Mercoledì, 26 Agosto 2026
16.34 (Roma)

Ultimi articoli

“Il tornello dei dileggi” di Salvatore Massimo Fazio

Di Nunzio Esposito

Mi capita (alla vista) a distanza di un anno e mezzo dalla sua pubblicazione un romanzo, mentre cerco e rivedo titoli in libreria. Leggendo il nome, mi chiedo se è il filosofo del pessimismo ragionato o della corrente della quale viene definito fondatore, nichilismo cognitivo, anche se lo stesso ha respinto più volte questa etichetta. È lui, Salvatore Massimo Fazio, che in Irpinia più volte è stato ospite, ma in veste di saggista e filosofo, non con poche polemiche.

 

La prima, tanti anni fa presentò in una sala gremita le sue “Insonnie” e polemizzò con tutta la classe politica, quel fare polemista tipico dell’uomo di sinistra che rivendica i diritti per tutti, ma la sorpresa venne dopo qualche minuto, Fazio si dice bombacciano e marxsista, mai leninista e a sinistra non vota, piuttosto dall’altra parte della barricata sta più comodo (n.d.a.), nonostante non frequenti né pratichi alcuno dei contemporanei, al centro? Come se avessimo scatenato un demone… anni dopo lo annunciano col saggio “Regressione suicida, dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalmabro”.

 

È sorprendente Fazio, moderato nei toni e intellettualmente maestoso. La sua vena culturale viene dall’amore per la cucina dirà, e l’editoria si sta spingendo oltre: “Arriveremo a 100.000 titoli l’anno, chi li dovrebbe leggere? Bene per gli editori, malissimo per tutti coloro che si inventano addetti ai lavori imbrogliando gli altri”. Ed ecco il paradosso, sconfessando quanto aveva detto, alludendo alla narrativa, nel 2021 a dicembre, esce “Il tornello dei dileggi”, suo primo, e unico fino ad oggi, romanzo (100 pagine e 14,00 € ben spesi), di cui vi dicevo che mi è apparso agli occhi.

Dentro c’è tutto quanto che ho tentato di rappresentare nell’ideologia vita pre mortem di questo non più giovane autore, che in Italia è ben conosciuto anche per quella vena di cui dicevamo prima. Il romanzo mi è piaciuto molto, è allegro e sorprendente.  Coraggioso nello sperimentare i generi e gli stili. Ho cercato altre recensioni e interviste, ne sono state pubblicate a bizzeffe, sicché c’è da chiedersi come mai anche riviste di genere preferiscono sempre e soltanto i soliti nomi e i soliti temi? Forse la risposta possono darla i racconti e le chiacchierate che Paolo, protagonista del romanzo fa con se stesso, che poi si chiama Adriana, che è sua figlia, la sua donna, sua moglie o il suo fantasma… fino a giungere a un doppio finale, degno di un colpo di scena mai letto ad oggi: perché gli addetti ai lavori non si sono accorti di questo piccolo gioiello editoriale? Sicuramente Arkadia, che lo ha pubblicato, è stata coraggiosa (e lo ha candidato anche al Premio Campiello nel 2022), e le soddisfazioni le ha avute (tra l’altro lo hanno pubblicato in collana Eclypse, che è la collana storica per antonomasia dell’editore sardo, anche se a parere nostro data la molteplice territorialità, Torino, Catania, Madrid e Palermo sono i luoghi reali e anche ipnocentrici, poteva meglio essere collocato nella sorella più piccola Senzarotta, oppure nella più avanguardista Sidekar, quest’ultima coglie infatti autori coraggiosi e fuori dagli schemi).

Forse Fazio è Paolo stesso? Personaggio divertente, colto ma che non le manda a dire? Forse Giovanna è Fazio nella sua deviazione inconscia? La scrittura seppur scorrevole, merita di far ritornare indietro, in alcuni passaggi, specie nei racconti di calcio: c’è un professionista di ambito medico che ultimata una visita lascia lo studio e si perde in un ricordo alla vista di un amico: lì è il momento della meta narrativa. Ma il titolo vi chiedereste? Semplice, riporta al pensiero dell’abbattimento dei valori di cui l’autore è specialista: secondo il plurilaureato scrittore (filosofia, pedagogia e recentemente in psicologia) non esiste persona che non subisca la derisione almeno una volta nella vita e quando succede che non si presenta una derisione, subentra a massacrare la discesa degli infami, creando disagio a chi subisce perché non viene creduto. Chiudiamo valutando questa bella lettura come una metafora per affrontare la vita: o la subisci e taci o ti accontenti, con le parole dell’autore, dell’emarginazione se non stai dietro il gregge.

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

È di Oreste Sebastiano, commerciante arianese di cui non si avevano più notizie il corpo rinvenuto a Vieste. La conferma…

I carabinieri delle stazioni di Montoro e Solofra, al termine di mirate attività d’indagine, hanno denunciato in stato di libertà…

Il cadavere di un uomo è stato ritrovato nel Gargano, a Vieste, in mare a due metri di profondità nella…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Grottaminarda – È stata, probabilmente, la migliore edizione di sempre. Impossibile calcolare le presenze(qualcuno ha azzardato un numero, quattrocentomila,ndr) soprattutto di giovani, nella cinque giorni di Festone a Grottaminarda. I grandi nomi saliti sul palco quali Clementino, Fargetta, Le-One, e poi la Cena sotto le Arcate, i concerti bandistici, il...

Si conferma viaggio carico di sorprese, doni, momenti di condivisione e confronto, SPONZ IM-BOSCK, la quattordicesima edizione dello Sponz Fest, il Fest ideato e diretto da Vinicio Capossela, in programma fino al 30 agosto a Calitri, in Alta Irpinia. Proseguendo in continuità con le tematiche affrontate l’anno scorso con Sponz...

È di Oreste Sebastiano, commerciante arianese di cui non si avevano più notizie il corpo rinvenuto a Vieste. La conferma è arrivata questa mattina dalla riunione in Prefettura di coordinamento a seguito degli sviluppi investigativi emersi nel pomeriggio di ieri rispetto alla scomparsa di Oreste Sebastiani, residente in Ariano irpino,...

di Rosa Bianco C’è una Campania che non vuole più essere raccontata per frammenti, separando la costa dall’entroterra, il mare dalle montagne, le grandi direttrici turistiche dai piccoli borghi delle aree interne. È la Campania che sceglie di riconoscersi come un unico grande sistema territoriale, nel quale le differenze non...

Ultimi articoli

Attualità

di Rosa Bianco C’è una Campania che non vuole più essere raccontata per frammenti, separando la costa dall’entroterra, il mare…

Il Comune di Avellino si veste dell’arcobaleno pacifista e con un appello pubblico invita anche i suoi giovani cittadini (in…

Arriva dalla scrittrice Emilia Cirillo una riflessione, che sceglie la forma del linguaggio poetico, sull’estate in Irpinia, il tempo dell’effimero…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy