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Il Procuratore Airoma: “Imprenditori senza scrupoli pronti a smaltire rifiuti tossici illegalmente: anche in Irpinia guardia alta”. De Luca: “I partiti facciano la loro parte”

“Bisogna mantenere alta la guardia sull’ambiente. Nella nostra provincia si registrano illeciti legati agli affari sui rifiuti”. Non perde occasione per ricordarlo il Procuratore della Repubblica di Avellino, Domenico Airoma. Reitera l’appello aprendo la tavola rotonda, organizzata al Convitto “Pietro Colletta”, sul tema “Legalità per la salute”, una iniziativa in collaborazione con l’Osservatorio regionale rifiuti e la Regione Campania, a cui ha preso parte tra gli altri Stefano Sorbino, presidente dell’Arpac, e rappresentanti dell’Asl di Avellino.

Un confronto sulle politiche educative ambientali necessarie per un ecosistema urbano pulito e sostenibile. Serve però l’impegno integerrimo delle istituzioni, della scuola e dell’università, con l’obiettivo di creare una strategia condivisa per la tutela dell’ambiente attraverso una economia circolare.

Airoma si rivolge infatti agli studenti: “L’ambiente è da sempre un crocevia di interessi, poiché, quando la politica e l’amministrazione non svolgono il proprio dovere – come nel caso della gestione del ciclo dei rifiuti – si creano occasioni di profitto per la criminalità organizzata. È sempre stato così”, dice il magistrato, che nella sua lunga carriera è stato tra i primi a indagare sulla Terra dei Fuochi.

“La malavita – dice il procuratore – occupa i vuoti lasciati dalle istituzioni, reagisce alle inefficienze, risponde a delle domande. Il problema non risiede nella domanda o nella risposta, ma nella mancanza di controllo e di azione. È fondamentale comprendere che, soprattutto in ambito ambientale, nessuno deve lasciare spazi vuoti”. Vale a dire che “ognuno deve fare la propria parte: la politica, l’amministrazione, la magistratura, le forze dell’ordine”. Avverte: “Non esistono ‘isole felici’, e questa provincia ne è purtroppo un chiaro esempio, dall’area del Solofrano alla Valle del Sabato. È necessario – ripete Airoma – innalzare la sensibilità collettiva sulle tematiche ambientali. È per questo che oggi sono qui, in questo istituto, per confrontarmi con i giovani”.

“Quando ero a Napoli Nord – continua – ideammo un’app destinata soprattutto ai giovani per segnalare incendi di rifiuti. Fu un discreto successo, perché furono proprio i ragazzi i primi a diventare sentinelle del territorio. Noi ci rivolgiamo principalmente a loro, ma in realtà tutti dovremmo essere sentinelle, ciascuno per le proprie competenze e nei propri ambiti”.

E’ un appello rivolto a tutti. Perché serve la collaborazione di tutti, istituzioni e cittadini. Perché, si sa, i rifiuti possono essere un grande business malavitoso: “Il settore è da sempre di grande interesse per i clan. Si tratta di un’occasione di profitto paragonabile, se non addirittura superiore, a quella del traffico di stupefacenti. Quando esistono imprenditori senza scrupoli disposti a smaltire rifiuti tossici illegalmente, è facile che – aggiunge Airoma – trovino nei clan criminali degli interlocutori pronti a farlo a costi irrisori, se non addirittura a costo zero. Quando il ciclo dei rifiuti non viene chiuso adeguatamente, si spalancano le porte a questi fenomeni”.  “Ed è qui – prosegue il Procuratore – che muovo una critica anche a un certo ambientalismo ideologico: non si può essere contrari per principio all’impiantistica. Esiste un’impiantistica virtuosa, capace di risolvere problemi e di spegnere più fuochi di quanti ne vengano accesi a causa di inefficienze amministrative e gestionali. Per questo motivo, tutti devono fare la loro parte: amministratori, politici, tecnici, società civile, associazioni, giovani, magistratura. Nessuno escluso. Con la consapevolezza che la natura restituisce tutto quello che di cattivo gli diamo un ambiente inquinato è causa di tumori, così come della nascita di bambini deformati.

Se da una parte c’è la Terra dei Fuochi, facciamo in modo da non sostituirla altrove con una ‘Terra dei ciechi’, dove nessuno vede o sente ciò che accade. La mia generazione per tante cose ha fallito in nome di un tranquillizzante relativismo, per la mancanza di una sensibilità ambientale. Ma l’ambiente è la casa dell’uomo. Mi piace ricordare cosa disse il giudice Livatino commentando la riforma della giustizia: ‘Non è affare di pochi’. Stessa cosa vale per l’ambiente”.

La dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di Avellino, Fiorella Pagliuca, si sofferma sulla necessità di una educazione alla sostenibilità attraverso un impegno a tutto tondo, sociale, economico e culturale, secondo la visione contenuta nell’Agenda 30: “La sostenibilità abbraccia tutte le dimensioni del vivere: puntiamo a capitalizzare competenze, a educare ad un comportamento, ad un modo di agire, di vivere rispettoso dell’ambiente, promuovendo nella scuole percorsi nuovi per formare una coscienza responsabile e critica rispetto all’ambiente. L’approccio deve essere etico”.

Per Enzo De Luca, l’ambientalismo riguarda la salute e la legalità, intesa in primis come riorganizzazione del ciclo di smaltimento: “Ci troviamo in una fase particolare per quanto riguarda l’Irpinia, poiché è previsto il passaggio della gestione dei rifiuti da Irpiniambiente a un’altra società. Si tratta di un passaggio che dovrebbe avvenire in modo naturale, ma che ha comportato invece ad complessa situazione, frutto di difficoltà e incertezze”.

Anche il senatore De Luca evidenzia il ruolo fondamentale che deve avere l’educazione: “Quest’anno, oltre alle consuete borse di studio, introdurremo una novità: premieremo a fine maggio, nel simposio di Fuorigrotta, anche progetti dedicati ai sensori per il monitoraggio dell’aria e ai biofiltri. La qualità dell’aria, infatti, rappresenta un’altra emergenza cruciale.

Le problematiche ambientali – dice De Luca – si inseriscono nella più ampia crisi che attraversa la società contemporanea e che dovrebbe vedere le istituzioni come protagoniste. La cultura, le scuole di ogni ordine e grado, il mondo scientifico e imprenditoriale devono collaborare per trovare soluzioni, recuperando anche i valori espressi da Papa Francesco”.

“Mi auguro che, come già avvenuto in altre realtà della Regione Campania, si possa concludere questo percorso. Il tema dei servizi pubblici – spiega De Luca – rappresenta un’opportunità di sviluppo, anche grazie alle risorse del Pnrr, ma è necessario contrastare la presenza invasiva delle organizzazioni malavitose.

Colgo l’occasione per ringraziare il Procuratore della Repubblica, sempre sensibile a queste tematiche. Dobbiamo superare –  è il monito di De Luca – l’indifferenza che ci assale e affrontare con responsabilità le sfide del nostro tempo”.

Per De Luca, “il contesto globale è complesso e richiede un recupero della Storia e delle tradizioni, anche quelle della provincia di Avellino, che ha dato i natali a figure di rilievo come Guido Dorso e Francesco De Sanctis”.

L’impegno deve partire dai giovani: “Nel corso degli anni abbiamo realizzato circa 400-500 progetti con la partecipazione degli studenti di ogni ordine e grado. Spesso, i bambini della scuola dell’infanzia e primaria mostrano una sensibilità maggiore rispetto agli stessi rappresentanti delle istituzioni locali.

Dobbiamo recuperare – è l’appello di De Luca – il senso dello Stato, delle regole e della legalità. Insiste sulla legalità: “Se inquadriamo tutto questo nel contesto globale, ci rendiamo conto che non stiamo solo discutendo di rifiuti o servizi pubblici, ma è in ballo la tenuta stessa della democrazia.
Non possiamo delegare tutto il lavoro alla Procura della Repubblica e alle forze dell’ordine, il cui operato è certamente prezioso e fuori discussione. Dobbiamo affiancare a questo una risposta più ampia, una sorta di terapia sociale.

Chi deve farsi carico di questa crisi? “I partiti, le forze sociali, le istituzioni e i cittadini. Dobbiamo ripartire dalle scuole e dai giovani, che in questi anni hanno dato un contributo notevole con progetti di alto livello. La Regione Campania – ricorda De Luca – ha posto particolare attenzione a questi temi, come dimostra la nostra partecipazione al simposio Ecomondo del Sud, oltre che all’Ecomondo di Rimini.

Eppure, qui in Irpinia parlare di questi argomenti sembra quasi non interessare a nessuno. Ogni cittadino – conclude – deve diventare protagonista del proprio futuro e ognuno deve fare la propria parte”.

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