E’ il Festival Laceno d’oro a ricordare il regista Tinto Brass, scomparso oggi “un Maestro che ha fatto del desiderio una forma di libertà, che ha inseguito la passione oltre tutte le convenzioni, cinematografiche e sociali.
E che per questo ha attraversato sequestri, denunce e scandali, sempre con un sorriso tagliente di fronte a un mondo fin troppo “serioso”, e dal quale si era allontanato abbracciando il cinema erotico. Ma ad Avellino, a detta dello stesso Tinto Brass, “si trovava bene”. Qui ha sempre trovato un porto sicuro. Qui ‘La chiave’, ‘Miranda’, ‘Salon Kitty’, ‘Capriccio’ e ‘Paprika’ arrivavano in anteprima, il pubblico del Laceno d’Oro li amava e le denunce piovute da tutta Italia venivano archiviate. Un’anomalia felice, protetta da amici e difensori come Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio. È la stessa libertà dello sguardo a cui il Laceno d’Oro aspira ogni giorno. Lo ricordiamo con questa foto, tra il pubblico del Laceno d’Oro”.

