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Virgilio Iandiorio

La visita al cimitero il giorno dei morti non è solo una tradizione secolare, ma quasi un voler condividere insieme ai nostri cari familiari e amici, che non ci sono più, i momenti salienti della nostra vita con loro. Nelle nostre contrade rimane ancora vivo questo sentimento atavico della visita al cimitero, almeno fino a quando si avrà cura dei sepolcri, che custodiscono i corpi dei defunti.

Nelle nostre visite al cimitero portiamo sulle tombe dei nostri familiari defunti lumini quasi a illuminare la loro residenza nelle tenebre e fiori a rendere profumata l’aria della loro dimora. Quanto sarebbe meglio e più opportuno seguire la “voce” degli antichi romani che sui loro sepolcri scrivevano, rivolgendosi a tutti quelli che passavano, “asta ac pellege”, un invito a fermarsi un poco e ascoltare le parole che aveva da dire il defunto. “Celeste è questa/  corrispondenza d’amorosi sensi,/ celeste dote è negli umani; e spesso/ per lei si vive con l’amico estinto/ e l’estinto con noi” (U. Foscolo, Dei Sepolcri, vv.29-33).

Il volume IX del Corpus Inscriptionum Latinarum  raccoglie ben 6419 iscrizioni ritrovate nelle regioni romane di Calabria, Apulia, Sannio, Territorio Sabino e Piceno, con le loro molte piccole città non lontane dalle principali strade. Colpiscono le iscrizioni più personali, quelle sulle lapidi sepolcrali.

Una in particolare, ritrovata nel territorio di Montefalcione nel secolo XIX, è stata scritta da un marito che ha perduto prematuramente sua moglie, Sattia Silvina:” una donna castissima, della cui premura mi sono sempre ritenuto indegno. Ho vissuto e lavorato con lei per due anni, dieci mesi e dieci giorni, per il dolore che provo non potrò mai esprimerle la mia gratitudine come quando era in vita. Niente aveva di più caro di suo marito e dei suoi figli, e si preoccupò che stessero sempre bene”.

Veramente questi antichi Romani non finiscono mai di stupirci. Spesso li trascuriamo, gli antichi, perché la moda del momento vuole cancellarli insieme con tutto il passato. Peccato, che chi non ha legami con il mondo romano, ha altri progetti per studiarlo.

“Il 24 ottobre scorso Elon Musk si è collegato da remoto nell’ambito della presentazione del progetto “Expandere Conscientiae Lumen”, patrocinato da Ancient Rome Live e dall’American Institute for Roman Culture. Il patron di Tesla ha finanziato il progetto con un milione di euro, attraverso la sua Musk Foundation. Alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è stato annunciato il vincitore del bando di gara, il cui scopo è valorizzare la storia antica di Roma attraverso l’utilizzo dell’alta tecnologia” (il Foglio, 8 nov. 2025). C’è da sperare che, con questo progetto, anche Sattia Silvina riceverà la dovuta attenzione, non soltanto questa mia fugace riflessione.

 

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