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In cattedrale il rito della lavanda dei piedi ai detenuti. Il vescovo Aiello: i sepolcri allestiti nelle chiese squarci sulla vita che non muore

“Oggi è il Giorno Del Pane”. Lo ricorda con forza il vescovo Arturo Aiello nel giorno della celebrazione in Coena domini. “Gesù, a Gerusalemme – scrive il vescovo Aiello – vive la sua ultima sera di intimità con gli amici nella cornice della Cena Pasquale Ebraica. Sembra che tutto proceda secondo il rituale secolare, ma a un certo punto si inceppa qualcosa ed emerge un Nuovo che continuerà fino ai nostri giorni. Sulla mensa c’è del pane, del vino, elementi fondamentali della nostra cultura mediterranea, ed il Maestro vi si attarda pronunciando Parole misteriose: “E’ il mio Corpo! E’ il Calice del mio Sangue!”. È il Suo modo d’anticipare ciò che accadrà sulla Croce domani, qui nella pace della sera, là nel dolore dell’Ora Nona” Nel pane Lui si nasconde e nel calice versa il suo Sangue per noi ed inventa l’Eucarestia cui noi assistiamo sbadigliando, ma che resta il ponte di pane che ci congiunge a Gesù in questo Giovedì Santo 2025. Tra le rovine di città distrutte ed in mezzo a piccoli corpi avvolti in lenzuola bianche, c’è il Suo Corpo che splende nella notte come un faro e che ci fa sperare che, nonostante tutto, ci salveremo pur stretti in una morsa di imperatori senza scrupoli. Da quella Mensa alle nostre mense, da quella stanza alle nostre stanze, da quella sera alle nostre sere, da quella Vita alle nostre vite. Le Chiese restano aperte per l’adorazione in altari che la gente chiama “sepolcri”, ma che sono squarci sulla Vita che non muore e vuole contagiare le nostre morti. C’è tanto Pane oggi… Mi chiedo se altrettanta sia la fame”

Questo pomeriggio, alle 19, in cattedrale, la celebrazione della Coena domini, accompagnata dal rito della lavanda dei piedi ai detenuti, raffiguranti i dodici apostoli. Un momento liturgico di grande intensità e significato, che si inserisce nel cammino spirituale dell’Anno del Giubileo della Misericordia, dedicato dalla Chiesa al tema della Speranza, come indicato dal Santo Padre. Alle ore 20:30, lo stesso rito verrà celebrato anche presso la Parrocchia di Forino, guidata da Padre Marco Masi, parroco e cappellano della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino. Anche in questa occasione, saranno presenti altri dodici detenuti, insieme alla vice direttrice dell’Istituto penitenziario e al comandante della struttura.

In tutte le chiese saranno allestiti gli altari della reposizione, i cosiddetti sepolcri per accogliere le specie eucaristiche consacrate per conservarle fino al pomeriggio del Venerdì Santo quando verranno distribuite ai fedeli per la Comunione. Sull’altare trovano posto molti oggetti simbolici: il tavolo, simbolo del sacrificio, il pane, i 12 piatti degli Apostoli e il tabernacolo dove è collocata l’Eucarestia, ma anche fiori bianchi, vino bollito nell’incenso, semi di grano fatti germogliare al buio.  Tra gli addobbi tipici dei sepolcri, i fiori bianchi, il vino fatto bollire con l’incenso e i semi di grano germogliati al buio che simboleggiano il passaggio dalle tenebre della morte di Gesù alla sua Resurrezione.

Ritorna anche la solenne processione di venerdì 18 aprile con le statue dell’Addolorata e del Gesù morto che attraverserà le principali strade cittadine, al termine della celebrazione della Passione, in programma alle 19. Si partirà da piazza Duomo per proseguire lungo via Del Gaizo, via Amabile, via Del Balzo, via Circumvallazione, via Guarini, via Testa, Via Esposito per raggiungere via Colombo e poi tagliare per via de Conciliis, attraversare Corso Vittorio Emanuele e ritornare al Duomo. Sabato 19 aprile la veglia solenne, alle 22, mentre il 20 aprile sarà celebrata la Resurrezione con le sante messe in programma alle 8.30, 11.00 e 19.00.

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