Lunedì, 25 Maggio 2026
07.31 (Roma)

Ultimi articoli

Aveva appena compiuto 26 anni, un’età in cui si guarda al futuro con speranza e ottimismo. La vita davanti. Ed invece Giancarlo Siani la sera del 23 settembre 1982 viene ucciso sotto casa sua al Vomero, a Napoli. Parcheggia la sua macchina, una Citroen Mehari di un colore verde inconfondibile, percorre pochi metri e chi lo sta aspettando lo colpisce. Otto proiettili alla schiena. Solo nel 2000 una sentenza ha stabilito che ad ammazzarlo sono stati dei killer affiliati al clan Nuvoletta offesi perché in un suo articolo, Siani ha scritto che l’arresto del boss Valentino Gionta è stato possibile grazie ad una soffiata dei Nuvoletta ai carabinieri.
Non potevano fare la figura degli “infami” agli occhi degli altri boss partenopei e perciò parte l’ordine di uccidere il cronista. Siani è un giornalista giovane e coraggioso. Non era ancora stato assunto dal “Mattino” ma del quotidiano napoletano era corrispondente da Torre Annunziata. Agli inizi degli anni ottanta non c’erano le scuole di giornalismo come oggi, per chi voleva fare il cronista c’era solo la possibilità di frequentare un giornale. Nessun compenso economico ma tanta voglia e passione. Il fratello Paolo, che di professione fa il medico pediatra, ricorda che Giancarlo sfornava una notizia dopo l’altra, quasi mille articoli in pochi anni per descrivere e costruire un’unica narrazione basata sui fatti. Pezzi di cronaca che raccontavano un mondo criminale legato alle famiglie camorristiche della zona, dei loro rapporti con i politici locali per l’assegnazione degli appalti pubblici. Un lavoro assiduo che dava fastidio. Per essere dei bravi giornalisti non bisogna essere degli eroi, bisogna vedere i fatti andando direttamente sul campo e capire le connessioni possibili. Muoversi con cautela ma senza paura tra camorristi, politici corrotti, magistrati e forze dell’ordine. Scrivere per denunciare, articoli come mezzo di lotta.
Siani stesso descrive quella che è la sua idea del mestiere di giornalista “tante volte avere il tesserino, che sia da pubblicista o da professionista, non fa di una persona un giornalista, nel senso che sovente ci si imbatte in pennivendoli sgrammaticati amanti del denaro e della notorietà facile. Essere Giornalista è qualcosa di altro. E’ sentire l’ingiustizia del mondo sulla propria pelle, è schierarsi dalla parte della verità, è denuncia, è ricerca, è curiosità, è approfondimento, è sentirsi troppe volte ahimè spalle al muro, emarginato. Essere Giornalista significa farsi amica la paura e continuare sulla propria strada perché raccontando si diventa scomodi a qualcuno. Le parole, mi è sempre stato detto, feriscono più di mille lame, pungolano le coscienze, sono inviti alla riflessione e alla lotta, teoria che diviene prassi quotidiana di esercizio della libertà. Ma le parole possono, anche, se usate in maniera criminale, passare dei messaggi sbagliati, costruire luoghi comuni difficili da abbattere, discriminare, incitare all’odio, creare dei diversi da sbattere in prima pagina come il male assoluto, rendendo le nostre società sempre meno inclusive, transennate dal fili spinato dell’ignoranza e del razzismo”.
Le pallottole dei camorristi spezzano i sogni e la vita di un ragazzo che sarebbe diventato un grande cronista. Giancarlo Siani però non è morto invano. Il fratello Paolo ripete spesso che nei mesi successivi al delitto c’era difficoltà a parlare di camorra nelle scuole. Gli insegnanti ci dicevano: che c’entra la scuola con la camorra, non è cosa nostra. Oggi io non riesco ad andare in tutte le scuole che chiamano. Un cambio di passo che fa ben sperare. Il colore della macchina di Siani era il verde, il colore della speranza. Un sentimento per dirla con le parole di un grande scrittore come Gesualdo Bufalino, che ci portiamo dietro tutta la vita come una malattia infantile.

di Andrea Covotta edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria, condotta a Quindici dai poliziotti del Commissariato di P.S di Lauro, è stato tratto…

Fotografa la scheda elettorale in cabina, probabilmente per dimostrare a qualcuno di aver votato, ma viene scoperto e segnalato immediatamente…

Grave incidente all’uscita di Montoro Sud: auto si ribalta dopo l’impatto con la barriera, paura nella notteUn’auto, una peugeot è…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Doppio appuntamento domani, 25 maggio, al Multiplex Mercogliano con Lo straniero, il nuovo film di François Ozon inserito nella rassegna promossa dallo Zia Lidia Social Club. Le proiezioni sono in programma alle ore 18.00 e alle 21.00. Il regista francese porta sul grande schermo uno dei testi più celebri della...

L’eleganza, e la forza, delle donne hanno contrassegnato un’epoca. Anzi, più di una. Perché si sono sempre contraddistinte per il loro coraggio, seppure talvolta nascoste nell’ombra, portate a scrostare quell’idea di”angeli del focolare” a cui non volevano più essere abbinate. Perché le donne sono ancora altro. Sopratutto altro. La loro...

– di Stafano Carluccio – C’è un dato che più di ogni altro racconta il presente e il futuro del nostro Paese: l’Italia è oggi una delle nazioni più anziane d’Europa. Gli over 65 rappresentano ormai circa un quarto della popolazione italiana, mentre le nascite continuano a diminuire anno dopo...

Grande cordoglio ha suscitato la scomparsa a Sant’Angelo all’Esca di don Ciriaco Rabattino Vozzella. Un sacerdote particolarmente legato alla sua comunità, tanto che aveva fatto notizia il rifiuto opposto al vescovo Aiello alcuni anni fa di fronte alla sua richiesta di smettere di celebrare. A ricordarne lo spessore umano e...

Ultimi articoli

Attualità

– di Stafano Carluccio – C’è un dato che più di ogni altro racconta il presente e il futuro del…

CAMPANIA. “Conoscere i rischi che provocano alla salute l’abuso di farmaci e gli stili di vita non sani per prevenire…

Una lunga giornata tra sacro e profano, ieri, per l’Anps (Associazione Nazionale Polizia di Stato) di Avellino, per festeggiare i…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy