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Inchiesta “Dolce Vita”: il Gip boccia la richiesta di proroga delle indagini della Procura

Inchiesta Dolce vita, nessuna proroga per le indagini preliminari del cosiddetto “filone bis”. Il Gip del Tribunale di Avellino Giulio Argenio ha rigettato la richiesta di proroga dei termini di indagini preliminari chiesta dalla Procura nei confronti di Gianluca Festa e altri diciassette indagati. Una decisione che rappresenta una vittoria per le difese, le cui istanze e memorie sono state accolte integralmente. Il pool difensivo è composto dagli avvocati  Gaetano Aufiero,  Marco Campora, Marino Capone,  Nicola Quatrano, Luigi Petrillo, Teodoro Reppucci,Giuseppe Saccone, Concetta Mari ed  Ennio Napolillo. 

Il rigetto della proroga delle indagini avanzato  dalla Procura, è stato motivato dal giudice per le indagini preliminari in primo luogo, dalla tardività della richiesta, presentata dalla Procura dopo la scadenza del termine delle indagini preliminari. Inoltre, il Gip ha evidenziato che, essendo l’inchiesta relativa anche a presunti reati di associazione per delinquere non trova applicazione la sospensione feriale dei termini.

La decisione si basa su un consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione secondo cui la deroga alla sospensione dei termini nel periodo feriale  per i reati di criminalità organizzata non presuppone necessariamente uno “status custodiale”. Tale disciplina riguarda non solo procedimenti relativi a reati di criminalità mafiosa e delitti associativi previsti da norme incriminatrici speciali, ma anche qualsiasi forma di associazione per delinquere, purché avente il requisito dell’organizzazione.

La decisione del Gip è giunta al termine di un’udienza in camera di consiglio, nel corso della quale le difese hanno contestato la richiesta di proroga, sostenendo che un’estensione dei termini avrebbe inutilmente prolungato un’inchiesta già complessa. Diversi legali avevano depositato memorie di opposizione, evidenziando l’assenza di nuovi elementi tali da giustificare ulteriori accertamenti. Il giudice ha ritenuto fondate tali argomentazioni, accogliendo le istanze difensive.

I reati, come già anticipato nei giorni scorsi sono quelli di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale, corruzione nell’esercizio delle funzioni, turbata liberta’ degli incanti e nella scelta del contraente per vicende che non sono ancora note e sono soggette ad indagine.Le difese hanno presentato una memoria, che si potrebbe definire di “opposizione” anche se formalmente non e’ il termine tecnico, ritenuta degna di un contraddittorio da parte del magistrato che deve stabilire se concedere o meno altri sei mesi di indagine ai pm.

Come e’ noto da tempo, quello chiuso a dicembre sarebbe solo un primo filone, quello più importante perché comprende anche la contestazione di associazione per delinquere, mentre invece una parte dell’inchiesta condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e dell’aliquota di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura di Avellino e coordinata dal Procuratore Aggiunto Francesco Raffaele e dal pm Fabio Massimo Del Mauro sarebbe ancora in corso in attesa dell’esito di consulenze ed esami avviati in questi mesi da parte della Procura. Proprio per questo, anche alla luce delle scadenze rispetto alla prima iscrizione nel registro degli indagati, a partire da ottobre sono scattate una serie di notifiche di richieste di proroga delle indagini preliminari.

Intanto si attende che, dopo il deposito delle intercettazioni e di altri atti di indagine sollecitato dalle difese degli indagati che hanno già ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, scatti il conto alla rovescia (i venti giorni) dopo i quali si procederà con l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Avviso a cui nei giorni scorsi si è aggiunto quello per altri due indagati, insieme all’ ex sindaco Gianluca Festa e all’ architetto Filomena Smiraglia, per gli affidamenti relativi all’ efficientamento energetico di Palazzo De Peruta.

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