“Domani si passa il confine ma ricordiamo che non siamo così soli. Le vigilie servono a preparare la valigia del cuore. La scuola dovrebbe sempre aiutare a coltivare i sogni”. E’ il messaggio che ha voluto lanciare il vescovo di Avellino Arturo Aiello ai maturandi irpini, nel corso di un confronto promosso dalla diocesi di Avellino, attraverso la Pastorale Giovanile, al Polo Giovani. Un’occasione per affidare al Signore ansie, attese, talenti e paure, ricordando a ogni giovane che il futuro non va temuto, ma abitato con speranza. Di qui la consegna ai ragazzi della Preghiera dello Studente, che si fa invito ad affidare a Gesù i propri talenti, le proprie fragilità e il desiderio di non smettere di sognare. “Sappiamo bene – ricorda il vescovo – come i preparativi siano più importanti del giorno del viaggio, come c’è talvolta più gioia nell’attesa che nella partenza. E’ questo un viaggio senza ritorno, un rito destinato a scavare un solco profondo nella nostra vita, una sorta di passaggio da un tempo a un altro. Io lo ricordo ancora perfettamente, dal tema di italiano alla versione di latino”. Sottolinea il valore di cui si carica l’esame di maturità “Anche se è faticoso, rappresenta un rito di iniziazione che non può essere cancellato. Gli esami di maturità sono un orologio che ti dice di andare. Mettetecela tutta ma ricordatevi che il futuro non dipenderà dal voto, sarete voi, poi, a costruirlo ogni giorno, poichè l’importante è passare il guado. Ma è un passaggio che va celebrato”
Infine, la preghiera consegnata agli studenti “Signore Gesù, Tu conosci i miei battiti accelerati, le mani sudate, le notti passate sui libri, i sogni scritti sui quaderni e quelli nascosti nel cassetto del cuore. Ti affido i miei talenti: quelli evidenti e applauditi, e quelli discreti, che nessun registro scolastico sa registrare. Ti affido anche le mie paure: la paura di non essere all’altezza, la paura di lasciare questi luoghi cari, la paura di non trovare il mio posto nel mondo. Donami il coraggio: il coraggio di sedermi domani davanti al foglio, di parlare davanti alla commissione, di accettare i risultati con maturità, ma soprattutto il coraggio di non smettere di sognare, di non svendere i miei desideri, di non accontentarmi di una vita “al ribasso”. Benedici i miei cambiamenti: le città nuove, le classi che si scioglieranno, gli amici che resteranno e quelli che se ne andranno. Fa’ che ogni distacco sia anche una possibilità per crescere nell’amore e nella libertà”



