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Virgilio Iandiorio

Ad ascoltare la televisione, a leggere i giornali, per non parlare dell’intera rete telematica e i social network, il mondo dipende da quello che dice il Presidente degli Stati Uniti. E’ stato eletto a quella carica dal popolo sovrano. E come disse Napoleone, quando gli misero sul capo la corona di re d’Italia:” Dio me l’ha data; guai a chi me la tocca”, così sembra dire il Presidente USA ogni volta cha apre bocca per negare o correggere oggi, quello che aveva detto ieri.

Eppure, nel passato più remoto e in quello meno lontano, personaggi simili hanno suscitato l’interesse degli scrittori, in versi e in prosa. Chissà se anche oggi a qualcuno verrà in mente di farne un personaggio da commedia, o da tragedia. Un film, nemmeno sarebbe male!

Nel III/II secolo a. C. Plauto mette in scena a Roma la commedia Miles Gloriosus, che prendendo a prestito espressione locale tradurrei Il Soldato Sguarrone , che in napoletano sta a indicare persona che a parole è pronta a fare in mille pezzi qualcuno o qualcosa.

PIRGOPOLINICE, il soldato protagonista, così si presenta sulla scena, rivolgendosi ai suoi aiutanti:

” Fate con cura, che il mio scudo risplenda più dei raggi del sole quando il cielo è limpido, così quando me ne servirò nel vivo della battaglia avvampi ai nemici la vista, Voglio rassicurare questa mia spada di non lamentarsi né di scoraggiarsi, perché da troppo tempo la tengo inattiva, mentre la miserella ha voglia di ridurre i nemici in polpette. Ma dove sta Artotrogo?ARTOTROGO: Artotrogo sta qui! vicino ad un uomo forte e fortunato e dall’aspetto regale; e  Marte in persona non oserebbe dire di voler paragonare  il suo valore al tuo.

PIRGOPOLINICE: Chi, Marte? Quello che tirai in salvo nei campi dei Punteruoli, dove regnava Bumbomachides il Fessacchiotto, il nipote di Nettuno?

Naturalmente Artotrogo, che di professione fa il parassita, lo scroccone, non può contraddire il Soldato Sguarrone, ma tra sé e sé dice

ARTOTROGO:” Caso mai, io parlerei di altre tue gesta, quelle che tu non hai fatto. Se qualcuno ha conosciuto un uomo più bugiardo e più vanaglorioso di costui, mi do in suo potere, mi faccio suo schiavo. Ho da fare una considerazione, a casa di Pirgopolinice si mangia una torta che ti manda in brodo di giuggiole.

Veniamo a tempi a noi relativamente più vicini. La secchia rapita è un poema eroicomico in ottave in dodici canti scritto da Alessandro Tassoni. La terza versione, definitiva, fu stampata a Venezia nel 1630.

Si fanno i preparativi per la battaglia tra Bolognesi e Modenesi, che avvenne veramente nel XIII secolo. Uno scontro per il rapimento di una secchia di legno dai Modenesi portata via ai Bolognesi.

(Canto III) Chi dal monte, il dì sesto, e chi dal piano / Dispiegò le bandiere in un istante. /  E ’l primo ch’apparisse alla campagna,/  Fu il conte della rocca di Culagna. /Quest’era un cavalier bravo e galante,/  Filosofo, poeta e bacchettone; /Ch’era fuor de’ perigli un Sacripante, / Ma ne’ perigli un pezzo di polmone. /Spesso ammazzato avea qualche gigante,/ E si scopriva poi ch’era un cappone:/  Onde i fanciulli dietro, di lontano,/ Gli soleano gridar: Viva Martano. [personaggio dell’Orlando Furioso]

Avea dugento scrocchi in una schiera,/  Mangiati dalla fame e pidocchiosi:/  Ma egli dicea ch’eran duomila, e ch’era/  Una falange d’uomini famosi./  Dipinto avea un pavon nella bandier/ Con ricami di seta e d’or pomposi; /L’armatura d’argento, e molto adorna /E in testa un gran cimier di piume e corna.

Nell’Ottocento lo scrittore francese Théophile Gautier scrive un romanzo dal titolo Capitan Fracassa sulle peripezie di un nobile squattrinato che si aggrega a una compagnia di comici, accettando di interpretare il ruolo di Capitan Fracassa. Un titolo che dice tutto.

Sulla scena Capitan Fracassa è  un soldato di ventura, un  personaggio molto comune nel 16° e 17° secolo e assai adatto a rendere vivaci le rappresentazioni teatrali. Si presentava come uno sbruffone pieno di boria, che voleva far fortuna a tutti i costi, ma finiva deriso, e ogni sua avventura si concludeva  a suon di bastonate.

Come finirà il dramma che si sta rappresentando sulla scena mondiale? Meglio non lasciarsi andare a previsioni. Si potrebbe fare la fine dei tanti che avevano pronosticato il Conclave, da poco terminato. Il Miles di Plauto ci dice che se metti a disposizione la tua tavola, la gente tollera tutte le bugie e le fanfaronate che dici. Il Conte di Culagna del Tassoni è uno di quelli che ne dicono tante di sciocchezze, che finiscono per crederle essi stessi. E  Il Capitan Fracassa pensa di fare fortuna con le sue buffonate.

Naturalmente altri personaggi si possono trovare sparsi nella letteratura mondiale. Sono insegnamenti che a noi hanno lasciato gli antichi, anche se nella forma della commedia o del poema eroicomico o del romanzo semi serio. Abbiamo perciò materiale su cui riflettere, non per scrivere un romanzo o una poesia, ma per capire dove stiamo andando.

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