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Il referendum spiegato agli studenti

A confronto con Paris e Sibilia

A confronto con Paris e Sibilia

 

“Il prossimo referendum  è una grande occasione di espressione della coscienza civile, di partecipazione democratica”: sono queste le parole della Prof.ssa Paola Vecchiarelli, responsabile  dell’Azione Cattolica  che  ben introducono un incontro con esponenti del SI e del N0, organizzato dal Forum dei giovani di  Avellino, il cui giovane esponente Stefano Vetrano ha moderato, con equilibrio ed incisività, un  incontro – dibattito, con relatori motivati e toni accesi, che ben si addicono agli ultimi fuochi di una campagna elettorale su un importante quesito costituzionale.
“Non dobbiamo dimenticare – incalza la Vecchiarelli – che nel 1861 gli aventi diritto al voto erano solo il 2% della popolazione, visto che il suffraggio universale maschile è del 1912 e quello femminile risale addirittura al 1946”. Viene però ricordato che, con il tempo, nonostante siano aumentate le possibilità di voto, i recenti referendum del 2001 e del 2006 hanno visto votare a stento un italiano su due.
Contendenti eccellenti nell’ex Chiesa del Carmine del capoluogo irpino sono, dunque stati, lunedì scorso, per le ragioni del SI l’on.  Valentina Paris, componente della segreteria nazionale PD e della commissione lavoro della  Camera dei Deputati, per il NO l’on. Carlo Sibilia, componente del  Movimento Cinque stelle e Segretario commissioni esteri. I due esponenti politici, rispettivamente sostenuti da Berardino Zoina, Coordinatore regionale “Futuredem”, e da Nino Sanfilippo, coordinatore “ E’ possibile” non si sono sottratti al doveroso compito di illustrare ai giovani avellinesi il senso del prossimo voto referendario.
 Si citano, dunque, illustri politici come il Calamandrei, il quale in un discorso a studenti milanesi  del 1955 ricordò che la Costituzione rischia di essere solo un “pezzo di carta “  se non si rinnova il combustibile della propria responsabilità di cittadini votanti. A chiarezza e lealtà vengono invitati anche i relatori dell’incontro, i quali sono invitati da Vetrano a riflettere su pregi e limiti del quesito referendario, puntualmente letto in sala.
Zoina vede nel SI lo spiraglio per decisioni pronte ed efficaci, ma viene subito contrastato da Sanfilippo che avanza forti dubbi sulla composizione del nuovo Senato che vedrebbe solo alcuni sindaci (scelti come?) come nuovi senatori.
E’ Carlo Sibilia il relatore che  alza con decisione i toni della discussione. “ Con l’art. 70 della Riforma Renzi- Boschi rischiamo di passare da un  bicameralismo perfetto ad un bicameralismo perverso, mentre vengono messi in discussione ben 47 articoli della costituzione”.
Il pentastellato si affida così ad un a cartellonistica che rende conto della preponderanza partitica del Pd, dopo un eventuale SI, per arrivare poi alla vera provocazione della serata,con un lungo foglio che riproduce gli articoli “ritoccati “ e che va ad occupare tutta la sala del dibattito.
Decisa arriva, dunque,  la reazione della Paris: “Al di là di certe  “pagliacciate”, vorrei ricordare che la nostra legislatura nasce da un voto “complicato”, preceduto da tentativi di riforma, spesso vanificati. Adesso finalmente abbiamo la possibilità di attuare riforme, abolire il CNEL, ridurre i costi della politica”.
Il giovane moderatore Vetrano sollecita dunque le riflessione sul Titolo V, relativo alle autonomie locali ed alla concorrenza dei poteri fra Stato e Regioni, che con il SI vedrebbe prevalere l’interesse dello Stato su quello delle comunità locali. “Non vogliamo affatto eliminare le voci del “territorio “ anzi con il  SI, che abbassa il quorum  – chiarisce la Paris – il recente quesito   referendario sulle trivellazioni, oggetto di tante reazioni in diverse Regioni, non finirebbe più in un nulla di fatto”.
Si torna, quindi, a ragionare sulla costituzione del nuovo Senato, fatto di rappresentanti locali, che eviterebbe inutili passaggi tra due Camere con compiti attualmente affini, per rendere più veloce la cosiddetta “navetta parlamentare “ delle leggi.
 “ Non siamo affatto convintti di ciò – ribatte Sibilia- perche le leggi possono farsi, se si vuole, in tempi comunque brevi, come dimostrano i venti giorni per l’approvazione della Legge Fornero, mentre da  ben due anni e mezzo la legge sulla nostra proposta sul reddito di cittadinanza è purtroppo ferma ed ostacolata.”




Sulla scarsa attenzione alle comunità locali ritorna Sanfilippo il quale si dice rammaricato sui milioni di euro “dimenticati” per favorire lo screening tumorale per l’Ilva  di Taranto, così come non appare convinto della continua spola dei vari sindaci tra il loro comune ed il nuovo senato della capitale. “Non vedo il problema- replica la Paris- anche perché un rappresentante delle comunità locali ha bisogno di interagire con Roma.”
La Paris teme che il confronto referendario possa risentire di una certa demagogia mentre  Sibilia insiste sulla “trasparenza “ dei penta stellati che, tramite il sito “Tirendiconto.it”  pubblicizzerebbe tutte le spese del partito.
La serrata discussione si conclude, dunque, con  un confronto con gli uditori presenti in  sala, il cui pensiero va anche al giorno dopo, a quel 5 dicembre in cui, rievocando Obama, “spunterà il sole “ ma potrebbero aprirsi anche nuovi scenari . “Se vince il SI- chiarisce la Paris- avremo classi dirigenti più responsabilizzate.” “ Se vince il No- replica Sibilia-  conserviamo il diritto di voto al Senato.”. Il pomeriggio preelettorale, volge al termine, mentre una fitta pioggerellina bagna Avellino. In sala qualcuno osserva che , in fondo, si sta decidendo di compiere un  atto di fede perché, comunque andrà, molti regolamenti sono ancora da definire ma si ha la sensazione di un confronto politico che ha lasciato libertà di espressione, nella consapevolezza della validità di quell’art. 138 della Costituzione che continuerà a  difendere l’istituto referendario…






   

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