Riceviamo e pubblichiamo
Gentile sindaco,
come Lei avrà appreso, il direttore artistico di Campania Teatro Festival, Ruggero Cappuccio, ha voluto ricordare i suoi dieci anni dalla nomina al vertice della Fondazione lanciando un appello segnato da malcelato rimpianto. Dal novembre del 2016 ad oggi, nonostante i rilevanti risultati colti e il coinvolgimento di importanti interpreti della scena nazionale e internazionale, Campania Teatro Festival non ha ancora una sede, uno spazio proprio, un luogo anche fisico da dove operare. “Abbiamo cercato un sito adatto all’interno del patrimonio immobiliare della Regione, finora senza risultati”, si è rammaricato Cappuccio in una intervista apparsa sul “Corriere del Mezzogiorno”. Possibile?: verrebbe da chiedersi. Possibile: perché così è.
Una risposta potrebbe venire proprio dalla città di Avellino. Qui, lo sappiamo tutti e oggi giorno ne proviamo vergogna, il Teatro “Carlo Gesualdo” declina il suo abbandono, nella sconsolata attesa di un qualcosa che possa animarlo come una struttura culturale in grado di diventare un riferimento per l’intero territorio regionale. Perché non attivare ogni forma di azione amministrativa, politica e civile con la Regione Campania affinché esattamente il “Gesualdo” apra le sue porte al Campania Teatro Festival e ne diventi la sede?
Questa sarebbe una straordinaria occasione per rilanciarle la funzione non soltanto nei termini di un ambito nel quale ospitare spettacoli, magari una stagione, forse qualche esibizione di qualità. Ma costituirebbe l’opportunità di conferire un senso compiuto a un impianto dalle potenzialità ancora inespresse, inserendolo in un circuito più ampio e consegnando ad Avellino l’occasione di essere una risorsa che si inserisce nella decisiva pianificazione delle imprese culturali in Campania. Peraltro, il programma dell’edizione 2026 del Festival già coinvolge la città, con lo spettacolo “Il Dna dei Bonobo”, prodotto dall’associazione “Vernicefresca” che si terrà il 14 giugno nel
Libero Spazio d’Arte. Non può sfuggire, quindi, che un ulteriore passo in avanti rappresenti un segnale di attenzione concreta per tutti coloro che tra mille evidenti difficoltà si misurano con la pratica artistica ad Avellino e in Irpinia.
Affido a Lei questa riflessione nella speranza che una iniziativa del genere – evidentemente non l’unica, ma simbolicamente la prima – possa finalmente condurre il dibattitto sul significato da conferire alla promozione della Cultura ad Avellino fuori dal fatale binomio gli Eventi. Credo di condividere con Lei, e con altri, la consapevolezza che ogni politica che voglia andare in una direzione virtuosa abbia bisogno di uno scatto di profondità e visione.
Soltanto perciò mi sono permesso di invitarla ad assumere una iniziativa sull’argomento.
La ringrazio per l’attenzione e Le auguro buon lavoro.
Generoso Picone, presidente di Controvento


