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La nuova Lega di Salvini, che per molti versi è sempre la lega Nord di Bossi, Zaia e Borghezio, ha modificato il proprio look per diventare un partito nazionalista, all’insegna del “quello che si può fare per il nord si può fare anche per il sud”. Ha accantonato il secessionismo del proprio logo puntando sul nazionalismo, sul sovranismo e sull’autonomia differenziata. Con un linguaggio spregiudicato, una narrazione non veritiera della realtà e con un sapiente ed accorto utilizzo dei social, Salvini ha rispolverato e stimolato le paure degli italiani, dei poveri e delle periferie indirizzandole verso un presunto nemico comune (gli stranieri, l’Europa, l’euro, l’austerità) accreditandosi come uomo forte della politica italiana. E’ passato così, lancia in resta, sfruttando una posizione di governo nel quale oggettivamente il M5S gli ha fatto da strapuntino, a raddoppiare i suoi voti (dal 17% al 34%) in un solo anno di governo, sfondando anche nel Sud nel quale per molti elettori è considerato il paladino della riscossa capace di sconfiggere la criminalità organizzata e con essa la corruzione.

La gente l’ha creduto ed ha cominciato a votarlo in massa. Nell’Italia meridionale, comprese le isole, ha preso tra il 22 e il 23%, classificandosi al secondo partito dopo i 5Stelle. Il PD è solo al terzo posto con il suo 17,18% senza riuscire a tirarsi fuori dalle secche nelle quali è precipitato, non riuscendo a riconquistare gli elettori scocciati che se ne sono allontanati. In Campania la Lega è al 19,2% superando di uno 0,1% il PD. Alle politiche del 2018 era al 4,3%. In Irpinia prende un sacco di voti con affermazioni di rilievo a Montella, Calabritto e perfino nella Nusco di De Mita. A Cassano irpino, poi, con il boom del sindaco Vecchia, convertitosi al nuovo credo leghista, come tanti altri personaggi in cerca di visibilità e successo, sfonda il tetto del 60,14% diventando il paese più leghista del Sud offuscando, nella cronaca nazionale, perfino la sconfitta di Mimmo Lucano nella sua Riace. Salvini premierà Cassano con una sua prossima visita, nella quale oltre a ripetere i soliti slogan forse porterà cioccolatini ai bambini delle scuole. Il guaio è che in Italia  la cattiva informazione – con l’aiuto dei social, della Rai e di molti giornali – continua a dedicare tutto il tempo al personaggio Salvini (dandogli maggiore visibilità) e a trascurare i veri problemi che affliggono il Paese che sono sostanzialmente la crescita zero (l’Istat prevede per il 2019 un risultato sotto zero -01), l’aumento del debito pubblico, la mancanza di lavoro e l’emigrazione dei giovani (altro che immigrazione illegale) con conseguenti problemi sulla sicurezza sui quali si poggia (legittima difesa – allontanamento degli stranieri) lo slogan vincente del “Prima gli italiani!). Per fare quello che dice Salvini: Flat Tax, rifinanziamento di quota cento, autonomia fiscale alle regioni del Veneto e della Lombardia, blocco dell’aumento dell’Iva, con la conferma del reddito di cittadinanza, occorrono dai settanta ai novanta miliardi. Dove li trova? Naturalmente a debito perché non ci sono risorse e la crescita è zero. L’Europa, anche quella dei paesi Visegrad) glielo permetterà? E soprattutto glielo consentiranno i mercati e i creditori che comprano bond italiani? Lo spread (differenziale di tasso di interesse con la Germania) sta già lambendo quota trecento euro, soglia oltre la quale, il rischio di default diventa elevatissimo.

Per il Sud, con il federalismo fiscale alle regioni del Nord i finanziamenti europei diventano un rischio come la coesione tra le regioni, pur costituzionalmente protetta. Il Sud finirà di sprofondare nella sua miseria accrescendo la sua emarginazione. Ma perché il Sud vota Lega? Per rassegnazione? Per pigrizia? Per un innato senso di protezione affidandosi all’uomo forte del momento, come aveva fatto con Berlusconi prima e con Renzi dopo? Per un senso di ineluttabile fatalità e per inveterata abitudine all’assistenzialismo, al clientelismo, alla cronica mancanza di senso civico, al traino delle organizzazioni criminali in rapporti stretti con la finanza e la politica?  Rusciano sul Corriere del mezzogiorno, parla addirittura di schizofrenia:  francamente un po’ troppo. Un po’ di tutte queste ragioni messe insieme alle quali si aggiunge un retaggio di residua influenza borbonica spagnolesca verso il nuovo corso così ben espresso dal Principe Salina del Gattopardo.

Francesco Marone scrive su Repubblica: “Lo squilibrio tra le due parti dell’Italia viene da lontano e le cause sono note e ampiamente analizzate. Basta solo ricordare che la differenza di reddito è nell’ordine di uno a due e che la distanza si è ridotta in modo serio soltanto negli anni in cui abbiamo avuto politiche pubbliche tese a superare le differenze infrastrutturali fra le due aree.” In Germani dell’Est ci sono stati duemila miliardi di investimenti pubblici in 20 anni, mentre nl sud duecento miliardi in 40 anni. La differenza sta tutta qui.

La Lega ha una seria prospettiva di sviluppo del Sud a medio/lungo termine? Non la si vede. Biagio De Giovanni, sempre su Repubblica, scrive che al Sud manca una battaglia culturale e non si capisce chi potrebbe condurla, in un quadro in cui dominano da una parte i populisti e i legisti e dall’altro i capibastone senza idee.

di Nino Lanzetta

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