Domenica, 22 Marzo 2026
15.20 (Roma)

Ultimi articoli

Chi fa politica ha spesso l’obiettivo di blandire l’opinione pubblica, evitando con cura di dire cose spiacevoli, meglio una dolce bugia che un’amara verità. L’altra ragione è quella di ricercare la vittoria ad ogni costo, l’opposto di quel che ripeteva Mino Martinazzoli “la politica non può essere solo un pallottoliere”. Il prossimo 4 settembre saranno passati dieci anni dalla sua scomparsa. E’ passato alla storia politica come l’uomo che ha chiuso la Democrazia Cristiana, riscoprendo il popolarismo di Don Sturzo e come l’avversario più tenace di Berlusconi al punto che quando il “cavaliere” decide di scendere in politica pronuncia una frase quasi profetica: “da questo momento la politica non si occupa più dei bisogni ma degli interessi e, quando ci sono di mezzo gli interessi, vince sempre il più forte”.  Ci mancano le sue riflessioni e il coraggio di andare controcorrente, la sua idea di una politica mai superficiale, mai semplicistica perché i problemi non si possono solo declinare ma devono essere risolti. Alcune frasi che Martinazzoli pronuncia nella sua lunga stagione politica sono taglienti e colte: “Il popolo non è audience”, “Ho una faccia, una sola e di questi tempi è abbastanza”, “Occhetto sarebbe anche simpatico ma quando va in TV assume un’aria melodrammatica da librettista verdiano”, “Berlusconi dovrebbe continuare ad occuparsi delle sue aziende e lasciare ad altri l’attitudine per la politica che non procede mai per linee rette”. Rileggendole oggi, si configurano come l’emblema della politica che Martinazzoli ha caparbiamente inseguito. Fotografie ironiche e quanto mai veritiere di come la politica sia ormai decaduta; la semplificazione mediatica ha preso il sopravvento rispetto a un dibattito articolato, la velocità è diventata sinonimo di modernità e la lentezza di vecchiaia. La pazienza è, invece, una virtù che va perseguita e ricercata per ricomporre un tessuto di interessi comuni e, senza questa necessaria mediazione, la politica rischia di scivolare in un conflitto senza regole che fa emergere tendenze plebiscitarie. Condivide, con molti suoi amici e avversari di allora, l’idea che senza i partiti è impossibile dare vita ad una democrazia solida con il rischio, come è accaduto, di dare spazio a movimenti mossi principalmente dall’interesse personale e che hanno prodotto un ulteriore frattura con l’opinione pubblica. L’accusa principale a Martinazzoli è quella di essersi dimesso da segretario del partito popolare dopo la sconfitta elettorale nel 1994, in modo anomalo, inviando dalla sua casa di Brescia un fax senza nemmeno convocare una direzione per spiegare le sue ragioni. In realtà Martinazzoli aveva capito in anticipo che una stagione si stava inesorabilmente chiudendo e in un articolo per il “Popolo” scrive che si può ricominciare, ma con pazienza e senza troppa fretta e cita Sturzo: “quando il vento soffia da una parte, si può provare a resistere, ma il vento soffia dove vuole”.  Martinazzoli non intende occupare un vuoto piuttosto vorrebbe riempirlo con contenuti nuovi convinto che la politica è fatta di valori e di progetti, non di spot pubblicitari. Il Partito Popolare finisce troppo presto mentre oggi molte delle sue ragioni sarebbero attualissime e potrebbero rappresentare un punto di ripartenza.  Nel ricordare la sua figura il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che è stato suo grande amico, mette in evidenza “un concetto che Martinazzoli esprimeva, quello della mitezza della politica. La politica mite non è affatto debole, al contrario è propria di chi, convinto della forza e del valore delle proprie opinioni, non teme di confrontarle con quelle degli altri e non pretende di imporgliele. E’ questo l’atteggiamento che induce ancora una volta alla coesione, a trovare sempre, con forza, le ragioni che uniscono piuttosto che quelle che separano e dividono”.

di Andrea Covotta

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio nell’area dell’Alta Irpinia, i poliziotti del commissariato di Sant’Angelo dei Lombardi hanno tratto…

Si sono fatti consegnare tredicimila euro tra il 28 marzo e il 13 maggio da un diciottenne di Lioni per…

Con l’ultimo bollettino sanitario, emesso questo pomeriggio, l’Asl Avellino tranquillizza ulteriormente rispetto ai casi di epatite A (8 in tutto…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Una religione del ricordo, in cui si intrecciano storia individuale e storia globale, in cui ritorna costantemente il valore della memoria”. Spiega così il professore Paolo Saggese, dirigente scolastico e critico letterario, il senso profondo della raccolta di Gaetana Aufiero “Voglio vivere così edita da Delta 3, vincitrice del premio...

Martedì 24 marzo, alle ore 17.30, presso il Circolo della Stampa di Avellino, si terrà la presentazione del volume La piccola scrittrice della Valle del Sabato, pubblicato da Altavilla Edizioni all’interno della collana “Lanterne di Carta – Il Teribinto”. La piccola scrittrice della Valle del Sabato è ambientato negli anni...

Tagliente, ironico, spesso provocatorio: Paolo Cirino Pomicino ha incarnato per decenni un modo tutto particolare di vivere la politica, capace di mescolare visione strategica e battuta fulminante, tanto nei palazzi istituzionali quanto nelle aule giudiziarie. Per Napoli era semplicemente “’o ministro”, simbolo di una stagione in cui la classe dirigente...

È morto all’età di 86 anni Paolo Cirino Pomicino, uno degli ultimi protagonisti e testimoni diretti della stagione di potere della Democrazia Cristiana. Una stagione spesso evocata con nostalgia, ma raramente davvero rimpianta nella sua complessità. “O ministro”, simbolo degli anni d’oro della Prima Repubblica, esponente di punta della corrente...

Ultimi articoli

Attualità

Anche l’irpino Giovanni Esposito, coordinatore regionale del Mid Campania (Movimento italiano disabili) ha preso parte questa mattina all’iniziativa “Sport Senza…

Di fronte al crescente allarme che si registra a Napoli e nel resto della Campania per i numerosi casi di…

Da Benevento si alza la voce del Comitato sannita per l’Acqua bene comune che segue il Coordinamento campano per l’acqua…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy