AVELLINO – Un viaggio nella storia del Mezzogiorno medievale, tra conquiste, alleanze, rivolte e lotte per il potere. È quello proposto dal volume La fondazione del Regno di Sicilia (1127-1140) di Edoardo Spagnuolo, protagonista del prossimo appuntamento della rassegna libraria “I giovedì della lettura”, promossa dall’Archivio di Stato di Avellino.
L’incontro è in programma giovedì 15 ottobre, alle ore 16.30. A dialogare con l’autore sarà Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino, in un confronto dedicato a una delle fasi decisive per la formazione degli assetti politici dell’Italia meridionale.
Docente, saggista e storico irpino, Spagnuolo ricostruisce nella sua nuova monografia il processo che, tra il 1127 e il 1140, portò all’affermazione di Ruggero II e alla fondazione del Regno di Sicilia. Un percorso che ebbe inizio con la morte di Guglielmo, duca di Puglia e Calabria, alla fine di luglio del 1127, e si concluse nell’estate del 1140 con la definitiva vittoria del sovrano normanno sui suoi avversari.
In poco più di un decennio, Ruggero II, secondo conte di Sicilia, riuscì prima a ottenere il ducato di Puglia e Calabria e poi a consolidare il proprio dominio su gran parte del Mezzogiorno. Il momento simbolicamente più significativo fu il Natale del 1130, quando nella cattedrale di Palermo ricevette l’incoronazione regia, sancendo la nascita del nuovo regno.
L’affermazione del sovrano, tuttavia, non fu immediata né priva di ostacoli. Per raggiungere la pacificazione del territorio furono necessari tredici anni di scontri e campagne militari. A una prima opposizione relativamente debole seguì, dagli ultimi mesi del 1131, una rivolta sempre più incisiva, alimentata dal principe di Capua e dalle sue potenti milizie.
Al conflitto contribuirono anche l’ostilità dei conti di Conversano, esponenti di una delle famiglie più influenti della Puglia, le resistenze provenienti dal principato di Bari e la riluttanza di Troia e di altre città ad abbandonare la propria autonomia.
Nel 1134 Ruggero II riuscì temporaneamente a ristabilire l’ordine, ma l’anno successivo il ricorso a forze esterne da parte del principe di Capua riaccese lo scontro. La ripresa delle ostilità provocò nuove distruzioni e violenze, fino alla definitiva affermazione del re normanno sui suoi nemici.
Una vittoria che ebbe un prezzo politico significativo: la progressiva cancellazione degli spazi di autonomia garantiti dai precedenti ordinamenti civili. Attraverso una ricostruzione storica che intreccia vicende dinastiche, equilibri territoriali e resistenze locali, il volume di Spagnuolo approfondisce così le dinamiche che accompagnarono la nascita e il consolidamento di uno dei regni più importanti del Medioevo italiano.

