“So che continuerò a scrivere, a misurare la distanza degli alberi. A pregarli”. E’ la voce della piccola Antonietta a farci da guida nel prezioso volume della scrittrice Antonietta Gnerre “La piccola scrittrice della Valle del Sabato”, impreziosito dalle illustrazioni di Bianca Pacilio, Altavilla edizioni, nell’ambito della neonata collana Lanterne di Carta. Un nome, quella di Antonietta, che richiama quello della nonna dell’autrice “infinita preghiera di vita”, a cui è dedicata l’opera. Lo sottolinea con forza l’autrice, nel corso della presentazione al Circolo della Stampa, ricordando come la storia di sua nonna Antonietta, costretta a separarsi dal papà partito per gli States, entri con forza nel racconto. Una storia, come spiega Rossella Tempesta, di povertà ed emigrazione “che appartiene a tanti comuni dell’Irpinia in cui, è proprio la cultura a rappresentare un punto di svolta, una luce di speranza, capace di restituire senso alla sua vita. Parole che si traducono in immagini grazie alla maestria di Bianca Pacilio”. Ed è Bianca, che conferma la capacità di fondere la leggerezza della favola un occhio contemporanea, scelta come illustratrice ufficiale della collana, a spiegare come “a ispirarmi sia stata la storia, è stato naturale disegnare i piccoli protagonisti ed è bello vedere come i bambini continuino ad amare i racconti, a chiedersi come vanno a finire, ad emozionarsi”. Lo ribadisce l’autrice “Continuo a credere che la speranza arrivi dai libri e dalla natura, dal trasmettere storie alle nuove generazioni, dall’educarli all’amore per gli alberi. E’ quello che ripete la piccola protagonista quando, nel bosco, si rifugia all’ombra degli alberi e chiede loro di proteggerla e di far tornare il suo papà, consegna loro preghiere ‘Alberi miei, custodite con cura questo tempo. Voi siete stati creati per proteggerci dallo sconforto. Portateci i frutti che meritiamo, fate tornare il mio papà”. Poichè “Solo loro riescono a farmi dimenticare le sofferenze la fame”. Sa che sono loro l’unica consolazione al freddo e alla fame, al dolore di quel padre lontano, partito per gli States per andare a lavorare. Da lui ha ricevuto un’unica cartolina con la scritta ‘Vi voglio bene” e una ballerina raffigurata “Lui non sa nè leggere. nè scrivere. Forse in America c’è qualcuno che legge e scrive per gli altri?”. La piccola Antonietta non smette di aspettare sa che deve aiutare la madre a occuparsi dei campi, a piantare le patate, a raccogliere la legna, preparare la pasta, a lavare i panni al fiume e badare alla nonna malata, che ha impedito loro di partire insieme al padre, non può abbandonarsi allo sconforto, poichè la famiglia ha bisogno di lei. Al tempo stesso, capisce presto che la sua unica forza è continuare a leggere e scrivere, a guardare gli alberi. Sarà così che comincerà a leggere e scrivere le lettere per tutte le signore del paese, diventando la piccola scrittrice della Valle del Sabato”. “E penso a tutti i papà che sono andati via in posti che conosco solo di nome”. E spiega come “Nelle immagini di Bianca ho ritrovato davvero la casa della mia infanzia accanto al quale campeggiava un grosso albero, proprio come nel volto dell’amica di Antonietta Angela ho riconosciuto Maria Luisa che oggi non c’è più ed è stata la mia amica più cara”. Spiega come “c’è in questo libro il mio amore per la natura e la consapevolezza che abbiamo perso la capacità di osservare la meraviglio di ciò che ci circonda. Sono convinta che dobbiamo tornare ad osservare gli alberi, i fiori, i campi per ritrovare noi stessi”. E’ quindi Ettore Barra, editore, a sottolineare l’idea da cui nasce Altavilla edizioni che abbraccia narrativa, poesie e forme visive del racconto con uno sguardo aperto alle nuove frontiere digitali”.



