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I 140 anni dell’agrario De Sanctis, la sfida di rilanciare il territorio

“Siamo qui per sfogliare tra le pagine di vita del De Sanctis, senza la cui lungimiranza oggi non saremmo qui“.
Lo sottolinea l’ingegnere Pietro Caterini, dirigente della scuola enologica intestata al letterato di Morra nel fare riferimento a quel Regio Decreto del 27 ottobre 1879 che volle l’ istituzione ad Avellino dell’ istituto. “Quella di oggi – esorta Oreste La Stella, nel ricordare il patrocinio dell’iniziativa da parte della Camera di Commercio, – deve essere un ‘ occasione per opporsi, in sinergia con tutti gli enti istituzionali a quella volatilita’ delle forze giovanili che definire drammatica e’ un eufemismo”. La Stella fa riferimento ai “tanti ragazzi del Meridione che vanno via, nonostante meta’ del padiglione campano di Vinitaly e’ riempito proprio dai vini della nostre terre”. Eppure le risorse economiche utili al rilancio del nostro territorio non mancano, come chiarisce Gerardo Capozza: ” Insieme con Luigi Fiorentino, sono io per primo in contatto con il Presidente del Consiglio Conte perche’ urgono sinergie per non perdere fondi europei fondamentali per far ripartire il Sud. Dobbiamo guardare in prospettiva, essere coscienti che nel nostro vino di Taurasi vi e’ tauranolo contro il colesterolo e che nelle mele annurche vi sono sostanze utili per ricerche nutrizionali che avranno futuro assicurato.”
Appassionato l’ interventi di Enrico Indelli, vicesindaco di Morra il quale, nel ricordare la sua lotta per far tornare il corpo di De Sanctis in Irpinia, ricorda il forte legame che l’ illustre compaesano ebbe con la sua terra che racconto’ anche nel celebre “Viaggio elettorale”. “De Sanctis – spiega – ha tracciato vie del vino, della storia e della cultura sulle quali dobbiamo solo imparare a muoverci. Volle la Avellino-Rocchetta lungo l’ Ofanto perche’ di li’ veniva energie per le locomotive. Collega di Wagner a Zurigo, conosceva il valore dell’ armonia per i giovani, che volle educare, inserendo nelle scuole la ginnastica.”
Spetta al generale Nicola Di Guglielmo ripercorrere gli anni che portarono all’istituzione della scuola agraria, la cui idea, maturata nel 1861 si realizzo’ sono nel 1879, per diventare effettiva nel 1880. “In questa scuola sono confluiti giovani dall’Argentina, dall’Eritrea, dalla Turchia e dalla Grecia, anche in relazione ai vari flussi migratori. De Sanctis fu sempre attento alle infrastrutture, come dimostra quella che chiamo’ ” grande linea di Conza” che e’ l’ attuale Ofantina bis”. Acuto anche l”‘ intervento del professore Paolo Saggese, che fa riferimento a Raffaele Valagara che nel 1878 , nello scrivere una relazione economkca sulla nostra Provincia, metteva in guardia dagli industriali settentrionali che agivano a discapito del Sud. ” De Sanctis – chiarisce Saggese- fu uomo del Meridione che seppe operare nel Parlamento di quella che la storiografia ormai definisce annessione del Sud al Regno sabaudo ma chiese apertamente nell’ aprile del 1861 che al popolo buono del Sud venisse risparmiato altro sangue. Egli, spesso stanco ed esule, considero’ la poverta’ titolo d’ onore, auspicando che ogni comune avesse la sua scuola, perche’ dalle angherie della storia ci si difende con l’ istruzione!”.
Dettagliato l’ intervento del professore Raffaele Sala il quale esibisce una copia del ” Corriere dell” Irpinia” in riferimento ai cento anni della scuola enologica, ricordando come il tragico evento del terremoto dell’Irpinia abbia creato anche una certa discontinuita’ negli studi desanctisiani. “De Sanctis va ancora studiato anche perche’ ha tanto da dire – ricorda La Sala con una punta di ironia – anche perche’ seppe muoversi anche in politica, per cui e’ nel Pantheon della politica, mica in Paradiso!”. Si riafferma, dunque, la necessita’ di nuovi studi desanctisiani, che riprendano lo slancio di studiosi come Muscetta e Grimaldi.
Si ricorda, dunque l’impegno di De Sanctis, come autore della prima Storia della letteratura italiana, il quale tacque di Verga, che doveva ancora affermarsi ma non ignoro’ Zola. “Celebre la conferenza al Circolo filologico di Napoli – ricorda La Sala – in cui il morrese ricorda come Zola seppe guardare nei bassifondi di Parigi, come dovrebbero imparare a fare, anche i politici ieri come oggi, nei quartieri degradati”.
A rappresentare la politica in sala il sindaco Gianluca Festa, accompagnato dall’assessore Geppino Giacobbe, il quale dichiara: “Cambiare non e’ mai facile ma dobbiamo provarci. Vorrei che venissero da noi piu’ compratori e venddiori dei nostri vini, per questo sto pensando ad un evento del vino” . A chiudere il seminario anche l’ intervento della dirigente dell’Usp Rosa Grano, che ricorda come i ragazzi delle scuole dovrebbero essere “menti d’ operaper nuove forme di manodopera”, come quella dei costumi d’ epoca presentati in una sfilata illustrata dalla stilista Luisa Del Vecchio, mentre Arturo Bascetta, editore per l’ occasione di un calendario anti- alcolismo, presenta dei modelli, tra i quali saranno scelti attori per una prossima docu-fiction sul De Sanctis. I giovani hanno sfilato indossano costumi dedicati al vino e all’Ottocento, realizzati dagli studenti dell’indirizzo design dell’istituto, sotto la guida dei docenti e della stilista Luisa Del Vecchio. A sfilare Sara Deri, Francesca Addeo, Maria Rosaria Brandolino, Elena Buongiuorno, Daniela Lieto. Filomena Lombardi, Maria Raffaella Luongo, Chiara Novi, Lucia Peolosi, Maria Vittoria Raimo, Camilla Trifone, Giovanna Taccone, Elvira Vozella, Giovanna Di Giacom, Sara Capone, Michele Dello Russo, Carlo Maja, Angelo Basso, Paola De Gregorio, Annunziata Memoli, Marina Puno, Concettina Pepe. A realizzare le foto Angelo Marchese e Pellegrino Rivetti.

Pellegrino Caruso

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