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Impianti eolici in Alta Irpinia, il comitato “Fuori dalle pale” chiama Prefetto e Regione: si convochi un tavolo

“Verificare la sussistenza di eventuali situazioni di conflitto di interesse o incompatibilità, accertando che gli amministratori locali e i relativi familiari non siano direttamente o indirettamente interessati da contratti di locazione, diritto di superficie o concessioni per le installazioni in questione. I territori dell’intera Alta Irpinia sono beni comuni primari da tutelare e valorizzare per le generazioni presenti e future”

Scrive al Prefetto Franca Fico, ai Comuni, alla Provincia e al presidente della Regione Campania il Comitato Civico “Fuori dalle pale”, aderente alla Coalizione TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione), “Vogliamo rivolgere un accorato e urgente appello a tutte le Istituzioni in indirizzo affinché si faccia fronte comune per arrestare la pressione speculativa ed energetica che sta compromettendo in modo irrimediabile l’equilibrio ambientale, paesaggistico, sociale ed economico dell’Alta Irpinia. L’intero territorio irpino sta subendo un’aggressione incontrollata legata alla proliferazione selvaggia di richieste autorizzative per impianti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) e relative opere di connessione e stoccaggio. Pur sostenendo una transizione ecologica equa, trasparente e democratica, la Coalizione TESS e il nostro Comitato ribadiscono che la decarbonizzazione non può trasformarsi in mera speculazione finanziaria a danno delle comunità locali e dei territori agricoli di pregio”

In riferimento alle centrali di accumulo BESS nei Comuni di Bisaccia, Lacedonia, Guardia dei Lombardi e nell’area del Formicoso si sottolinea come “L’insediamento di mega-impianti di stoccaggio energetico a batterie di grandi dimensioni (BESS) nei nostri terreni agricoli, aree simbolo della vocazione rurale, zootecnica e paesaggistica dell’Alta Irpinia, rappresenta un rischio inaccettabile sotto il profilo della sicurezza (rischio incendi e rilascio sostanze pericolose), del consumo irrazionale di suolo e dell’impatto ambientale. Si richiamano, in particolare, iseguenti progetti: • Impianto BESS “Lacedonia 1” (100 MW stand-alone): proposto da Lacedonia Storage S.r.l. / BESS Campania, da realizzarsi nel territorio comunale di Lacedonia, collegato alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) con ingente occupazione di suolo agricolo; • Ulteriori moduli BESS e stazioni di accumulo: previsti a supporto ed asservimento delle sottostazioni eoliche nel Comune di Lacedonia; • Impianto BESS “Bisaccia 50.43” (50 MW): localizzato nel territorio di Guardia dei Lombardi (proposto da Greenvolt Power Bess Campania 2 S.r.l.); • Impianto BESS “Bisaccia – Formicoso” (100 MW su circa 10 ettari): promosso da FIELD Bisaccia S.r.l. al confine tra i Comuni di Bisaccia, Andretta e Guardia dei Lombardi; • Impianto BESS “Bisaccia 3″ (48 MW): promosso da S2SE Cinque S.r.l. e l’impianto BESS autorizzato dal MASE della società Energy Total Capital BESS Bisaccia S.r.l”

Il Comitato si sofferma in particolare sul progetto Eolico “Origlia” (Lacedonia e Aquilonia) proposto dalla società SKI 20 srl “Si tratta dell’ennesimo maxi-intervento eolico industriale che prevede l’installazione di aerogeneratori di imponente altezza nei Comuni di Lacedonia e Aquilonia, affiancato dalla costruzione di una nuova opera di connessione altamente impattante: un elettrodotto di ben 13 chilometri. Tale infrastruttura attraverserà terreni agricoli, aree boschive e territori di elevato valore paesaggistico, squarciando la continuità del patrimonio naturale ed espropriando di fatto le comunità locali della fruizione del proprio territorio. Il termine per la presentazione delle osservazioni pubbliche nell’ambito della procedura autorizzativa del progetto “Origlia” scade il prossimo 18 agosto 2026.Di fronte alla portata di questa offensiva industriale, risposte frammentate da parte dei singoli Comuni non sono più sufficienti. È indifferibile una presa di posizione forte, unanime, tecnicamente motivata e istituzionalmente coordinata”.

Di qui la richiesta del Comitato Civico “Fuori dalle pale” (Coalizione TESS) al Presidente della Regione Campania e all’Assessore Regionale all’Ambiente di disporre una moratoria immediata sulle procedure autorizzative in corso per grandi impianti eolici e sistemi di accumulo BESS nell’Alta Irpinia, nelle more dell’approvazione completa e dell’applicazione della disciplina sulle Aree Idonee e Inidonee. Una richiesta che si affianca a quella di accelerare l’approvazione del quadro normativo regionale volti a blindare e tutelare i suoli agricoli di pregio, i paesaggi storici, le aree vincolate e i corridoi ecologici dell’Appennino campano dall’invasione speculativa. Si chiede, infine, una valutazione d’Impatto Cumulativo, rigettando le autorizzazioni che non tengano conto della saturazione territoriale e dell’effetto sommatorio causato dalla concentrazione estrema di impianti eolici, elettrodotti e batterie di accumulo nella provincia di Avellino.

Un appello rivolto anche agli Enti Locali (Comuni di Lacedonia, Aquilonia, Bisaccia, Guardia dei Lombardi, Scampitella) perchè adottino Delibere urgenti di Giunta e di Consiglio Comunale per esprimere formale opposizione al progetto eolico “Origlia”, alla relativa opera di connessione (elettrodotto di 13 km) e all’insediamento delle centrali di accumulo BESS nei territori di Lacedonia, Guardia dei Lombardi, Bisaccia e nell’area del Formicoso. Si chiede, inoltre, di depositare tempestivamente, entro e non oltre il 18 agosto 2026, circostanziate e dettagliate osservazioni contrarie presso la Regione Campania e gli enti competenti, avvalendosi degli Uffici Tecnici comunali e dei pareri di legali ed esperti ambientali per il progetto “Origlia”.

Un appello che si affianca all’idea di promuovere un coordinamento permanente intercomunale dell’Alta Irpinia per la salvaguardia del territorio e la pianificazione partecipata delle energie rinnovabili.

“Alla Provincia di Avellino, alla Comunità Montana Alta Irpinia e alla Comunità Montana Valle Ufita – si legge nella nota – chiediamo di fare proprie le istanze delle comunità locali, supportando i Comuni nella fase di opposizione tecnica e legale e facendosi portavoce presso la Regione Campania della necessità di tutelare la vocazione agricola del territorio. Al Signor Prefetto di Avellino di farsi garante della coesione sociale e della sicurezza del territorio, promuovendo la convocazione urgente di un Tavolo di Confronto Istituzionale che veda coinvolti i Sindaci del territorio, la Regione Campania e le rappresentanze cittadine e comitati, al fine di valutare l’impatto cumulativo e socio-economico di tali insediamenti sul tessuto locale”. Grande attenzione è posta sul nodo Trasparenza e Incompatibilità: “si tratta di Verificare la sussistenza di eventuali situazioni di conflitto di interesse o incompatibilità, accertando che gli amministratori locali e i relativi familiari non siano direttamente o indirettamente interessati da contratti di locazione, diritto di superficie o concessioni per le installazioni in questione. Il Formicoso, le colline di Aquilonia, Bisaccia, Guardia dei Lombardi, Lacedonia e dell’intera Alta Irpinia non sono territori marginali destinati a subire l’impatto dell’infrastrutturazione energetica speculativa, bensì beni comuni primari da tutelare e valorizzare per le generazioni presenti e future”

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