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La comunità di Avellino celebra il patrono San Modestino, tra fede, tradizione e musica

Si carica di un valore forte la celebrazione di San Modestino, patrono della città, dopo i difficili anni della pandemia. Una festa del patrono caratterizzata dalla celebrazione in cattedrale, alle 11, officiata dal vescovo Arturo Aiello, alla presenza delle autorità civili e militari della città, di una solenne messa in onore del Santo Patrono e dei compagni Fiorentino e Flaviano. “Celebriamo – sottolinea il vescovo Arturo Aiello – la solennità dei nostri patroni nella prospettiva di imitarne il cammino verso la santità. L’orizzonte della santità segna il cammino della speranza. La scelta di meditare i temi della speranza e della testimonianza alla luce sempre viva del Cristo Risorto è la logica conseguenza di tale cammino”.
Le reliquie dei tre santi furono rinvenute nel 1166 a Mercogliano e da qui trasportate al capoluogo. Fu il rinvenimento delle reliquie dei primi martiri d’Irpinia, i Santi Modestino, Fiorentino e Flaviano, voluto dal Vescovo di Avellino Guglielmo il 10 giugno 1166, in località Urbiniano, nei pressi di Valle, tra Avellino e Mercogliano, a elevare S. Modestino a principale Patrono di Avellino, martirizzato unitamente ai Compagni il 14 febbraio. Da quell’anno il culto per il Santo si rafforzò nel capoluogo e a Mercogliano. “Una sfarzosa processione – ricorda lo storico Andrea Massaro – si snodava per la città seguita dalle principali autorità e dal clero, tutti avvolti nei ricchi e paludati abiti del Rinascimento e dei ricchi drappeggi del Barocco. Il Sindaco, scortato dagli archibugieri, unitamente al Vescovo, apriva il corteo seguito dal variopinto seguito recante il busto argenteo del Santo, accompagnato dalle statue degli altri compatroni della città. Alla ricchezza e maestosità del corteo, per più secoli, si è accompagnata una manifestazione commerciale che rispecchiava la florida economia di Avellino in quei secoli, quale è stata la rinomata Fiera di S. Modestino. La stessa ha richiamato in città numerose persone che nei quattro giorni dello svolgimento, dal 10 al 14 giugno, si accalcavano nel Largo dei Tribunali, alla Strada nuova per Salerno e al Largo dei Due Principati. Una delle ultime fiere, di una certa importanza, è stata senz’altro quella tenuta nel 1835”. In serata, dopo la messa delle 18, sarà possibile andare alla scoperta di un percorso iconografico sulla figura del Santo e partecipare al rito del falò. Nel corso della giornata spazio, dalle 10.30, anche a spettacoli, concerti, visite guidate teatralizzate ai cunicoli e shopping promossi dall’amministrazione comunale. Per l’occasione i monumenti saranno illuminati di rosso, omaggio agli innamorati con un’installazione in via Nappi. Un’iniziativa nata dalla volontà di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e promuovere il commercio

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