Domenica, 13 Settembre 2026
18.38 (Roma)

Ultimi articoli

Il diritto di restare

Il diritto a restare non è una formula retorica. È una scelta politica: salari giusti, servizi efficienti, investimenti produttivi, capacità amministrativa nei piccoli comuni. Significa rafforzare la contrattazione, la rappresentanza sindacale, la partecipazione democratica.

di Franco Fiordellisi*

I recenti report di Svimez e Inps consegnano un’istantanea impietosa: l’Italia è un Paese con due emigrazioni ormai sistemiche, giovani e anziani, verso il Nord e l’estero. Nel 2024 segniamo il record di espatri: 156mila persone scelgono di andarsene. Soprattutto giovani, in cerca di lavoro dignitoso, stabile, e di un welfare che qui non trovano.Ieri in consiglio regionale Campania, consiglieri “anziani, hanno presentato un disegno di legge sulle aree intere, sette attualmente che stanzia circa dieci milioni, non so se pensare meglio tardi che mai oppure una risposta all’attivismo del neo Presidente Regione Campania Roberto Fico.

Da anni, voci come quella di Marco Esposito con “Zero al Sud” o di Vito Teti con il richiamo al “diritto a restare” denunciano queste dinamiche. Oggi i numeri trasformano la denuncia in un dato inequivocabile: il Mezzogiorno non perde semplicemente popolazione, perde la sua parte più giovane, più istruita, più dinamica. È uno svuotamento selettivo. Negli ultimi vent’anni, centinaia di migliaia di laureati hanno lasciato il Sud. Non è una scelta libera in un ventaglio di opportunità equivalenti: è una risposta obbligata alla mancanza di lavoro stabile, salari adeguati, servizi efficienti.
Per le aree interne della Campania, Irpinia, Sannio, Cilento, Tammaro-Titerno, Sele-Tanagrao, Alburni, il fenomeno è ancora più drammatico. Qui la fuga dei giovani non è solo un dato demografico: è la dissoluzione di comunità, la chiusura di scuole, la rarefazione dei servizi. È la produzione di quelle che abbiamo chiamato “macerie simboliche”: territori che non vedono più il proprio futuro.

La libertà di muoversi è un diritto sacrosanto. Ma deve esistere anche il diritto di restare. Un giovane non deve essere costretto a partire per realizzare le proprie competenze. Quando il Sud forma ingegneri, medici, ricercatori e poi li consegna ad altri territori, siamo di fronte a un trasferimento strutturale di ricchezza pubblica. Ogni laureato che parte è un investimento collettivo che non produce sviluppo nel territorio che lo ha sostenuto.

Per questo la questione migratoria è, prima di tutto, una questione di lavoro. Da sindacalista lo dico con nettezza: senza una politica salariale giusta, senza rinnovi contrattuali tempestivi, senza contrasto al lavoro povero, continueremo ad alimentare l’esodo. I laureati italiani guadagnano meno dei loro coetanei europei e al Sud i salari sono ancora più bassi. In queste condizioni, la mobilità diventa una scelta razionale.
Ma non basta intervenire sui salari. Occorre un progetto territoriale. Le aree interne non possono essere raccontate come “borghi da cartolina” o spazi residuali. Devono tornare a essere luoghi di produzione, innovazione, manifattura sostenibile, agricoltura di qualità, servizi pubblici efficienti. Serve un patto tra università, imprese e istituzioni per trattenere competenze. Servono investimenti mirati del PNRR e dei fondi europei che producano lavoro stabile e qualificato, non occupazione temporanea, ecco perché sulla Zes serve il massimo del monitoraggio.

La questione è anche demografica e sociale. Quando partono le giovani donne laureate, il territorio perde competenze ed equilibrio demografico. Quando gli anziani sono costretti a trasferirsi per ricevere cure adeguate, significa che il sistema dei servizi è fragile. La mobilità sanitaria passiva e la migrazione sommersa degli over 75 sono il segnale di un welfare territoriale da ricostruire.

