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Il notaio Pesiri in campo con il Pd al fianco di Pizza: ripartire dalla cultura per restituire dignità e speranza a questa città

“Ho sempre immaginato la politica come uno spazio di confronto che non può non partire dai bisogni della gente, dalle difficoltà di chi soffre. La scelta di candidarmi è un modo per ricambiare la fiducia che nutre nei miei confronti, chi viene ogni giorno nel mio studio. Spiega così il notaio Edgardo Pesiri, già sindaco di Gesualdo, alla guida dell’Associazione Carlo Gesualdo, la scelta di candidarsi nella lista Pd a sostegno di Nello Pizza “Amo la mia città e sono convinto che abbia bisogno di un’amministrazione che abbia finalmente una sua dignità e possa restituirla ai cittadini, rendendo il capoluogo vivibile, senza mai abbandonare i più fragili. Ho sempre creduto che la politica si faccia tra la gente e per la gente”.

Cosa l’ha convinta del progetto per la città di Nello Pizza?

“Continuo a pensare che il centrosinistra sia l’unico spazio in cui esiste un vero confronto, in cui si amministra puntando sulla collegialità, sullo scambio di idee, sulla discussione di proposte e visioni. Non è così per gli avversari in cui mi sembra che a dominare siano arroganza e volontà di trovare una giustificazione anche ai propri errori. La figura di Nello Pizza rappresenta, poi, una garanzia di trasparenza e attenzione al bene comune, che deve essere il cuore della nostra azione”.

Da cosa deve ripartire la città?

“Avellino ha bisogno di tornare ad essere capoluogo, una guida morale e sociale per la provincia ma anche una città efficiente sul piano dei servizi,  dai trasporti alla sanità, dallo sport alla scuola, facile da raggiungere sul piano dei collegamenti, capace di offrire ai giovani l’opportunità di restare, attraverso la promozione di cooperative o agevolazioni per le nuove generazioni. E’ fondamentale per il futuro di Avellino riattivare la stazione ferroviaria e collegare Avellino all’Alta velocità ma anche garantire la possibilità di raggiungere facilmente Fisciano e Napoli, dove studiano e lavorano tanti avellinesi. Altrimenti diventa impensabile immaginare che turisti e visitatori possano venire qui. E’ chiaro che ha bisogno di essere, poi, riqualificata, garantendo manutenzione delle strade, dei giardinetti, decoro urbano, creando nuovi spazi verdi e opere che possano renderla bella e attrattiva sul piano turistico, senza differenze tra centro e periferie, costruendo una città unitaria, in cui nessuno sia discriminato.  Ma, al tempo stesso, dobbiamo garantire una vicinanza costante tra cittadini e amministrazione, perchè sappiano che c’è chi ascolta il loro disagio. Così come è fondamentale rendere più efficiente la macchina amministrativa, garantendo a chi lavora negli uffici comunali la giusta retribuzione per il loro lavoro, quella che fino ad oggi è mancata. Una città che sa premiare il lavoro è una città in cui tutti lavorano con maggiore entusiasmo e motivazione”.

Centrale nel suo impegno con l’associazione Carlo Gesualdo è sempre stata la cultura

“La cultura deve essere il perno di qualsiasi amministrazione e può avere un ruolo ancora più strategico in una città come Avellino. Si avverte il bisogno di una rinascita culturale che deve passare per il coinvolgimento delle associazioni, la valorizzazione di strutture come Eliseo e Victor Hugo, il rilancio del Teatro Gesualdo che deve tornare ad essere un riferimento sul territorio. Proprio la Dogana potrebbe diventare il riferimento per le associazioni di Avellino e del territorio irpino. Non servono eventi spot ma spazi di confronto che coinvolgano anche le nuove generazioni, magari ponendo le basi di festival e rassegne che possano durare nel tempo. La cultura e il turismo non possono essere solo strumento per cercare consenso, devono essere occasione di crescita per la comunità”.

Quali sono le altre priorità per Avellino?

Certamente, sanità e attenzione alle fasce sociali più deboli. C’è bisogno di un dialogo costante tra amministrazione e autorità sanitarie per costruire una sanità che tuteli i diritti di tutti, perché i cittadini non siano lasciati da soli quando devono fare i conti con la malattia, di una rete sociale a cui rivolgersi in caso di qualsiasi disagio, da quello economico a quello sanitario. Al tempo stesso, si avverte la necessità di assemblee nei quartieri e nelle periferie che possano poi portare in Consiglio le esigenze di una parte della città che fatica ad avere voce.

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