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In ricordo del generale Di Guglielmo, Acocella: non disperdiamo il suo patrimonio

E’ un appello a non disperdere il patrimonio di ricerca e memoria raccolto in oltre quarant’anni di studio dal generale Nicola Di Guglielmo quello lanciato nel corso del confronto dedicato alla presentazione del nuovo numero della Rassegna Storica Irpina. Un confronto, nella cornice di Palazzo Caracciolo, che diventa anche l’occasione per commemorare un figlio illustre dell’Irpinia, scomparso nei mesi scorsi, tra i primi a credere nella necessità di riscoprire la storia del territorio. “Se la Rassegna Storica ha continuato le sue pubblicazioni per tanti anni lo si deve a Nicola Di Guglielmo, alla sua passione civile – spiega il professore Giuseppe Acocella, Rettore Università Giustino Fortunato- Oggi rendiamo omaggio alla sua memoria ma il vero dono sarà fare sì che il suo impegno non vada perduto. Di qui la necessità di rilanciare la Società Storica Irpina, magari stabilendo una rete tra le Società di Storia Patria delle diverse province”. Spiega come “La sua morte ha privato l’Irpinia di una figura di assoluto riferimento, capace di sollecitare la cultura accademica a rivolgere il suo sguardo all’Irpinia, riuscendo a coinvolgere gli storici accademici a partire dalle Giornate Storiche Andrettesi. Possiamo affermare, anzi, che le Giornate Storiche Andrettesi hanno posto le basi della rinascita della Società Storica Irpina, fondata da Enrico Cocchia, rettore dell’Università di Napoli. Il generale è riuscito a riprendere il filo con il passato grazie alla sua capacità di scrivere, fare ricerca ma anche di essere un perfetto esecutore delle idee che coltivava. Era convinto che non si fa ricerca storiografica se non si lavora sul campo, consultando documenti negli archivi”.

Racconta come “Mi aveva descritto questo numero pochi giorni prima di morire. E a chi gli contestava l’eccessivo spazio dato ad Andretta, rispondeva che era tempo di riscoprire la storia medievale del centro altirpino, di cui nessuno si era mai occupato”. Sottolinea come “ha dato prova di onore e fedeltà allo Stato in ogni atto della sua esistenza. Anche quando, per la sua carriera di generale, ha dovuto lasciare questa terra, non ha mai reciso il legame con le radici”. Spiega come “Questo numero racconta esattamente chi era il generale Di Guglielmo, dall’Andretta medievale al saggio dedicato allo studioso Angelo Acocella, in cui la società è raccontata attraverso le chiese locali, fino ai contributi dei tanti amici che lo hanno accompagnato nel suo percorso come Anna Maria Sabia, Dario Ianneci, Fiore Alaia, Gaetana Aufiero, i giovani Mario Ciarimboli e Mario Baldassarre fino ai ricordi di personaggi che hanno lasciato una traccia profonda sul territorio, da Giovanna Ciaraldi a Michele Guglielmo fino alla storica direttrice della Biblioteca Provinciale Annamaria Vetrano”.

E’ quindi il direttore del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa a soffermarsi sull’amicizia e la comunanza di ideali che lo legava al generale “Il Corriere era casa per lui. Aveva sempre proposte, idee da realizzare, contributi da inviare. Non smetteva di ringraziarci per la missione che portavamo avanti in difesa della memoria”. Ricorda il suo impegno instancabile con l’Eco di Andretta, nel quale era riuscito a coinvolgere davvero tutti, con “quella determinazione che lo caratterizzava. Non si fermava davanti a nulla”

Non nasconde la sua commozione il sindaco Michele Miele. Ricorda come “Abbiamo voluto fortemente assegnargli la cittadinanza onoraria per il grande contributo offerto alla memoria del territorio. Veniva al Comune intimandomi di accompagnarlo nell’Archivio Comunale. Oggi che non c’è più, il suo nome è apprezzato ancora di più di quanto fosse prima. La gente ha capito quanto si sia speso per la sua comunità”. E racconta come, all’indomani della morte, abbia trovato “Una lettera a me indirizzata in cui mi chiedeva  che la sartoria del centro altirpino fosse intitolata  a Giovanna Ciaraldi. E’ un impegno che manterremo. Oggi più che mai siamo chiamati a ricordarlo, seguendo il suo esempio”.

Fiorentino Alaia, storico, già direttore dell’Archivio di Stato di Benevento, ricorda il primo incontro con Nicola Di Guglielmo nelle sale dell’Archivio di Stato di Avellino, 40 anni fa “Da allora il rapporto di amicizia e collaborazione non si è mai interrotto. La Società Storica è stata una sua creatura, dall’associazione è nata poi l’idea della Rassegna. Aveva un progetto chiaro nella sua testa, prima un numero dedicato alla storia antica, poi un secondo dedicato alla storia medievale e pensava già a un terzo numero che raccontasse la storia moderna. Aveva già scritto il suo contributo”. E’ la storica Maria Grazia Cataldi, tra le collaboratrici più strette del generale, a sottolineare il valore di una sfida da portare avanti, coinvolgendo innanzitutto i giovani. Mentre il professore Filippo D’Oria pone l’accento sulle qualità umane e professionali del generale, paragonandolo a una figura come quella di don Placido Tropeano, instancabile custode della memoria.

Piero Guglielmo, presidente della pro loco di Andretta, pone l’accento sull’esigenza di non disperdere l’archivio documentario e bibliografico del generale “Ci auguriamo che possa essere portato ad Andretta e ospitato in un locale a lui intitolato e che possa essere a disposizione di tutti”. Se lo storico Michele Vespasiano ne evidenzia la generosità e l’umiltà che lo spingevano a mettere i materiali di cui era in possesso a disposizione di tutti, il figlio Pasquale ritorna sulla forza della sua lezione, sulle richieste da parte di pro loco e Comune di avere accesso al suo ricco archivio “che vogliamo possa essere consultato da chi vorrà”. E’ infine la nuora Caterina Miele a commuoversi nel ricordare il generale, sottolineando lo spessore di un uomo che ha creduto nel cambiamento della comunità.

 

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Floriana Guerriero

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