Il punto centrale resta il lavoro come infrastruttura democratica. Senza lavoro dignitoso non c’è cittadinanza piena, né coesione sociale. Le aree interne devono diventare laboratorio di una nuova politica industriale territoriale: comunità energetiche, filiere agroalimentari, manifattura leggera, digitalizzazione, servizi sociosanitari di prossimità. Non assistenzialismo, ma sviluppo fondato sulla qualità del lavoro.
Siamo in un tempo di rottura, non di semplice transizione. Riequilibrare il Paese significa riconoscere che la questione meridionale è questione nazionale. Se il Sud si svuota, l’Italia intera si indebolisce, ed ecco perché l’esperimento, straordinario di Riace, è stato contrastato ferocemente.

Il diritto a restare non è una formula retorica. È una scelta politica: salari giusti, servizi efficienti, investimenti produttivi, capacità amministrativa nei piccoli comuni. Significa rafforzare la contrattazione, la rappresentanza sindacale, la partecipazione democratica.

Le aree interne della Campania possono tornare a essere luoghi di futuro. Ma serve una decisione collettiva: rimettere al centro il lavoro, la dignità, la giustizia territoriale con i servizi, rafforzando molto di più la normativa regionale e nazionale vigente. Combattendo con forza l’Autonomia differenziata con un’azione concreta del Presidente Fico e della maggioranza in consiglio regionale Campania. Per, costruire un Paese finalmente unito nella sostanza, non solo nella geografia.

*già Segretario Generale CdLT Cgil Avellino

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

L’onorevole Sandro Ruotolo, parlamentare europeo del Partito Democratico, è stato ospite di Casa De Simone a Montoro, dove ha…

Pioggia e grandine in Irpinia nel tardo pomeriggio hanno causato danni e disagi. Situazione critica anche a Forino, dove il…

Esiste nel territorio di Avellino e nelle zone limitrofe un’associazione per delinquere di stampo camorristico denominata “Nuovo Clan Partenio”, dedita…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Avellino- Palermo 0-0 Avellino (3-5-2): Martinelli; Izzo, Venturi, Enrici; Cancellotti, Di Maggio, Palumbo, Besaggio, Moruzzi; Pandolfi, Russo. A disp: Iannarilli, Missori, Sala, Di Bitonto, Palmiero, Cheddira, Biasci, Faticanti, Berenbruch, Sounas, Adamo, Di Paolo. All: Nesta. Palermo: Fortin; Augello, Palumbo, Segre, Valvassori, Ranocchia, Gyasi, Bani, Pohjanpalo, Cassandro, Barba. A disp: Nespola,...

di Virgilio Iandiorio Non so per quali strani segni del destino, ma il vino è passato in questi ultimi anni da umile comparsa, e spesso defilata, sulle nostre mense quotidiane, a top model. Messo in mostra, gustato, assaggiato, centellinato, corteggiato come le più famose star del momento. Se poi ha...

Due tra i protagonisti dell’oncologia italiana insieme ad Avellino per un confronto sul melanoma e sulle nuove prospettive di cura. Paolo Antonio Ascierto, Direttore dell’Unità operativa complessa Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli e riferimento internazionale per la cura del melanoma, e Cesare...

Sarà dedicata a uno dei temi più attuali e discussi del nostro tempo la Lectio Inauguralis del nuovo anno scolastico del Liceo Classico “P. Colletta” di Avellino. Lunedì 14 settembre 2026, dalle ore 11:00 alle 13:00, nell’Auditorium del Liceo, si terrà l’incontro dal titolo “Una intelligenza fantastica. Dialoghi sulla intelligenza...

Ultimi articoli

Attualità

Due tra i protagonisti dell’oncologia italiana insieme ad Avellino per un confronto sul melanoma e sulle nuove prospettive di cura….

“La svolta può arrivare solo da un forte cambiamento culturale”. Lo sottolinea con forza l’assessore regionale Marica Serluca, in piazza…

L’associazione Insieme per Avellino e l’Irpinia, la Svimar e il Centro Studi Edilizia Reale plaude all’annuncio del vicegovernatore della regione…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy