerarchie di potere, si è piantato nei più giovani il seme del rispetto delle regole, della solidarietà concreta e dell’attenzione verso chi è più debole.
Un seme piantato per il futuro
L’infatigabile e generoso lavoro degli educatori parrocchiali, che hanno curato nei minimi dettagli ogni aspetto logistico, animativo e di custodia, ha garantito un clima di totale serenità, allegria e sicurezza.
Il rientro a casa dei 50 giovani partecipanti non segna la fine di un’esperienza, ma l’inizio di una missione quotidiana: portare in famiglia, tra i banchi di scuola e nelle relazioni di tutti i giorni la consapevolezza che, anche senza superpoteri, ognuno di noi è una pietra viva fondamentale per costruire un mondo di pace e giustizia.
GrEstate, i giovani della parrocchia di Forino a Paliano tra fede e fraternità
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redazione web
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